I VERDI ANNUNCIANO UN REFERENDUM PER ABOLIRE LA CACCIA
Postato il 09 Marzo 2010 da lddc
Il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, ha annunciato ieri l’intenzione di presentare, entro la prossima settimana, un quesito referendario per bandire la caccia dal territorio italiano. Dal suo punto di vista, infatti, i dati del sondaggio Ipsos confermerebbero infatti il carattere antistorico dell’attività venatoria. “Per questa ragione - ha dichiarato il presidente dei Verdi all’Ansa - e per quanto sta accadendo in Parlamento, dove sono in discussione non solo provvedimenti che vogliono liberalizzare la caccia, ma che addirittura mirano a depenalizzare il bracconaggio, la settimana prossima presenteremo un quesito referendario” che “abroghi l’articolo 842 del Codice Civile e per modificare la legge sulla caccia”.
A.B.
Tags | angelo bonelli, referendum, verdi


















9 Marzo 2010 alle 18:57
Abolite anche la caccia tanto ormai si vive come dei Robot …le minoranze che calpestano tutto e tutti!!!!
………..da qui in avanti ne vedremo delle belle ragazzi e non solo sulla caccia , stiamo superando la soglia della sopportazione!
Un referendum creerebbe uno scontro molto aspro tra idealismi!!!!!
9 Marzo 2010 alle 22:17
il referendum sara’ l’ ennesima figuraccia per i talebani, che verranno presi a pernacchie dagli italiani per la quarta volta.
gli italiani guardano la televisione e ascoltano anche certe mentecatte e certi mentecatti che vomitano menzogne contro di noi di continuo, MA POI RAGIONANO CON LA LORO TESTA!!
Fabrizio
9 Marzo 2010 alle 22:44
Magari fosse cosi’ , oggi se fanno un Referendum ci spaccano in 2 .
L’Italiano non va a votare per qualcosa di serio ma per la caccia ci van tutti , con il condimento che ci stan facendo sui vari TG ….
9 Marzo 2010 alle 23:23
Mi chiedo come mai se sono così sicuri, se la famosa “stragrande maggioranza” non vede l’ora di abolire la caccia, ancora non l’abbiano nemmeno proposto e o abbiano iniziato a raccogliere le firme, tanto è una passeggiata.Ma è mai possibile che tra i cacciatori c’è ancora qualcuno che gli crede, se in fondo non ci credono neppure loro.
10 Marzo 2010 alle 10:51
facciamo un referendum per abolire il partito dei verdi dalle liste italiane!!!!!!
10 Marzo 2010 alle 11:13
Bonelli, siete alla frutta non sapete più che inventarvi per rimanere a galla. Trovatevi un mestiere che vi dia da mangiare, il Popolo italiano vi ha detto che dovete stare a casa!
10 Marzo 2010 alle 12:58
ma io dico, non e possibile, sta gente non ‘ha nienteda fare? inventassero altre ******, la caccia non nuoce a nessuno solo a chi ha interessi di altro genere disturba ciao a presto
10 Marzo 2010 alle 22:22
Ma guarda te questo qua’ e’ sopravissuto a malapena allo sciopero della fame e per farsi di nuovo notare,va a tirar fuori di nuovo il referendum contro la caccia!!!
Bonelli si vede che non ne hai avuto abbastanza della figuraccia fatta a Porta Porta!!Insisti pure tanto anche il vosto Sole lentamente ma inesorabilmente si sta’ spegnendo.CIAO
10 Marzo 2010 alle 23:34
DAI BONELLI FACCIAMO UN’ALTRO SCIOPERO DELLA FAME POI CI METTIAMO QUELLO DELLA SETE E IL RESTO VIEN DA SE.
10 Marzo 2010 alle 23:45
ma nn si sentono pagliacci da circo questi verdi ambientalisti ecc che devono stare sempre al centro dell attenzione e fare polemiche stupide e inopportune.
fanno ridere questi protettori dell’ambiente che nn sanno neanche come si tutela l’ambiente.
