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GAME FAIR: EMOZIONI IN VOLO CON I FALCONIERI DEL RE

Postato il 17 Maggio 2010 da lddc

Giunge alla sua ventesima edizione Game Fair, la più grande fiera campestre italiana, che celebrerà l’importante traguardo dal 4 al 6 giugno nella tenuta di Spinicci a Tarquinia (Vt).
Per il terzo anno consecutivo, nell’ambito della manifestazione torna anche il gruppo de “I Falconieri del Re” con il suo spettacolo dedicato ai rapaci. Un evento tra i più spettacolari e suggestivi, non solo per il numero di falconieri (a piedi e a cavallo) e di rapaci messi in volo, ma anche per la presenza dei whippet di alta genealogia in corsa su traina da carrozza e per la scenografia creata dal magnifico ambiente in cui è collocato il ring spettacoli. Ogni esibizione, con commento musicale e narrazione dello speaker, verrà accompagnata da una descrizione delle origini e dello sviluppo della falconeria nel mondo, e il volo di ogni animale da una sua attenta descrizione comportamentale e scientifica.
Quest’anno due le novità: innanzitutto saranno collocate due torrette da cui i rapaci potranno partire per rendere sempre più spettacolari le loro evoluzioni: da altana ad altana oppure dall’altana verso il falconiere a terra o a cavallo. Altro momento da seguire senz’altro è l’attacco del falcone al logoro, che il falconiere agiterà all’interno di una carrozza in movimento. Esercizi dunque di non comune difficoltà, ma che fanno di questo show uno dei momenti più alti e qualificanti di tutto il Game Fair.
QUALCHE PAROLA SU “I FALCONIERI DEL RE”
“I Falconieri del Re” nascono nel 2000 grazie all’azione congiunta di Gianluca Barone e di Letizia Scarfiello. Attualmente addestrano per il volo in libertà un gruppo di rapaci di circa 80 esemplari fra diurni e notturni: Aquile, Falchi, Avvoltoi, Gufi Reali, Barbagianni, Civette Comuni, Civette delle Nevi, Poiane. Più di 150 spettacoli in tutta Italia solo nel 2008, circa un migliaio nella carriera del gruppo, hanno poi permesso di far raggiungere ai Falconieri un grado di addestramento tale che nessuna situazione crea diffidenza tra i rapaci nel rapporto con il pubblico di appassionati. “I Falconieri del Re” stanno inoltre allestendo il Centro Europeo Rapaci presso Sinalunga (Siena): si tratta del centro più grande in Italia che si occuperà di spettacoli, di riproduzione e di recupero dei rapaci.

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.