IL SENATO HA APPROVATO…
Postato il 03 Febbraio 2010 da lddc
Il Senato ha approvato…
di Lorenzo Carnacina – Vicepresidente Nazionale FIDC.
Art. 38… Un clima di muro contro muro non nuovo, creato ad arte per non permettere una discussione costruttiva in materia di caccia e di adeguamento alla normativa Comunitaria.
Il Senato ha approvato in questi giorni l’art. 38 della legge Comunitaria allo scopo di adeguare la legislazione Italiana alle normative UE in materia di caccia alla selvaggina migratoria che cita testualmente: “…lo stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano si adoperano, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, per mantenere o adeguare e popolazioni delle specie di uccelli di cui all’art. 1 della direttiva 79/409 CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, ad un livello corrispondente alle esigenze ecologiche, scientifiche e culturali, tenendo conto delle esigenze economiche e ricreative secondo i dettami della “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva UCCELLI 79/409 CEE, sulla conservazione degli uccelli selvatici” della Commissione Europea quale documento di orientamento relativo alla caccia per un prelievo praticato in forma sostenibile, a norma della Direttiva 79/409 CEE e delle modifiche in proseguo proposte, nel rispetto del testo della direttiva e dei principi generali sui quali si basa la legislazione comunitaria nella specifica materia…”.
Circa un anno fa in Francia, a Parigi esattamente il 16 marzo 2009 presso il Ministero dell’Ecologia Francese, il Ministro dell’Ecologia, dell’Energia e dello Sviluppo rurale del territorio francese, Jean-Louis Borloo e il Direttore Generale della Commissione dell’Ambiente UE, Karl Falkemberg hanno presentato e sottoscritto in presenza delle associazioni di protezione della natura e dei cacciatori francesi ed europei, la GUIDA Interpretativa per una caccia durevole nel quadro della Direttiva Uccelli 79/409 CEE. Questa guida chiarisce, una volta per tutte, le modalità di applicazione delle Direttiva Uccelli 79/409 CEE nel settore della caccia ed è stata elaborata con la piena collaborazione dell’associazione della protezione della natura BirdLife e della FACE.
Una intesa che ha prodotto questa Guida Interpretativa che rappresenta un elemento essenziale per la conservazione delle biodiversità e per la pratica della caccia durevole nel territorio che aiuterà a risolvere la questione delle date di caccia, dei danni arrecati all’agricoltura, dei piani di gestione e che precisa le regole delle deroghe e afferma, inoltre, il principio della decisione su dati scientifici che non devono essere manipolati né a favore di una parte né dell’altra.
IL Ministro dell’Ambiente Francese Borloo ha ricordato ai presenti che “la caccia durevole è al centro della gestione dei territori rurali, è tempo di lasciare da parte i conflitti e i dettagli perché il vero problema è la protezione degli ambienti naturali e delle zone umide e dei territori che possono essere un elemento fondamentale per la protezione della fauna in generale”.
Il Direttore Generale UE, Karl Falkerburg, ha ricordato che la Commissione è sempre stata favorevole ad una caccia durevole e alle differenti specie e nei differenti periodi: un prelievo coordinato può contribuire infatti alla conservazione degli ambienti naturali, sottolineando che la caccia sostenibile è uno dei modi più corretti di gestione dei siti di Natura 2000.
Ecco come stanno improntando la discussione in Italia gli anti-caccia
Dai titoli di alcuni giornali leggiamo che l’approvazione dell’art. 38 della comunitaria permette
“Caccia libera tutto l’anno”, e si lanciano degli appelli come “Fermiamo la deregulation” “Fermiamo il permesso alla mattanza degli uccelli migratori”, il tutto condito da scenari apocalittici: “se l’art. 38 verrà approvato la caccia potrà essere estesa nel mese di agosto, quando i giovanissimi uccelli sono ancora in piena dipendenza dei genitori, o potrà essere estesa al mese di febbraio quando gli uccelli sono in piena migrazione verso i paesi del nord Europa dove si riprodurranno“. Non mancano sottotitoli d’effetto come “Via libera alla uccisione degli uccelli protetti o in via di estinzione” e i proclami bellicosi “Ora la “battaglia” si sposterà alla Camera”…
Ricorsi storici
La storia sembra ripetersi in Italia con toni sempre più accesi e sempre più esagerati. Ecco, infatti, cosa dicevano le stesse associazioni ambientaliste all’atto della approvazione della legge 157/92, che ora ritengono intoccabile, come si desume da articoli anticaccia del 1993. In essi si legge che nell’arcipelago verde all’indomani della approvazione della nuova legge sulla caccia, furono in molti a dire che eravamo “caduti dalla padella alla brace” metaforizzando così il passaggio (peggiorativo) dalla vecchia legge 968/1977 alla 157/92 , “la legge 157/92 è quindi una pessima legge con norme che regolamentano purtroppo (al di la del titolo della legge) più la carneficina della fauna che non la sua protezione”.
Dal muro contro muro alla discussione
In Europa la caccia non viene vista nemica né della conservazione degli habitat né della fauna, mentre in Italia la conservazione dell’ambiente e la protezione della fauna ha un solo significato e una sola soluzione “VIETARE LA CACCIA”.
In America, alcuni mesi or sono, le posizioni radicali di alcuni animalisti, che pur di dare addosso alla caccia erano disposti a rinunciare ad una legge di tutela di aree selvagge aperte alla caccia, sono state battute da una maggioranza bipartisan (Democratici e Repubblicani) che l’ha approvata.
“Nihil sub sole novi” (niente di nuovo sotto il sole) diremo noi a questo punto, certo fa specie che un modo di pensare così estremista trovi l’appoggio di menti solitamente moderate del panorama politico italiano, sarebbe tempo che la politica, l’informazione e la comunicazione portata ai massimi eccessi di scontro, lasciasse posto alla discussione approfondita, democratica, partecipata, su posizioni di confronto, sempre nel rispetto del pensiero altrui.