11 Marzo 2010 alle 01:07
Basta rivedere la trasmissione di Porta a Porta per capire di che personaggio staimo parlando;ha offeso tutta la Val Trompia fiore all’occhiello per la produzione di armi (da caccia) nel mondo;non sanno piu’ cosa inventarsi,prima la Francescato (con le cartucce appese al collo),poi il farfallino del Pecoraro Scanio,che voleva bloccare la caccia per l’Aviaria,ora il Bonelli con il referendum:che ben venga,sara’ l’inizio della loro,tanto,tanto,attesa scomparsa.Che massa di pagliacci questi ambientalisti italiani,perche’ non si accaniscono cosi’ anche contro le strade,le macchine,gli aerei,le navi (possono disturbare i delfini),i macellai,tanto loro sono capaci di anche di questo.
11 Marzo 2010 alle 07:45
X il Sig. mikele rocca priora. Non serve un referendum per l’abolizione dei verdi, sono aboliti da tempo. Non preoccupiamoci quindi più di tanto. I verdi, come lipu, wwf, ambientaisti, amici della terra, amici degli animali, amici del c…o, non hanno alcun seguito su cui contare. Essendo ormai con l’acqua alla gola cercano ogni mezzuccio per mettersi in mostra. Bonelli fa solo questo, nulla di più. Cordiali saluti. gs
11 Marzo 2010 alle 13:11
Facciamo un referendum per abolire i verdi.
11 Marzo 2010 alle 18:03
Se ho ben capito, i signori verdi, di bile credo, viste le condizioni in cui versano, con l’eventuale referendum contro l’art. 842 del C.C. intendono ancora una volta contarsi. Che facciano pure!
Vorrei lanciare una proposta: perchè questi referendum devono continuare ad essere finanziati dall’intera comunità?
Non sarebbe più opportuno che chi lo propone si procuri le firme e se lo autofinanzi? Sarebbe una rottura di … meno. O no?
11 Marzo 2010 alle 19:40
ancooraaaaa!!!!!!!??????? ma basta con questo stupido referendum che pensino ad altre robe forse più importanti (l’inquinamento delle aziende,delle vecchie caldaie che ci sono nelle metropoli,vecchi automezzi inquinanti e, ai loro SUV con i quali fanno 50 metri in città per poi parcheggiare quasi sotto casa ma che vadano a quel paese!!!!!) sono solo pseudoambientalisti da scrivania!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
VIVA LA CACCIA E TUTTI I SUOI SEGUACI!!!!!!!
12 Marzo 2010 alle 08:55
vergognatevi verdi e ambientalisti invece di rompere le palle a noi cacciatori guardate a tutti i veleni che ci sono sui prodotti alimentari e le porcherie dei politici.La PRESTIGIACOMO ministro ambiente il padre è indagato per aver smaltito rifiuti tossici a cielo aperto e gli operai della fabbrica sono ammalati in gran numero . CHE SHIFO VERGOGNA!!!
12 Marzo 2010 alle 09:59
xSCANU!!
Certamente hai ragione cercano ogni mezzo per emergere,pero con un referendum(anke se sembra cosa stupida)saranno banditi ulteriormente….non voglio piu’ vederle queste facce,si preoccupassero di cause vere no di caccia e poi non ne capiscono nulla,avete visto tutti bonelli a porta a porta cosa diceva dei fucili!!!!!eppure e’ semplice capirlo ke non puo’ esser come diceva lui,come fai ad andarmi contro se neanke sai di cosa si parla e pensi ke andiamo tutti a fare i bracconieri con le reti a catturare il solito pettirosso morto ricatturato e fotografato un miliardo di volte……..si accosta caccia e bracconiere..e’ pur vero che se tu dai troppe restrinzioni solleciti il bracconaggio…o l illeticita’ delle regole..non ke sia giusto,ma quanti di voi rispettano i limiti stradali inproponibbili per certi versi ??
allora di cosa vogliamo parlare???ki rispetta cosa in italia se la nostra classe diligente lo vedete da soli non rispetta niente e nessuno e noi in primis???e parliamo di caccia???ci vorrebbe un colpo di mano in italia…o meglio ancora la guerra per risistemare un po di cose,la gente ormai in italia vive in una falsa moralita’ persa da tempo…riflittete colleghi…riflettete
12 Marzo 2010 alle 13:19
un partito che non conta niente come puo parlare di abolire quando se stesso e stato abolito
17 Marzo 2010 alle 17:14
In Campania i verdi (Pecoraro Sc.), ci hanno dato veramente tanto in anni di governo insieme a Bassolino. Ma.. ci hanno dato tanta, ma tanta, che non sapevamo più dove metterla.
