LA WEB-CACCIA SU RAI TRE. NELLA PUNTATA DI “AMBIENTE ITALIA” SI PARLA DEL MONDO VENATORIO MA ANCHE DI NOI…
Postato il 13 Febbraio 2010 da lddc
Anche grazie al web qualcosa si muove nella comunicazione della caccia, lo dimostra la puntata di “Ambiente Italia”, andata in onda oggi 13 Febbraio su Rai3 dal titolo CACCIA SI’ - CACCIA NO.
All’interno della trasmissione rileviamo infatti una nota positiva che riguarda noi, il popolo della caccia in rete. “Vista dalla parte dei protagonisti la caccia è ben altro, stile di vita in mezzo alla natura piuttosto che contro. Un mondo sconosciuto ai più con la sua rete di blog, i suoi TG, documentari come piccoli film” si dice durante la trasmissione. E ci siamo anche noi della Dea nel servizio, perché il Tg di cui si parla è proprio il TgvSettegiorni, del quale la Rai mostra qualche fotogramma.
In questo primo anno della Dea abbiamo lavorato proprio per dare maggiore visibilità alla caccia e continueremo a perseguire questo obiettivo forti del consenso di migliaia di utenti che ci seguono quotidianamente e per i quali abbiamo in serbo ancora tante novità.
una clip del programma “AMBIENTE ITALIA”
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Ecco come è presentata la trasmissione sul sito della Rai:
“Caccia sì - caccia no: un dibattito che si fa più acceso dopo l’approvazione al Senato della legge che affida alle regioni il compito di fissare il calendario della stagione venatoria. Favorevoli i cacciatori, contrari gli ambientalisti che temono una sorta di “deregulation”. Se ne parla ad “Ambiente Italia”, il settimanale della Tgr curato da Carlo Cerrato e Beppe Rovera in onda sabato 13 febbraio alle 14.50 su Raitre. In diretta dal Parco dei Colli di Bergamo - dove le esigenze degli amanti della caccia e il rispetto per natura e ambiente hanno trovato un equilibrio - Beppe Rovera ospita il senatore Valerio Carrara, relatore della recente legge, e i rappresentanti delle associazioni di cacciatori e ambientalisti. In collegamento, inoltre, Maurizio Costanzo e l’etologo Giorgio Celli.
Tra i servizi in sommario, un viaggio nell’Italia delle doppiette: dal Bresciano - con la sua tradizione di fabbriche d’armi - alla Val d’Orcia, in Toscana, zona di caccia in cui il Wwf gestisce un centro per la cura degli animali selvatici, alla Campania, dove l’attività venatoria alimenta - a volte - traffici illeciti”.
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13 Febbraio 2010 alle 22:15
MANTENUTO LA PROMESSA DELLE ELEZIONI BRAVO DALL’OLIO!
14 Febbraio 2010 alle 03:34
Da rai 3 non potevamo aspettarci nulla di meglio. Personalmente mi sento umiliato come cacciatore e offeso come persona. La disinformazione ha fatto slittare il dibattito in una manifestazione sentitamente anticaccia, con toni inaccettabili caratterizzati da esposizioni a dir poco offensive. Se l’intento di rai 3 era questo bisogna riconoscere che il tutto è stato montato a regola d’arte.Fortunatamente noi cacciatori non scendiamo a simili provocazioni il nostro mondo è dipinto di realtà diverse, e i nostri panorami sono molto meno astratti. Ancora oggi nel 2010 bisogna sentire certe menzogne e sopportare le provocazioni di un’informazione faziosa e senza dubbio di regime. Il rispetto che ci appartiene di diritto non sarà sicuramente intaccato da chi con la propria politica ha offeso il mondo intero. Viva la caccia e chi è degno di praticarla. I miei saluti. Vasco
14 Febbraio 2010 alle 10:53
Andiamo avanti così questi finti ambientalisti li estirperemo complimenti per il TGV.
14 Febbraio 2010 alle 11:31
la trasmissione e’ stata un bell’ esempio della piu’ vergognosa disinformazione, hanno parlato quasi soltanto i soliti animalisti che si spacciano per ambientalisti veri, a Carrara sono state concesse un paio di repliche coi secondi contati….
