Nella categoria | Raccoglitori

FORLÌ – CESENA: È PROIBIZIONISMO ANCHE PER LA RACCOLTA FUNGHI

Postato il 22 Gennaio 2010 da lddc

Dissenso tra la Regione Emilia-Romagna e il Parco nazionale delle Foreste casentinesi che, senza nessuna consultazione preventiva, ha stabilito il divieto ai non residenti di raccogliere funghi nelle riserve naturali interessate nei giorni di sabato e domenica.

Per i visitatori non del luogo, insomma, si preannunciano weekend di lunghe passeggiate, ma d’ora in poi senza cestino. Il divieto, secondo l’assessore regionale all’Ambiente Lino Zanichelli, “non è l’unico modo di limitare il numero e l’impatto dei raccoglitori, come dimostrano numerose altre esperienze”, e la delibera del direttivo dell’ente non ha ovviamente favorito un clima disteso tra le parti.

“Occorre riprendere il confronto - ha dichiarato Zanichelli su Il Resto del Carlino di Forlì il 14 gennaio -  perché sedendosi attorno a un tavolo è possibile trovare una soluzione diversa, che sia soprattutto condivisa e capace di tenere insieme le esigenze ecologiche e quelle di chi, nel weekend, venendo anche da aree esterne ai Comuni del Parco, vuole cercare funghi nelle Foreste casentinesi”.

L’invito dell’assessore, quindi, si riassume in uno “sforzo di comprensione”, nel rispetto di un territorio che bisogna certo tutelare, ma anche gestire e valorizzare al meglio.

“Il fatto che nei Parchi nazionali la disciplina di riferimento sia statale - ha proseguito Zanichelli sul quotidiano - non aveva mai impedito, fino a tempi recenti, di adottare regolamenti equilibrati, in linea con quelli funzionanti nel resto del territorio e, soprattutto, discussi con le comunità locali per contemperare le diverse esigenze”.

La politica regionale sulle aree protette, secondo Zanichelli, investe proprio sulla ricerca di una maggiore integrazione tra montagna e pianura, tra conservazione della biodiversità e sviluppo territoriale, e proprio in questa direzione vanno le più recenti iniziative regionali a favore del Parco stesso. “Questo dissenso mi sembra un brutto passo indietro” ha dichiarato l’assessore.

A.B.

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1 Commenti Per Questo Post

  1. giorgio ha scritto:

    buon giorno sono un raccoglitore abbastanza deluso perchè penso ci possano essere altri tipi di soluzioni a questi problemi.
    domanda ma dove sono quelle guardie forestali che paghiamo nei periodi di raccolta funghi? dove sono i controlli che dovrebbero fare? é inutile vietare raccolte che poi nessuno controllerà. ci sono già limitazioni e divieti ma nessuno a controllarli. Si vedono guardie che aspettano sulla strada asfaltata i raccoglitori (che se non sono in regola col c… che li beccano).
    soluzioni per ridurre raccoglitori maleducati e distruttori al sabato e domenica (è logico che senza controlli non si risolve nulla) istituire un patentino non tanto per riconoscere i funghi (anche se si vede in giro gente che raccoglie di tutto e scambia amanite muscaria con una cesarea in stato adulto)ma sul comportamento che si deve tenere quando si è nel bosco. mi chiedo: chi lavora dal lunedi al venerdi quando può andare a funghi? non abbiamo tutti gli stessi diritti, residenti o no nei comuni del parco? visto che i residenti alle comunità già pagano la metà (chi lo paga) e vanno a funghi quando gli pare?
    Ps: nell’articolo si parla di riserve naturali ma cosa intendono, su tutto il territorio del parco o ne creeranno zone con divieto? grazie e scusate

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.