LA SPAZZATURA !!!!!. Poi ci hanno tolto tanta salute, tanta immagine agli occhi del mondo, tanta dignità. Poi il Pecoraro ci ha tolto il diritto di avere un termovalorizzatore, e si perchè altrimenti il suo compare non poteva lucrare. Se lo vedo per strada non so la reazione….! Verdi, almeno abbiano il coraggio di cambiare colore……..! Amici, non temete i loro spauracchi, la caccia per loro è solo un pretesto per inserirsi di nuovo nei palazzi. Vanno elemosinando consensi anche alla persone che fino a qualche mese fa li schifava. Il “sole che ride”?. Il sole lo stanno facendo piangere. VERGOGNA!!!!!
17 Marzo 2010 alle 19:43
VIVA LA CACCIA.
19 Marzo 2010 alle 11:56
http://www.animalisti.it, sondaggio: “In caso di referendum contro per l’abolizione della caccia, andresti a votare”?. Amici ora leggetemi bene. 18/03 ore 18,05 il sondaggio elencava i voti nell’ordine: Votanti 929, sotto NO 606, sotto SI 323, sotto NON SO 0- Alle 18,10 il SI si trvava sopra al posto del NO.- 18,25 il NO riprende il suo posto con la maggioranza dei voti.- 19,50 il SI viene rimesso di nuovo sopra i voti del NO e ci rimane ad oggi. Una certa signora Caporale insieme ad altri indegni animalisti, sarebbe tra gli artefici di questa manipolazione. ECCO COME SI PROCURANO I SONDAGGI CONTRO LA CACCIA.
22 Marzo 2010 alle 18:05
fACCIAMO UN REFERENDUM CONTRO LE FABBRICHE DELLA PRESTIGIACOMO E IL CANILE DELLA BRAMBILLA.MI MERAVIGLIO CHE IL FARAONE METTA CERTA GENTE IN CERTI POSTI.VERGOGNA.ALLE REGIONALI DI DOMENICA IN VENETO I 5 VOTI DELLA MIA FAMIGLIA,PASSERANNO ALLA LEGA.X LE POLTICHE VEDREMO.
22 Marzo 2010 alle 18:52
Ai verdi ricordiamo che non c’è due senza tre!
22 Marzo 2010 alle 21:28
Ma cosa ha fatto la lega in veneto per la caccia?
Cosa ha fatto il ministro Zaia a livello nazionale ha forse tolto il decreto del pecoraio sulle ZPS.
Elena Donazzan è sempre stata coerente, qui in Veneto con noi cacciatori,e va premiata
23 Marzo 2010 alle 10:21
i sostenitori dell’ odio contro il genere umano non faranno nessun referendum. Sanno benissimo che dovrebbero confrontarsi intelevisione con personaggi capaci di replicare alle loro mistificazioni, e sanno benissimo che i loro sondaggi taroccati non fanno nessuna presa sui cittadini. A forza di gridare “al lupo” per avere poltrone e facile notorieta’ ora non gli crede piu’ nessuno, e sanno benissimo che verrebbero presi a pernacchie di nuovo dall’ indifferenza degli italiani….che hanno ben altri problemi…..problemi veri!!
chi sostiene che ci possono nuocere o e’ uno di loro o ha il prosciutto sugli occhi.
Fabrizio
23 Marzo 2010 alle 11:01
i nostri nemici, pur spalleggiati da certi dirigenti di certe associazioni venatorie, NON FARANNO NESSUN REFERENDUM.
MAGARIII ….. SI DECIDESSERO A RACCOGLIERE LE FIRME !!!!
……COSI’ SAREBBERO DI NUOVO PRESI A PERNACCHIE DAGLI ITALIANI !!!!
sanno solo produrre sondaggi inconsistenti, lanciare insulti, diffamare, e un confronto pubblico con cacciatori che sanno parlare per loro equivale a una disfatta.
SE I LORO SONDAGGI SONO REALISTICI E FATTI BENE …… CHE ASPETTANO A RACCOGLIERE LE FIRME?
NE BASTANO 500.000!!
E’ SEMPLICEMENTE UNA QUESTIONE DI SERIETA!!!!
Stavolta non troveranno certi presidenti di AA.VV. concilianti e quasi sottomessi al nemico, quanto evanescenti nel difendere la caccia, ma troverebbero un toro da combattimento come Berlato, un pacato ma preciso Orsi, un chiaro ed energico Carrara, e molti altri altrettanto validi.
