Nella categoria | Associazioni, Caccia

L’ASSESSORE REGIONALE ALLA CACCIA, DANIELE STIVAL, RITIRA LA PROPOSTA DI CALENDARIO VENATORIO 2010/2011

Postato il 16 Giugno 2010 da lddc

A seguito della posizione assunta dall’Associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI, che aveva inviato una missiva al Presidente Zaia, a tutti gli assessori e consiglieri regionali, la Giunta regionale del Veneto ha costretto l’assessore regionale del Veneto, il leghista Daniele Stival, a ritirare la proposta di calendario venatorio per la stagione 2010-2011, proposta che aveva sollevato le proteste e la netta contrarietà da parte dell’Associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI e di quasi tutte le associazioni venatorie del Veneto.
Maria Cristina Caretta, Presidente dell’Associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI si e’ dichiarata soddisfatta della decisione della Giunta che ha evitato di approvare un calendario venatorio che, oltre a stravolgere le tradizioni venatorie del Veneto, avrebbe comportato ingiustificate penalizzazioni ai praticanti dell’attività venatoria.
Basti pensare che la proposta del neoassessore regionale leghista prevedeva il dimezzamento del carniere per la selvaggina migratoria rispetto al calendario venatorio della stagione precedente, inutili appesantimenti burocratici per l’utilizzo del piccione domestico da utilizzare come richiamo vivo nella caccia da appostamento, pesanti restrizioni alla caccia alla selvaggina stanziale, con differenziazioni di prelievo non solo da provincia a provincia, ma anche tra ATC della stessa provincia.
Nonostante il risultato ottenuto, Maria Cristina Caretta mette in guardia la Giunta e tutto il mondo venatorio del Veneto dal pericolo che l’assessore regionale alla caccia torni pervicacemente a presentare una nuova proposta di calendario che, sia pur pesantemente corretta, possa contenere ancora delle inutili restrizioni che comprometterebbero la possibilità di garantire una corretta gestione del patrimonio faunistico e degli habitat naturali in questa regione.

L’Associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI, concordemente con il Coordinamento delle Associazioni Venatorie del Veneto, ha chiesto un incontro urgente al presidente della Giunta regionale Luca Zaia per esporre le ragioni del proprio dissenso e per presentare proposte alternative rispetto a quelle avanzate dall’Assessore regionale alla caccia, sperando che quest’ultimo non ignori nuovamente quanto gli era stato chiaramente preannunciato dal CAVV nel corso dell’incontro tenutosi a Venezia il primo giugno u.s.
Se l’atteggiamento di chiusura del neo assessore regionale dovesse essere confermato, l’Associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI preannuncia azioni di rumorosa e plateale protesta sotto la sede della Giunta regionale del Veneto.

ACV - CONFAVI

I Cacciatori Italiani e la Caccia
Gli Italiani e la Caccia
Prodotti e Aziende
FIDC: Conoscere e Gestire
il cananale della dea su youtube
il cananale della dea su twitter
Caccia e tiro - Il cacciatore italiano - periodici Greentime
Pescasport - Arco - periodici Greentime
Professionisti arceria
NON SOLO CACCIA

HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.