Ma i presidenti di associazioni caratterizzate da un ambientalismo serio e sano, come Wilderness Italia, Fare Ambiente e Ambiente e vita, perche’ non sono stati invitati?
e soprattutto, a parte i discorsi “in liberta’ del solito Celli, da cui e’ inutile aspettarsi un minimo di onesta’ intellettuale, hanno fatto parlare il solito presidente di arcicaccia……che non rappresenta quasi nessuno, ma (spero) in buona fede, con la sua presenza e le sue dichiarazioni, legittima e rafforza l’ opera di killeraggio mediatico contro i cacciatori, forse per motivi di partito, e mi sorge una domanda: PERCHE’ NON E’ STATO INVITATO ANCHE DALL’ OLIO,
che -bene o male- rappresenta ben 400.000 cacciatori???
E questa sarebbe informazione seria? questo e’ giornalismo da TELEKABUL e non a caso il giornalsmo italiano e’ stato classificato allo stesso livello di quello dello Zimbawe, recentemente, dall’ associazione Eleanor Rooswelt.
E’ stata la solita raffica di mistificazioni, e Carrara ha fatto del suo meglio per difendersi da quello che era un vero e proprio agguato giornalistico. ma da rai3 non c’era da aspettarsi altro…
Fabrizio
14 Febbraio 2010 alle 11:59
Condivido appieno quanto esposto da Fabrizio , in effetti da un TG smaccatamente fazioso e di (una sola!) parte politica non ci si puo’ aspettare trasmissioni e contenuti obiettivi, ma appunto perche’ non è stato invitato il presidente di FIDC ?
Comunque complimenti alla Dea della caccia ed a tutti quanti cercano di fare informazione sul nostro mondo!
14 Febbraio 2010 alle 12:26
sono un’ambientalista accanita moglie di un cacciatore appassionato non mi sento offesa dalle parole dette in trasmissione anche se non ritengo giusto accomunare le diverse situazioni delle regioni italiane.credo che i cacciatori non siano ben rappresentati e guidati perchè alle belle parole non seguono fatti concreti.credo che un accordo tra loro e gli ambientalisti si può attuare…..così come in casa mia!!!ma evidentemente interessi e idealismi sono troppo forti per difendere il bene comune….la nostra terra i nostri animali la nostra libertà!!!!!
14 Febbraio 2010 alle 13:06
Volevo fare gli auguri di un buon San Valentino a tutti coloro che amano la caccia quanto la amo io,disposto a fare qualsiasi cosa per difenderla.
Per questo dobbiamo ANDARE TUTTI A ROMA.
Naturalmente gli auguri sono estesi alle vostre mogli e ai vostri mariti,che comprendono sempre la nostra passione……
Buona giornata atutti voi Claudio De Paoli
14 Febbraio 2010 alle 14:01
Tutto premeditato per massacrarci agli occhi dei telespettatori,certo che le 380mila euro per fare la passerella ai caprioli e’ stato un bumerang per chi gestisce il parco.
Certo che i nostri denari per il canone TV sono propio spesi male.
14 Febbraio 2010 alle 16:06
Dea, la tua “webcaccia” è una specie ke difendiamo perchè libera. I servizi della rai? roba vecchia fatta per convincere chi è già convinto.
Grande Nicoletta, in quattro righe hai messo a posto tutti. Tu si che sei da intervistare.
15 Febbraio 2010 alle 15:06
Se vai nella tana del lupo cosa ti puoi aspettare?E’ovvio che in una TV spiccatamente di sinistra,si è prestato il fianco ad attacchi faziosi e di ogni genere e in più,ci si doveva difendere anche dal fuoco “amico” di Veneziano dell’Arcicaccia,che spero in futuro di arcisparire del tutto,tanto è già sulla buona strada,visto la ingente fuga di tessere,comunque il se.Carrara è un galantuomo e con la sua perspicacia intelligenza a saputo comunque tenere a bada gli ipocriti attacchi.La gente intelligente e superpartes,sicuramente capirà e prima di giudicare si documenterà in merito.Nulla è scontato,ma la verità viene sempre a galla.
