Nella categoria | 3 Attualità

IL DECALOGO DEI FOTOGIORNALISTI E LA STAMPA VENATORIA

Postato il 01 Aprile 2010 da lddc

Approvato, dal Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti il Decalogo di autodisciplina dei fotogiornalisti con la finalità “di garantire una libera e corretta informazione nel rispetto delle leggi e della dignità delle persone“. Al punto otto leggiamo: “Il fotogiornalista non deve diffondere immagini raccapriccianti o comunque lesive della dignità della persona (art.15 della legge sulla stampa del 1948), salvo rilevanti motivi d’interesse pubblico, né diffonde immagini di persone in stato di arresto, anche se siano state schermate le manette o i ferri ai polsi“. Un punto che ci interessa in modo particolare anche il mondo venatorio. Nelle sue pubblicazioni su caccia, pesca, tiro e arceria la casa editrice Greentime ha sempre cercato di evitare di mostrare immagini che possano in qualche modo turbare la sensibilità di chi non conosce o non condivide totalmente la cultura venatoria, ritenendo, tra le altre cose, che questo atteggiamento possa agevolare la comprensione del fenomeno caccia nella società e che alcune immagini nelle quali compaiono carcasse di animali insanguinati possano contribuire a far crescere il sentimento anti-caccia.
Di seguito pubblichiamo quanto sottolineato dall0ordine dei giornalisti e il decalogo di autodisciplina dei fotogiornalisti.

ORDINE NAZIONALE GIORNALISTI APPROVA DECALOGO FOTOREPORTER

Il Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti ha approvato il Decalogo di autodisciplina dei fotogiornalisti, categoria ”in emergenza e grandissima crisi”, come dice una nota ufficiale.”I fotoreporter, espulsi dalle redazioni ormai da parecchi anni e divenuti nella generalita’ liberi professionisti, per vendere le loro foto debbono fare capo prevalentemente ad agenzie che non sono ‘agenzie giornalistiche’, ma semplici distributori - dice la nota -. Le fotografie vengono trattate commercialmente come se fossero ‘merce comune’ da remunerare il meno possibile, proveniente da qualsiasi fornitore, anziche’ componente fondamentale dell’informazione. Una logica incoraggiata dagli editori che ha finito con il limitare fortemente o negare del tutto la possibilita’ di scelta, in base a esigenze giornalistiche, da parte delle redazioni e degli stessi direttori dei giornali. La conseguenza di cio’ e’ un progressivo decadimento dei criteri di scelta, che finiscono con il relegare la qualita’ dell’immagine in secondo piano”.”In una situazione del genere potrebbe sembrare inopportuno approvare un Decalogo di autodisciplina dei fotogiornalisti. Non e’ cosi’: finalita’ del documento e’ garantire una libera e corretta informazione nel rispetto delle leggi e della dignita’ delle persone - aggiunge il Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti -. Esprimiamo piena solidarieta’ ai colleghi che stanno lottando per la difesa della professione e dei giusti riconoscimenti economici e morali. Nella complessita’ dei processi in atto, tecnologici e non solo, occorre individuare i percorsi attraverso i quali una professione essenziale possa continuare a svolgere il ruolo che le e’ proprio, difendendola dall’assalto indiscriminato del dilettantismo, improvvisazione gratuita e dell’esercizio abusivo. Su questo fronte l’Ordine dei Giornalisti si impegna a sostenere le giuste ragioni dei foto giornalisti”.

IL DECALOGO DEL FOTOGIORNALISTA
PREMESSA
Nel mondo dell’informazione diventa sempre più forte l’esigenza di un fotogiornalista preparato non solo tecnicamente, ma anche rispettoso delle leggi che regolano la professione. In coerenza con queste riflessioni è nata l’esigenza di definire regole base e indicazioni su come deve operare il fotoreporter che sia anche iscritto all’Ordine dei Giornalisti.
Il “decalogo” nasce nel pieno rispetto dei doveri previsti dall’articolo 2 della legge sull’ordine professionale, il documento che contiene i fondamentali riferimenti deontologici della professione giornalistica e delinea anche norme di comportamento dedicate espressamente ai giornalisti che si esprimono attraverso l’immagine. Finalità del “decalogo” è di garantire una libera e corretta informazione nel rispetto delle leggi e della dignità delle persone.
DECALOGO DI AUTODISCIPLINA DEI FOTOGIORNALISTA
1. Il fotogiornalista non deve alterare la verità sostanziale dei fatti; non deve omettere elementi essenziali alla completa ricostruzione dell’avvenimento; non deve enfatizzare dettagli morbosi o di violenza.
2. Il fotogiornalista deve rendere note la propria identità e professione, salvo che ciò comporti rischi per la sua incolumità o renda altrimenti impossibile l’esercizio della funzione informativa nell’acquisire immagini, sempre che quest’ultime non contrastino con il rispetto del diritto alla riservatezza, alla trasparenza e alla correttezza, indipendentemente dalla notorietà dei personaggi.
3. Il fotogiornalista non deve condizionare con la propria presenza il normale svolgersi di un evento e deve evitare di essere causa di comportamenti illegali e violenti.
4. Il fotogiornalista non deve diffondere immagini non schermate del minore a qualunque titolo coinvolto in un fatto di cronaca e che possano contribuire alla sua identificazione, fatti salvi l’interesse del minore stesso e i principi fissati nella Carta di Treviso.
5. Il fotogiornalista deve rispettare sempre e comunque i diritti e la dignità del malato, del ferito e delle persone disabili siano esse portatrici di handicap fisico o mentale.
6. Il fotogiornalista deve rispettare il segreto professionale, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esso, per salvaguardare il rapporto di fiducia tra la stampa e i lettori previsto dall’articolo 2 della legge sull’ordine professionale rispetto al codice deontologico sulla privacy e a tutte le carte previste a tutela delle dignità del fotogiornalista e dei cittadini.
7. Il fotogiornalista non deve manipolare o ritoccare immagini che si riferiscono a episodi di cronaca. Per un utilizzo illustrativo o ironico-satirico è possibile creare immagini artificiose, a patto che l’utente finale sia sempre in grado di riconoscere l’avvenuta manipolazione della foto.
8. Il fotogiornalista non deve diffondere immagini raccapriccianti o comunque lesive della dignità della persona (art.15 della legge sulla stampa del 1948), salvo rilevanti motivi d’interesse pubblico, né diffonde immagini di persone in stato di arresto, anche se siano state schermate le manette o i ferri ai polsi.
9. Il fotogiornalista deve sempre rendere distinguibile una foto giornalistica da un’immagine pubblicitaria. Deve anche informare l’editore o il direttore della testata qualora decida d’inoltrare immagini d’archivio per accompagnare fatti d’attualità.
10. Il fotogiornalista che vende i propri servizi a giornali e agenzie è tenuto a denunciare ogni utilizzo improprio delle sue immagini o se usate per ricattare o per estorsione.

Tags | ,

I Cacciatori Italiani e la Caccia
Gli Italiani e la Caccia
Orologi FIDC
Prodotti e Aziende
dona il 5x1000 a federcaccia
FIDC: Conoscere e Gestire
il cananale della dea su youtube
il cananale della dea su twitter
Pescasport - Arco - periodici Greentime
Professionisti arceria