SANNO BENISSIMO CHE STAVOLTA SAREBBE LA LORO ULTIMA FIGURACCIA, PERCHE’ VERREBBERO DEFINITIVAMENTE SEPOLTI CON TANTO DI PIETRA TOMBALE!!!
vengano pure avanti!!
i cacciatori veri li stanno aspettando!!
Fabrizio
23 Marzo 2010 alle 19:55
Prego tutte le sere:liberaci signore dal male dai Verdi,dal Costanzo,dal Celentano,dalla Buonaccorti,dal Rutelli,dal Pecoraro Scanio,dal Caporale,dal Tassi,dal Pratesi,vieni subito a riprenderli,hanno tanto bisogno di lavarsi la coscienza (solo Tu puoi);ti prego Vieni a riprenderli,tutta l’umanita’ te ne sara’ grata.Amen.
25 Marzo 2010 alle 12:11
L’unico rimedio per combatterli è il seguente: Mettiamo al bando tutti quei partiti politci che li accolgono, e facciamolo anche sapere mediante i Berlato, Carrara, Orsi e altri. In questo modo quando cercheranno di nascondersi in qualche schieramento, gli stessi li metteranno alla porta come delle puzzole maleodoranti. Dobbiamo far si che chi ci rappresenta metta in evidenza la nostra forza elettorale e il danno provocato dal nostro dissenso in numero di voti.
25 Marzo 2010 alle 14:09
diamo forza ai verdi .cosi abboliranno la caccia la pesca ecc.cosi tutti i lavoratori che sono migliaia perderanno il posto di lavoro .bonelli coi sui compagni di merende hanno promesso che faranno un referendum per abbolire la disoccupazione
26 Marzo 2010 alle 21:54
percke buttare altri soldi dei contribbuenti italiani se vogliono il referendum cke lo facciano coi loro soldi.tanto il risultato non cambia.
VIVA LA CACCIA.
26 Marzo 2010 alle 22:40
i verdi vogliono chiudere la caccia
il nostro premier eliminare la magistratura
la lega mandare via tutti gli extracomunitari
ma…chi pensa a chi è senza lavoro?
26 Marzo 2010 alle 23:04
Penso che siamo l’unico paese al mondo che ha un partito ambientalista che non propone mai niente di veramente utile.
Invece di mostrare una mano aperta con un fringuello morto
e una cartuccia perchè non prendono una bolletta della luce e spiegano quanto inquinamento è costata questa energia prodotta?
Perchè siamo l’unico paese in cui per usufruire privatamente del votovoltaico si va incontro a procedure burocratiche lunghe e dissuadenti?…e il Lambro ora è pulito?….e i nostri bambini delle grandi città tutte le mattine vanno a scuola con la mascherina anti smog….nel resto d’Europa la situazione è un pò diversa eppure vanno a caccia !
31 Marzo 2010 alle 09:39
con tante belle tradizioni che abbiamo chi ci governa (o lo vorrebbe fare),fà si che via via le andiamo a perdere allora, facciamo togliere anche i crocefissi nelle scuole ,chiudere gli allevamenti di suini,mettere al bando il buon vino …………lasciamoglielo fare così quando l’ITALIANO SI IN****A allora sono guai altrochè francesi diventiamo peggio degli hooligans inglesi o attila dove si passa non si lascia niente in piedi
2 Aprile 2010 alle 20:25
A QUESTI SIGNORI CHE VOTIAMO, E CHE NOI STESSI PORTIAMO AL POTERE
E CHE QUANDO DOPO AVER MESSO IL CULO SULLA SEDIA SE NE FREGANO ALTAMENTE DI NOI CACCIATORI,SIA DI QUELLI DELLE REGIONI SIA QUELLI DEL GOVERNO, DOVREMMO NON ANDARE PIU’ A VOTARE E MANDARLI A LAVORARE. PURTROPPO SE LA SITUAZIONE E’ COSI’ LA COLPA E’ ANCHE NOSTRA
6 Aprile 2010 alle 12:03
RIFORMARE L’ASSOCIAZIONISMO VENATORIO ITALIANO
L’associazionismo venatorio italiano ha fallito e deve essere profondamente riformato.