Lascio la parte tecnico scientifica relativa ai periodi apertura e chiusura della caccia nel rispetto delle Direttive Europee, alla lettura dei documenti allegati, predisposti dal dott. Michele Sorrenti in qualità di responsabile tecnico- scientifico e della ricerca dell’Ufficio Avifauna Migratoria.
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Federazione Italiana della Caccia
Ufficio Avifauna Migratoria
Dott. Michele Sorrenti
ARTICOLO 38 LEGGE COMUNITARIA: PROVVEDIMENTO IN PIENA ARMONIA CON LA NORMATIVA EUROPEA.
La modifica dell’articolo 38 è un provvedimento che porta in Europa la caccia italiana ed è in piena sintonia con la direttiva UE “Uccelli”, ovvero potrebbe consentire la caccia per specie e per decadi, come già accade negli altri paesi europei.
Per fare un po’ di chiarezza sull’incredibile, e a nostro giudizio scandaloso, vespaio apparso sui mezzi di informazione ricordiamo la caccia agli uccelli negli stati membri dell’Unione Europea è un’attività consentita nell’ambito della direttiva 147/2009 (già 79/409). Questa direttiva fissa dei principi secondo i quali la caccia deve essere praticata al di fuori dei periodi di riproduzione (inclusa la fase di dipendenza dei giovani) e della migrazione pre nuziale. Da ricordare che la direttiva NON fissa in alcun modo le date di apertura e chiusura della caccia nè in generale nè per gli stati membri. Per la definizione precisa di quali devono essere le stagioni di caccia è stato predisposto un documento tecnico (Key Concepts -KC)redatto da un comitato di esperti ornitologi di tutti gli stati membri (Comitato ORNIS) che fissa per ogni specie e per ogni stato le date di inizio e fine del periodo riproduttivo e della migrazione pre nuziale. Questi periodi sono differenti fra paese e paese e di conseguenza variano le date di apertura e chiusura della caccia alle diverse specie.
Nessuna possibile condanna, nè procedura di infrazione, si profilano per l’Italia a seguito di questo provvedimento perchè nessuna nuova stagione di caccia è stata fissata. Qualora il testo andasse avanti tutti gli atti di legge sulla caccia dovrebbero comunque sottostare ai KC altrimenti si può rischiare la condanna della Corte di Giustizia Europea, ma questo era possibile anche con i limiti temporali 1settembre-31 gennaio. Al contrario d’ora in poi sarà necessaria un maggiore attenzione nella fissazione delle stagioni di caccia perchè dovranno rispettare un documento tecnico e non delle date scritte su una legge. In questa logica, ad esempio in Francia (parte mediterranea) è consentita la caccia ai turdidi da appostamento fisso fino al 20 febbraio, oppure in Spagna è consentita la caccia alla tortora dal 20 agosto, oppure ancora in Danimarca la caccia all’edredone fino al 20 febbraio nelle zone costiere.
Michele Sorrenti: periodi di caccia acquatici in Italia secondo Key concepts UE 79/409
Michele Sorrenti: osservazioni sulle modifiche alla legge comunitaria - articolo 38
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6 Febbraio 2010 alle 18:05
mi auguro che la legge sia definitiva. ma riguardo le tasse come la mettiamo? bastano i soliti soldi o ci sara come al solito “un altro aumento?”
vittorio acconia (cz)
8 Febbraio 2010 alle 13:14
trenta gennaio con i miei cani esco nemmeno una beccaccia in conpenso i miei cani trovano otto copertoni due lavatrici venti metri di bosco in meno per opera di bracconieri di legna e alla fine ibarbari siamo noi certamente tutti conteo la,articolo 38
10 Febbraio 2010 alle 11:53
si scrive di tutto contro la caccia ed i cacciatori, ma non si scrive dello scempio ambientale che ormai in tutte le regioni ed anche nella mia Calabria, fanno le pale eoliche.
viva la caccia sport nobile che e’ nata con l’uomo.
12 Febbraio 2010 alle 11:25
Qualche anno fa,nella nostra sede (FEDERCACCIA) ci chiedevamo: ma se chiudessimo la caccia ,VERAMENTE, per un paio d’anni, cosa potrebbe accadere? Che impatto ci sarebbe col mondo del lavoro, l’occupazione,e l’ambiente ecologico? Certamente limiteremmo la nostra libertà ma chi ci rimetterebbe veramente? La cosa NON è da attuare ma pensiamoci ugualmente…
Il pur sempre appassionatissimo cacciatore… Tito.
12 Febbraio 2010 alle 22:13
Sig. vicepresidente mi domando, da tesserato fidc,il perchè del vostro, “FACE”,accanimento contro la manifestazione del 9 marzo a ROMA in favore della caccia. La scelta è dettata dal palazzo?come mai siete contenti,come lei dice, dell’approvazione al senato e poi remate contro giustificando il Vs. dissenzo con dichiarazioni più ipocrite che politiche. Ricordatevi se non togliamo questo status politico nella caccia rischiamo di affondare tutti, perciò io grido TUTTI A ROMA.
13 Febbraio 2010 alle 16:24
Votate e fate votare i sondaggi (1) Virgilio sondaggio lipu
(2)il cacciatore.com a favore della manifestazione a ROMA
16 Marzo 2010 alle 00:34
associzione italcaccia (Stanghella PD)
io stato,le regioni e provicie si adoperano senza nuovi o maggiori oneri per la finanza ok.il problema,dove stà?
le associazioni che sono contro la caccia,i verdi, dovrebbero impegnarsi contro l’inquinamento,pensare meno al piatto.