15 Febbraio 2010 alle 19:58
Il Partito Caccia Ambiente ha reso noto che parteciperà alle prossime elezioni amministrative in coalizione con il partito “Alleanza di Centro”.
Una scelta - si legge nella nota della direzione del partito - frutto di alcune considerazioni: “il leader del partito, sen. Pionati, è cacciatore dall’età di 16 anni e quindi conoscitore delle problematiche venatorie; il sen. Pionati, in un momento tanto difficile per l’attività venatoria e, dunque, con coraggio, si è dichiarato immediatamente disponibile a propagandare e a condividere, nel corso della campagna elettorale, sia l’immagine del nostro partito che, di conseguenza, le esigenze e le richieste dei cacciatori; il sen. Pionati ci ha garantito un programma comune nel quale saranno inserite le nostre idee e le nostre richieste sui problemi della caccia della pesca dell’agricoltura e delle tradizioni”
L’accordo, sottoscritto su base nazionale sebbene con diverse modalità operative a seconda delle esigenze territoriali di ogni regione “vuole rappresentare un modo nuovo di far valere il voto del cacciatore - continua la nota - voto che deve essere speso per la difesa della caccia e dei valori che esprime tutto il mondo rurale. Voto che deve essere di contrasto al fanatismo ed alla demagogia di un ambientalismo di maniera ed irresponsabile”.
“Caccia Ambiente non si presenta come organo a sé, alienato da ogni altra realtà rurale, ma vanta una ricca partecipazione di soggetti che rappresentano la base di tante associazioni ambientaliste non tradizionali e di tutte la associazioni venatorie”. Un passo che la direzione del partito definisce di vitale importanza per raggiungere la consistenza numerica necessaria.
http://www.cacciaambiente.it
15 Febbraio 2010 alle 20:13
A volte penso all’epopea dei Pelle Rossa d’America,popolo di grandi tradizioni che cacciava il bisonte nel rispetto dell’ambiente, rinchiusi prima in riserve e ultimamente ridotti a fare i saltimbanco al Maurizio Costanzo Show. Scusatemi se non mi sono presentato, è la prima volta che scrivo, mi chiamo Sergio, vivo in Calabria e ho la Licenza di Caccia da venticinque anni. Ho iniziato a partecipare ai cortei di protesta già nell’ottantaquattro quando si lottava per la migratoria tradizionale, i cosiddetti “W LA CACCIA”, mi trovo oggi a sperare che le cose rimangano almeno come sono, perché peggio di così si muore. Allora, nell’ottantaquattro, si annullavano le schede per dimostrare ai politici che i nostri voti potevavo far comodo, ma è anche vero che eravamo circa duemilioni di cacciatori. Oggi vorrei che qualcuno mi spiegasse perché un politico debba fare scelte impopolari a nostro favore, che siamo circa settecentomila, e rischiare di vedersi sfilare sotto il sedere una poltrona che gli frutta uno stipendio non proprio da operaio. D’altro canto noi, piuttosto che cercare un’unità di posizioni pensiamo a farci la guerra.
La verità è che non possiamo pretendere di avere l’opinione pubblica a nostro favore se non abbiamo accesso ai mezzi di comunicazione di massa e quello che mi fa ancor più rabbia è che siamo costretti anche a pagare il canone televisivo. Non pensate che i soldi che noi cacciatori diamo alla RAI potrebbero far comodo a qualche testata giornalistica disposta a farci da portavoce?. Mi padre a tal proposito mi racconta di una trasmissione in onda forse negli anni sessanta “CACCIA E PESCA”, non pensate una simile trasmissione oggi potrebbe aiutarci a farci guadagnare consensi?.
15 Febbraio 2010 alle 20:15
Bisogna valorizzare tutte le vechie origini e prendere delle posizioni a finchè questa tradizione non finisca in un barattolo come diceva Renato Zero. Leggi si ma con cervello non vogliamo che finisca per 4-5 verdi e per qualche ambietalista e pre giunta anche la trasmissione porta a porta. riflettete ci sono persone che muoiono di malattie pensate a loro e non a la caccia……………………….
16 Febbraio 2010 alle 01:54
OTTIMA DEA MA RAI 3 NON LA VEDRò MAI PIù
16 Febbraio 2010 alle 17:26
ci voleva franco orsi