I dirigenti nazionali delle varie associazioni venatorie italiane, soprattutto quelli che hanno disertato la grande manifestazione nazionale di Roma del 9 marzo u.s., hanno dato ancora una volta l’impressione di privilegiare la difesa dei loro interessi personali anziché quella dei diritti dei cacciatori.
Ancora più palese è risultata essere la frattura tra base dei cacciatori ed i vertici delle loro associazioni.
A Roma il mondo venatorio italiano e tutti i portatori della Cultura rurale hanno manifestato per avvisare le Istituzioni e l’opinione pubblica del fatto che siamo stanchi di subire ingiustificate umiliazioni ed assurde penalizzazioni che mortificano le nostre attività, oltre a mettere a repentaglio centinaia di migliaia di posti di lavoro.
Agricoltori, pescatori, allevatori a scopo professionale, amatoriale ed ornamentale, mondo dell’editoria, settori economici che gravitano attorno a queste attività, tutti hanno capito la necessità di unire le forze per difenderci dai nemici comuni che usano la demagogia e la malafede per attaccare le nostre attività e calpestare i nostri diritti.
Persino la parte intelligente e propositiva del mondo ambientalista ha deciso di unirsi a noi per combattere i veri nemici di tutte le attività portatrici della Cultura rurale.
Gli unici a non avere ancora capito la necessità di unirsi sotto un’unica bandiera sono quelle cariatidi di dirigenti venatori ai quali sembra interessare sempre meno il destino della caccia in Italia.
Abbiamo tentato invano, per tanto tempo, di cambiare la mentalità di questi dirigenti.
Ci siamo dovuti rassegnare al fatto che nulla cambierà in meglio se non verranno sostituiti questi dirigenti.
La forza di questi dirigenti è rappresentata dai loro tesserati.
Ricordiamo che nelle tante occasioni in cui abbiamo dovuto confrontarci con questi dirigenti venatori, ci è stato ricordato che fino a quando i cacciatori finanziano con il rinnovo della propria tessera associativa questi dirigenti, ne condividono l’operato.
Per i politici che non conoscono il nostro mondo, il numero delle teste degli associati corrisponde ad altrettanti possibili voti. Ecco perché spesso la politica dà più retta a certi dirigenti piuttosto che ad altri.
L’unico modo di sbarazzarci di questi dirigenti è far mancare loro il piedistallo costituito dalle loro tessere.
Solo mandando a casa questi dirigenti riusciremo ad unire i cacciatori sotto un’unica bandiera, unendo ad essi le forze di tutti i portatori della Cultura rurale.
Abbiamo più volte sentito affermare all’on. Sergio Berlato che “hanno provocato più danni alla caccia alcuni dirigenti venatori di tutti i verdi messi assieme”, così come ha affermato che “nulla, dopo la grande manifestazione di Roma del 9 marzo 2010, rimarrà più come prima”.
La CONFAVI che non ha mai ricevuto un euro di finanziamento pubblico e che è riuscita a nascere ed a vivere solo con il sostegno dei propri associati, sarà il motore di questo indispensabile cambiamento, per il bene del mondo venatorio italiano e di tutti i portatori della Cultura rurale.
Maria Cristina Caretta
Presidente nazionale CONFAVI
7 Aprile 2010 alle 12:21
x bonelli,perchè non fate inserire i verdi nelle specie protette,dai sondaggi degli italiani sono una specie in via d’estinzione!!Meno male, perchè visto i danni che fanno e che hanno fatto sono da considerarsi nocivi,per noi speriamo che si volatilizzano insieme agli ambientalisti ipocriti e compagnia cantante.
7 Aprile 2010 alle 16:20
CONFAVI è nata per unire il mondo venatorio italiano e per difendere la Cultura rurale.
Quando abbiamo fatto nascere CONFAVI, abbiamo scelto consapevolmente di non fare il tesseramento diretto e questo per rispetto nei confronti di tutte le associazioni venatorie italiane, per non entrare con loro in competizione e non fornire loro l’alibi per farci la guerra ed impedire la realizzazione del nostro progetto.
Il nostro obiettivo era quello di costruire un’Associazione nella quale potessero confluire tutte le associazioni venatorie italiane, garantendo ad ognuna di esse totale autonomia e pieno rispetto della propria identità.
Siamo riusciti ad unire sotto un’unica bandiera ben sedici associazioni venatorie italiane che non avevano avuto il privilegio di venire riconosciute dalla legge 157/92.
