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GESTIONE DELLA FAUNA SELVATICA: IN SENATO UN PRIMO PASSO VERSO L’EQUIPARAZIONE DELLA ITALIA ALL’EUROPA

Postato il 29 Gennaio 2010 da lddc

Un primo passo verso l’equiparazione delle modalità di gestione della fauna selvatica in Italia a quelle già in essere nel resto d’Europa.

Il Senato della Repubblica, nella seduta del 28 gennaio u.s., ha approvato la norma che introduce nel nostro Paese il concetto di gestione faunistica per periodi e per specie.

Questo non significa caccia aperta tutto il tempo dell’anno come erroneamente è stato affermato da qualcuno che parla senza conoscere la materia.

L’Unione europea, attraverso la Direttiva comunitaria 409/79 non fissa date prestabilite per l’apertura e la chiusura dell’attività venatoria ma affida agli Stati membri il compito di gestire correttamente la fauna selvatica in base alle diverse condizioni ambientali e climatiche nel rispetto degli usi, costumi e tradizioni locali.

L’art. 7 della Direttiva CEE 409/79 sancisce per tutti gli Stati membri l’inderogabile divieto di esercizio dell’attività venatoria durante il periodo della riproduzione e della nidificazione delle specie selvatiche della dipendenza della prole dai genitori e, per quanto riguarda le specie migratorie il divieto di caccia durante il periodo di ritorno ai luoghi di nidificazione. Fermo restando il rispetto di questi principi fondamentali ogni Stato membro può decidere autonomamente le aperture e chiusure differenziate per ogni singola specie.

Ci auguriamo che l’atto di responsabile obiettività dimostrata al Senato della Repubblica venga quanto prima confermato alla Camera dei Deputati per dare esecutività a questo primo passo di un percorso che porterà l’Italia a dotarsi di una normativa in linea con l’Unione europea.

Maria Cristina Caretta

Presidente Nazionale CONFAVI

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1 Commenti Per Questo Post

  1. Gimessin ha scritto:

    La cosa più importante, Maria Cristina, è il rapporto da intraprendere con Berlusconi. Fargli capire che i ministri Prestigiacomo & c., parlano solo per una opinione personale quindi dovrebbero assumere una posizione di neutralità e di dialogo, cosa che al momento non si evidenzia. E’ la prima volta che commento e che ti scrivo, grazie per il tuo ammirevole impegno. Abito in provincia di Caserta, e vorrei sapere se ci sono sezioni della CONFAVI, molto probabilmente ne avrò bisogno per l’assicurazione venatoria, ho intenzione di non iscrivermi più alla FIDC.

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.