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LE ONLUS DEGLI ANIMALISTI. SE LA POLITICA NON RISPONDE FEDERFAUNA ANNUNCIA AZIONE LEGALE.

Postato il 06 Luglio 2010 da lddc

Aldila’ delle qualifiche assegnate, sempre piu’ persone si chiedono se molte onlus siano effettivamente organizzazioni “non lucrative” e soprattutto se siano davvero “di utilita’ sociale”. Nell’articolo: “Quando la onlus fa affari d’oro”, pubblicato da “La Prealpina” lo scorso 26 giugno, si parlava di un vero e proprio boom di associazioni onlus che dall’oggi al domani si costituiscono per offrire servizi (sanitari in quel caso specifico), ma che spesso dietro una facciata di “ammirevole volontariato” nascondono veri e propri business. FederFauna, che difende chi vive di e con gli animali alla luce del sole, la settimana scorsa ha sollevato il caso di un’associazione animalista (una delle tante), che nata solamente nel 2005 con un fondo di dotazione iniziale di mille euro, presentava nel bilancio 2009 ricavi per oltre 770mila euro e costi di esercizio per oltre 732mila, di cui quasi 480mila di “donazioni” verso una filiale all’estero. Non per fare accuse dirette ma quantomeno per porsi qualche domanda, visto che se si trattasse di una societa’ si potrebbe parlare di un incremento del giro d’affari del 77mila% in soli quattro anni. Guardando i bilanci delle onlus animaliste ci si accorge che i soldi che girano attorno al mondo della “protezione degli animali” sono davvero tanti. Solo per citare le piu’ note, basti pensare che la Lav - Lega Anti Vivisezione, al 31 dicembre 2009 ha presentato un bilancio che vede alla voce: “rendiconto della gestione”, costi e oneri totali per 2.295.106 euro per l’anno 2009 e per 2.190.343 euro per l’anno
2008 ed un “valore delle risorse totali” di 2.808.712 euro per l’anno 2009 e di 2.716.366 euro per l’anno 2008. L’Enpa ha reso noto lo scorso 30 giugno di aver approvato un bilancio 2009 che vede entrate complessive per oltre 12 milioni di euro, uscite per circa 11 milioni ed un avanzo di gestione di circa 1 milione di euro. Si legge nel comunicato diffuso dalla stessa associazione animalista, che essa conti di circa 150 sedi locali, di quasi 240 dipendenti e che, per quanto riguarda il 5 per mille, si sia posizionata “tra le prime trenta organizzazioni no profit italiane”, e quindi abbia incassato piu’ soldi di molte onlus che si occupano invece di bambini o di anziani. Le domande che sorgono spontanee sono tante. Di tutti questi soldi quanti ne vanno effettivamente impiegati per gli animali? Quanti ne rimangono “in tasca” all’organizzazione? Cosa vuol dire “campagne istituzionali”? Quanti sono i soldi spesi per attaccare attivita’ lavorative o ludiche svolte da moltissimi cittadini ma invise agli animalisti? Quanti in campagne che hanno l’obbiettivo di raccogliere altri soldi? Il Senatore Valerio Carrara (PDL) aveva presentato piu’ Interrogazioni Parlamentari per far luce sui “finanziamenti pubblici e i benefici economici delle associazioni ambientaliste, animaliste e anticaccia” e anche per sapere se effettivamente “risulti che l’attivita’ di protezione degli animali e affermazione dei loro diritti sia… preordinata, di norma, ad arrecare benefici ai soggetti svantaggiati, se risulti che gli animali possano essere considerati destinatari di attivita’ solidaristica considerato che i consumatori, nella loro globalita’ non lo sono e se risulti che l’attivita’
delle associazioni animaliste sia in armonia con l’articolo 13 del Trattato di Lisbona.” Tutte domande alle quali il Governo non ha ancora dato risposte. Per quanto riguarda le entrate da donazioni, Linda Polman, autrice di libri come “Onu. Debolezze e contraddizioni di una istituzione indispensabile per la pace” e “L’industria della solidarieta’”, parlando di aiuti umanitari, raccontava gia’ un anno fa a Paolo Bracalini de “Il Giornale”, di un “meccanismo perverso” per cui “chi dona i soldi sceglie l’organizzazione umanitaria in base all’efficienza, alla rapidita’, certo, ma anche sulla base della notorieta’ dell’associazione, dal fatto di essere rappresentata magari da personaggi che compaiono in tv. E’ successo spesso che le Ong pagassero dei testimonial o dei bravi pierre per accreditarsi tra i supporter finanziari.” E cio’ fa ben riflettere sui tanti testimonial famosi che sostengono l’una o l’altra associazione animalista, ma ci sarebbero anche leggi, regolamenti e provvedimenti vari, prodotti da Istituzioni a vari livelli che sembrerebbero concepiti appositamente per far buscare dei quattrini a queste organizzazioni, tanto che molti cominciano a pensare che le varie inchieste nate in questi anni sulle onlus si siano fermate all’apparenza per evitare di pestare i piedi a qualcuno. Da qui la decisione di FederFauna, che difende categorie i cui piedi sono continuamente pestati dalla politica animalista e che non teme certo di pestare i piedi a nessuno, di predisporre l’ennesima azione legale, per chiedere alla Magistratura di sciogliere quei nodi che la politica, forse perche’ impegnata in “questioni piu’ importanti”, forse per convenienza di qualcuno, sembra non voler sciogliere.
Federfauna

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.