Le altre associazioni, quelle che sono state riconosciute per legge, alcune delle quali continuano a godere dei benefici del riconoscimento senza possedere i requisiti previsti dall’art. 34 della 157/92, hanno deciso di dichiarare guerra alla CONFAVI ed al suo progetto di unire i cacciatori italiani.
Alcune di queste associazioni non hanno neppure avuto il coraggio di firmare il ricorso ma si sono limitate a concordarne i contenuti con le consorelle più esposte politicamente, appollaiandosi sul trespolo degli avvoltoi in attesa di potersi cibare delle spoglie della CONFAVI.
Il contenzioso per il mantenimento del riconoscimento ottenuto dalla CONFAVI con Decreto interministeriale n. 20362 dell’8 febbraio 2006 è ancora lungo e si arricchirà di colpi di scena contrastanti, prima di veder sancito l’inevitabile vittoria finale della CONFAVI.
La prima battaglia è stata vinta dalla CONFAVI che ha riscosso un inequivocabile pronunciamento dei giudici del TAR del Lazio che hanno sancito, entrando dettagliatamente nel merito del contenzioso, la piena legittimità del Decreto interministeriale emesso dopo che ben due ministeri avevano verificato il pieno possesso, da parte della CONFAVI, dei requisiti stabiliti dalla legge.
La seconda battaglia, per motivi che per il momento non possiamo rendere pubblici, vedrà alcuni giudici del Consiglio di Stato smentire i propri colleghi del TAR del Lazio e dare torto a CONFAVI.
La terza battaglia, per la quale siamo già pronti, vedrà finalmente e definitivamente sancita la piena legittimità del riconoscimento della CONFAVI.
Il nostro vero obiettivo era, e rimane, quello di unire tutti i cacciatori italiani e difendere la Cultura rurale.
Le associazioni nemiche dell’unità del mondo venatorio italiano pensano che, impedendo a CONFAVI di beneficiare del finanziamento pubblico, potranno continuare a spartirsi indisturbate l’addizionale di € 5,16 che hanno chiesto ai politici di inserire nella famigerata 157/92 per la quale sono stati svenduti i diritti e la dignità dei cacciatori italiani.
Ma CONFAVI, dalla sua nascita, non ha mai ricevuto un solo euro di finanziamento pubblico ed ha imparato a vivere con le proprie energie, senza avere bisogno di nessuno se non dei cacciatori che credono in Lei e nei suoi progetti.
Unire le associazioni venatorie italiane si è rivelato impossibile?
Ci basterà unire i cacciatori italiani!
Le associazioni venatorie riconosciute per legge vogliono far morire CONFAVI dichiarandole guerra?
Che guerra sia!!!
Da quest’anno CONFAVI avrà meno rispetto per queste associazioni e comincerà a fare il tesseramento diretto (www.confavi.it/tesseramento.asp), invitando tutti i cacciatori italiani ad unirsi sotto un’unica bandiera.
CONFAVI ha promosso la Petizione popolare che ha raccolto le 843.846 firme certificate a sostegno delle modifiche alla 157/92.
Senza CONFAVI non si sarebbe mai iniziato a discutere delle modifiche alla 157/92 in Parlamento.
CONFAVI è stata la promotrice delle manifestazioni nazionali del primo settembre 2006 e del 9 marzo 2010.
CONFAVI ha dato vita al Coordinamento per la difesa e la promozione della Cultura rurale.
CONFAVI rappresenterà il futuro della caccia italiana ed il baluardo per la difesa della Cultura rurale.
Mentre qualche dirigente venatorio usa i soldi dei propri associati e quelli del finanziamento pubblico per pagarsi stipendi dorati e rimborsi spese faraonici, noi usiamo i soldi dei nostri associati per comprare striscioni e bandiere, per pagare avvocati in difesa dei diritti di tutti i cacciatori, per promuovere iniziative in difesa della nostra Cultura rurale.
Ecco perché il futuro ci appartiene.
Maria Cristina Caretta
Presidente nazionale CONFAVI
8 Aprile 2010 alle 17:37
FATE PAGARE A LORO LE SPESE PER IL REFERENDUM. VEDRETE CHE FARANNO MARCIA INDIETRO. SONO RIMASTI QUATTRO GATTI E ANCORA ROMPONO……….