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INTERROGAZIONE DI CARRARA SULLA VIGILANZA VENATORIA

Postato il 16 Luglio 2010 da lddc

Il Senatore del Pdl Valerio Carrara ha presentato un’interrogazione parlamentare a risposta scritta per indagare sugli effettivi poteri e compiti affidati alle guardie venatorie. Il procedimento è scaturito da un episodio avvenuto in provincia di Brescia relativo ad alcune perquisizioni con metodi coercitivi e senza il dovuto verbale.
Riportiamo quindi il testo integrale dell’interrogazione:
INTERROGAZIONE CON RICHIESTA DI RISPOSTA SCRITTA CARRARA - Al Ministro per le politiche agricole e forestali Premesso che:
- La legge 11 febbraio 1992, n. 157, “Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio” assegna agli articoli 27,
28 e 29 la disciplina sulla vigilanza venatoria e sui poteri e i compiti degli addetti a tale vigilanza;
- L’articolo 27, in particolare, recita “la vigilanza …è affidata agli ufficiali, sottufficiali e guardie del Corpo Forestale dello Stato..”;
- Il personale del Corpo Forestale dello Stato si avvale, pertanto, sia della qualifica specifica di operatore di Polizia Giudiziaria che di quella di pubblico ufficiale e assume tutti i poteri di accertamento connessi a tale status;
- In virtù del sopracitato status, gli agenti del Corpo Forestale dello Stato, pertanto, in flagranza di reato, possono avvalersi delle figure coercitive della perquisizione e del sequestro; considerato che:
- L’esercizio di tali “poteri” dovrebbe avvenire secondo un misurato equilibrio ed in un contesto di correttezza formale a tutela dei diritti delle persone sottoposte a tali misure; rilevato che:
- All’interrogante risulta che, in provincia di Brescia, alcuni agenti del Corpo Forestale dello Stato avrebbero effettuato perquisizioni con esito negativo in danno di cittadini/cacciatori senza che si vertesse in flagranza di reato e quindi in assenza dei presupposti legittimanti l’adozione di tali misure coercitive volte a ricercare le prove dell’atto illecito e/o il corpo del reato;
- All’interrogante risulta, inoltre, che i sopra detti agenti del Corpo Forestale dello Stato avrebbero proceduto ad effettuare perquisizioni, con esito negativo, in danno di cittadini/cacciatori omettendo di rilasciare all’interessato il prescritto verbale;
- Le condotte sopra riportate persisterebbero già da diverso tempo e sono state oggetto di segnalazioni alle autorità preposte;
- Tali condotte, se conclamate, si risolverebbero in una chiara violazione dei diritti degli utenti/cacciatori; rilevato, inoltre, che:
- Nel territorio della provincia di Brescia opera, tra l’altro, uno speciale Nucleo antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato; Preso atto che:
- L’attività di vigilanza, ai fini della prevenzione e della repressione dei reati è certamente auspicabile e necessaria in quanto posta a presidio di beni preziosi - quali sono le risorse naturali - tra cui la fauna selvatica;
- Particolarmente importanti sono, poi, quegli interventi degli operatori di vigilanza nei confronti degli episodi di bracconaggio;
- Tuttavia, l’esigenza di assicurare con ogni sforzo i colpevoli di un reato ambientale o venatorio alla giustizia non può e non dovrebbe risolversi in nessun caso in una condanna “a priori” dei semplici cacciatori considerati al pari dei bracconieri; l’interrogante chiede di sapere se risultino al Ministro in indirizzo i fatti sopra riportati e, in caso affermativo:
- Se intenda intervenire con i mezzi che riterrà più opportuni per far cessare, risolvendole, le eventuali situazioni illegittime riscontrate;
- Se e in quali modi intenda intervenire al fine di evitare che si verifichino altre e ulteriori procedure di vigilanza al di fuori delle regole;
- Se sia a conoscenza di procedure di verifica periodiche sull’operato del personale del Corpo Forestale dello Stato avente compiti di vigilanza sulle infrazioni venatorie e quali siano gli esiti;
- Se e quali provvedimenti intenda adottare nei confronti degli agenti del Corpo Forestale dello Stato che si siano resi responsabili di eventuali inadempienze o che abbiano disatteso i propri compiti.
Sen. Valerio Carrara

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.