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Il cinghiale e l’insurrezione ambientalista

Postato il 05 Febbraio 2009 da DdC

Un cinghialino di 30-40 kg è stato trovato in un cantiere triestino. Gli operai hanno chiamato i guardacaccia provinciali che lo hanno abbattuto. Fin qui la notizia, niente di particolarmente interessante se non fosse che la pubblicazione dell’accaduto ha suscitato un vespaio di polemiche ambientaliste. Tantissime, infatti, sono state le mail giunte al sindaco del capoluogo giuliano e al vicepresidente provinciale da parte di persone indignate per l’accaduto. In esse, riportate in parte dal quotidiano “Il Piccolo” di giovedì 5/2, sono rintracciabili un po’ tutte le “linee guida” dell’indignazione animalista: si va dal disonore nazionale per eccesso di violenza (”Possibile che si debbano affrontare tematiche del genere in maniera tanto brutale? Mi vergogno di essere cittadina di un paese tanto incivile”), al raffronto tra animale buono e uomo cattivo con uno sguardo alla situazione internazionale (”Fosse stato un terrorista in procinto di far saltare il cantiere in aria, al limite estremo, il ricorso alle armi ci sarebbe potuto stare, ma trattandosi di un cinghiale ci si sarebbe aspettati dalle autorità un po’ più d’intelligenza”), dalla proposta umanitaria (”Chiamare un veterinario e farlo addormentare per portarlo in campagna costava troppa fatica, vero? Se trovate un senza tetto agite allo stesso modo?”) alle domande esistenziali (”Complimenti a tutti i protagonisti di questa vicenda per l’umanità dimostrata. Mi domando: chi è la bestia?”), dalla ritorsione turistica (”Il metodo per risolvere le cose è sempre lo stesso: ammazzare. Io a Trieste non metterò più piede e come me spero molta altra gente”) alle minacce legali (”Ricordo che la violenza sugli animali è perseguibile per legge. Farò quindi il mio esposto alle autorità”).
Cosa anima queste persone: una sano rispetto per gli animali o un cieco furore ispirato da un’ipocrita sensibilità? E poi, quest’atteggiamento, che individua nella caccia, ma anche negli sport che usano armi da fuoco e nella pesca, un crimine continuo perpetrato da parte di persone malvagie cambierà mai?

I cacciatori, ma anche gli altri interessati, possono fare qualcosa al riguardo?

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9 Commenti Per Questo Post

  1. paolo ha scritto:

    Se fosse stato un grosso cinghiale,e ammazzava qualcuno,quali sarebbero stati gli esposti degli ambientalisti.
    Quando vengono trovati perche non li portate nei loro giardini?
    I veri malvagi sono loro che non conoscono l’iter della natura.
    Fosse per questi andremo a letto con i cinghiali

  2. Fabrizio Fabrizi ha scritto:

    Questi animalisti sono i soliti ipocriti che non sapendo fare niente nella vita pensano di rendersi utili nel dire agli altri come devono comportarsi, noi cacciatori ogni anno ci mettiamo la mano in tasca per fare lanci di selvaggina stanziale che altrimenti non esisterebbe più perchè non c’è abbastanza abitat e in quel poco che c’è morirebbe per malattie, perchè anche loro non si fanno delle riserve a spese loro, lanciano animali e se li vanno ad osservare, invece non sanno fare neanche questo e se qualcuno va in qualche oasi deve essere accompagnato perchè non sanno muoversi in ambienti selvaggi. Se si dovesse verificare nuovamente un caso di qualche animale pericoloso da catturare chiamate loro e che lo facciano a loro spese.

  3. Igor Cocco ha scritto:

    Penso che in questo mondo ci sia spazio per gli ambientalisti e per i cacciatori e che entrambi possano trancuillamente convivere. In questo caso, essendo un cacciatore che pratica l’attività venatoria da 24 anni, penso abbiano ragione gli ambientalisti. Il selvatico non doveva essere assolutamente abbattuto, ma narcottizzato e prelevato, per poi essere riposto nel suo abbitat ideale. Cari cacciatori, quel cinghiale rimesso in libertà nel suo ambiente naturale, avrebbe potutto regalare tante emozioni a noi e ai nostri cari ausiliari. Un saluto.

  4. maurizio ha scritto:

    Siamo alle solite. Io vivo in Abruzzo ma purtroppo le guardie provinciali sono sempre e ovunque inadeguate. Cosa poteva far di male un cinghiale di 40 Kg ? Niente. Bastava essere più preparati e corretti. Fanno solo come con i cacciatori, senza spiegazioni multa. Vado a caccia da 32 anni è ammetto che è stato un sopruso abbattere un animale impaurito e fuori dal suo abitat per errore. I cacciatori non l’avrebbero fatto.

  5. Eduardo Rina ha scritto:

    Anch’io convengo con Igor e Maurizio… I guardiacaccia dovevano catturare il cinghialino e riportarlo nel suo habitat naturale.. Io sono un cacciatore appassionato di migratoria e nel periodo di caccia consentito abbato tordi e merli…ma non mi passa neanche per l’anticamera del cervello di sparare o catturare un merlo nel giardino di casa o sul davanzale della finestra… I cacciatori veri hanno un’etica ambientalista…ma i guardiacaccia di Trieste hanno sbagliato e dovrebbero pagare…

  6. peppecaserta ha scritto:

    convengo anch’io con la misura eccessiva dell’abbattimento del selvatico da parte dei guardiacaccia e penso che chi di dovere dovrebbe aprire un inchiesta sull’uso illeggittimo delle armi da parte di questi.- chissa’ forse ai guardiacaccia triestini piace l’amico quattrozampe al forno.- non voglio neanche immaginare se i guardiacaccia avessero sorpreso un cacciaore a fare quello che hanno fatto loro.-

  7. Q CIOFINI PERUGIA ha scritto:

    ANCHE A PERUGIA E’ AVVENUTO UN FATTO ANALOGO , LE GUARDIE VENATORIE PROVINCIALI LI HANNO ABBATTUTI DI NOTTE E SE LI SONO MANGIATI INSIEME HAI DIRIGENTI. BEL LAVORO CHE FANNO QUESTE GUARDIE. SE L AVEVA FATTO UN CACCIATORE COSA GLI AVREBBERO FATTO ?????????

  8. olbi VIERO DA ROMA ha scritto:

    CHE SCHIFO . SIMO NEL 2009 E ANCORA SUCCEDONO QUESTE COSE

  9. olbi VIERO DA ROMA ha scritto:

    booo,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,, che schifo

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