Nella categoria | Ambiente e Fauna

LAZIO E PUGLIA: NOTIZIE DAI PARCHI

Postato il 21 Gennaio 2010 da lddc

Continue richieste di indennizzi e numerosi appelli a intervenire contro i danni causati dai cinghiali. E l’Ente Parco di Bracciano-Martignano non sempre può pagare, perché l’indennizzo è condizionato dall’effettiva disponibilità della sua “cassa”.

Terminato l’iter  tecnico amministrativo, però, l’Ente del parco laziale fronteggerà la situazione secondo un apposito Piano di Gestione Triennale della popolazione della specie che prevede, oltre all’ulteriore prevenzione dei danni mediante recinzioni elettriche affidate in comodato d’uso gratuito agli agricoltori, anche l’attuazione di prelievi selettivi. Previsto inoltre “un corso - si legge su Il Tempo Latina del 16 gennaio -  di formazione per il personale esterno coadiuvante l’attuazione del Piano, corso riservato ai cacciatori residenti nel territorio del Parco.”

Attivo anche il Parco regionale dei Monti Aurunci, che di recente ha varato un programma di controllo sanitario e di monitoraggio della fauna selvatica a favore delle aziende faunistiche e venatorie. L’obiettivo è di verificare le patologie dei cinghiali - come di altre specie selvatiche - che possono essere trasmesse all’uomo, quali tubercolosi, toxoplasmosi, brucellosi e tularemia, garantendo così un maggior controllo delle carni.

“L’intervento - si legge su Ciociaria Oggi del 15 gennaio- vedrà il coinvolgimento della provincia di Frosinone, di Latina, delle aziende sanitarie locali, dell’Istituto Zooprofilattico del Lazio e della Toscana, dei 10 comuni ricadenti nell’area protetta e delle aziende faunistico-venatorie”. Sull’importanza dell’intesa raggiunta con questi ultimi, si è pronunciato il direttore dell’Ente, Giuseppe Marzano, sottolineando che “il servizio e i vari interventi di controllo verranno svolti in collaborazione con loro”.

Ben diversa la situazione in Puglia, con il Parco Nazionale del Gargano che a 15 anni dalla sua nascita “ormai non esiste più”, come campeggia a chiare lettere in un articolo de La Repubblica Bari del 15 gennaio. La situazione si presenta decisamente allarmante: “progetti bloccati, studi di fattibilità rimasti tali, centri visita chiusi e abbandonati, agricoltura e zootecnica senza incentivi, ricerca scientifica out, piano del parco arenato, promozione del territorio zero, interventi di ingegneria naturalistica bloccati”. Il tutto nella” totale indifferenza delle popolazioni garganiche e degli amministratori, presi più dalle lotte interne dei loro partiti, che dal rilancio del territorio”.

Arianna Biagi

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1 Commenti Per Questo Post

  1. Giulio Usai ha scritto:

    La questione dei parchi è un controsenso che solo un Paese mentalmente malato come il nostro ha potuto partorire. C’è una responsabilità diretta delle amministrazione dei Parchi nei danni che la selvaggina procura agli agricoltori e non solo e si dovrebbero fare pagare a chi ne ha la responsabilità.
    E’ assurdo che Parco in Italia significhi NON gestione e l’eccessiva popolazione di certi animali è la dimostrazione dell’incapacità di amministrare un Parco.
    Dovrebbero essere le stesse amministrazioni dei vari parchi infatti a chiedere a gran voce la possibilità di autorizzare in modo opportuno prelievi selettivi delle specie in eccesso. E se questi prelievi fossero fatti fare a cacciatori (con accompagnatore si intende), dietro pagamento di un compenso si potrebbero evitare i problemi economici che ne derivano, ma anche quelli ambientali e sanitari – non meno gravi - causati dalla eccessiva presenza di certe specie.
    Per di più, facendo pagare per gli abbattimenti selettivi, si avrebbero a disposizione anche risorse non trascurabili per pagare le varie attività che dovrebbero essere fatte dal parco.

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.