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LEGA NORD: ‘PALETTI’ TEMPORALI PIÙ AMPI PER LA CACCIA ALL’AVIFAUNA

Postato il 18 Marzo 2010 da lddc

‘Paletti’ temporali più ampi. Questa la mediazione proposta dalla Lega Nord in merito alla nuova regolamentazione della caccia all’avifauna introdotta al Senato durante l’esame della legge Comunitaria. Con un emendamento al testo in commissione Politiche Ue a Montecitorio, il Carroccio - nella persona di Giancluca Pini, firmatario dell’emendamento - propone la reintroduzione di paletti temporali più ampi per la stagione venatoria. Non più dalla terza domenica di settembre a fine di gennaio: “Nell’ipotesi della Lega - si legge sul sito Ansa - i paletti temporali sono invece dalla terza decade di agosto alla terza decade di febbraio”.

A.B.

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7 Commenti Per Questo Post

  1. SERGIO BERLATO ha scritto:

    Sbaglia Pini e sbaglia la Lega a voler etichettare politicamente un’iniziativa che non le appartiene.

  2. NANNI ha scritto:

    Brava la Lega continuate così. Siete gli unici, insieme al Sen. Orsi, che ci difendete. Auguri e buon lavoro.
    Non fate come Fini……….

  3. fabrizio ha scritto:

    Berlato ha ragione

    l’ allargamento del calendario di cui sopra e’ contemplato nella bozza da lui elaborata a suo tempo.

    MA QUESTO NON E’ UN MOTIVO PER FAR SALTARE TUTTO……SPERO….

    Posso solo dire che quando era Berlato a parlarne tutti si stracciavano le vesti o quasi…..mentre ora e’ diventata una proposta presentabile…..MEGLIO TARDI CHE MAI!!

    a scanso di equivoci , io lodo Pini e gli altri firmatari e plaudo al loro operato, sperando che prevalga il buon senso e si arrivi a questo “compromesso”.

    Fabrizio

  4. luca ha scritto:

    Sforziamoci di guardare più avanti: la caccia non deve essere una questione dei partiti, ma deve essere, in primo luogo, una questione dei cacciatori, uniti nella loro passione,al fine del raggiungimento dei propri obiettivi comuni, come,in questo caso,l’allungamento del periodo di caccia per specie,pur nel rispetto dei cicli biologici degli animali.
    Fino a qualche anno fa, ricordo, si cacciava infatti dalla terza settimana di agosto (altrimenti come è possibile cacciare le quaglie, ad esempio) fino al 31 Marzo e per molte specie della selvaggina migratoria, questo ancora non è periodo di accoppiamento.

  5. carmelo leonti ha scritto:

    il problema non e il tempo di apertura o chiusdura della caccia ma i luoghi di caccia ogni giorno che passa trovo sempre piu divieti piu parchi piu oasi conviene comprarsi il fagiano e sparagli nel giardino

  6. Pietro ha scritto:

    La lega ha le idee sempre più chiare,è giusto che venga allungato tutto il periodo,anche perchè,negli ultimi anni il dispendio di risorse economiche da parte dei cacciatori praticanti, è aumentato,quindi è giusto permettere loro più tempo per questo nobile arte che tende a sparire. GRAZIE LEGA…

  7. martino ha scritto:

    Non vorrei che con la prerogativa di dare la possibilità alle Regioni di estendere la caccia per qualche giorno a Febbraio, questi legislatori, facciano prelevare i turdidi in Italia, solo fino al 10 Gennaio, riducendo ancora di più di fatto la caccia ai migratori, per dare la possibilità agli italiani di cacciarli indiscriminatamente in altre nazioni come la Grecia, la Romania, la Spagna ecc.ecc.

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.