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GIANLUCA BARDELLI SU “IL FORESTALE” PARLA DELL’OASI DI CANNEVIÈ

Postato il 16 Maggio 2009 da DdC

Riportiamo un articolo tratto da “Il Forestale”, rivista del Corpo Forestale dello Stato, sull’oasi ecologica gestita da Ekoclub.

Oasi di Canneviè - Un anno sul Delta.

Compie un anno l’Oasi faunistica di Valle Canneviè. Porticino (Ferrara), un biotopo di elevato valore naturalistico gestito da Ekoclub International. “Valle Canneviè riveste un notevole interesse per l’avifauna sia durante il volo di migrazione autunnale e primaverile, sia come zona di sosta per il periodo invernale, sia infine come area di nidificazione” spiega Gianluca Bardelli, direttore relazioni esterne di Ekoclub. La Valle deve il nome al settecentesco “casone”, che sorge nel suo margine occidentale e la cui architettura risente di influssi veneti. In prossimità di questo edificio, sorgono tre installazioni da pesca: i “tabarri” di valle. Anch’essi ristrutturati, sono rispettivamente riservati a centro visite, centro congressi e ristorante. “All’interno dell’oasi è possibile accedere con un camminamento pedonale, al quale sono collegati vari punti di osservazione opportunamente schermati per consentire l’avvistamento degli uccelli acquatici senza arrecare loro disturbo” spiega Bardelli. “Una vera oasi ecologica per il birdwatching di cui andiamo fieri”.

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1 Commenti Per Questo Post

  1. Michele Sorrenti ha scritto:

    Grazie ad un accordo operativo fra ACMA ed Ekoclub oggi conosciamo in modo quali-quantitativo l’avifauna dell’Oasi Canneviè.
    Il sig. Giancarlo Mariani, censitore abilitato INFS, rilevatore ACMA e delegato regionale Emilia Romagna per lo scorso quadriennio ha eseguito i censimenti mensili dal gennaio 2008 fino ad aprile 2009 e contiuerà in questa operazione di monitoraggio.
    I dati, archiviati presso l’Ufficio Coordinamento Ricerche ACMA e presso Ekoclub hanno dimostrato un eccezionale valore dell’area per la sosta del Totano moro (Tringa erythropus), e per l’Alzavola fra gli anatidi.
    Le serie di dati saranno elaborate per fornire un quadro complessivo delle presenze di avifauna acquatica nell’oasi Canneviè.

    Michele Sorrenti

    ACMA-FIDC
    UFFICIO COORDINAMENTO RICERCHE

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.