Nella categoria | Caccia

LETTERA APERTA AL SENATORE ORSI

Postato il 18 Maggio 2010 da lddc

Da un nostro lettore la richiesta di pubblicazione della seguente lettera aperta indirizzata al senatore Franco Orsi.

Gentile Senatore Orsi,
credo che nessuno Le possa rimproverare di non sostenere la causa della caccia e di non essere un relatore preparato e attento in merito alla proposta di modifica della Legge 157/92. Un proposta che tuttavia langue da troppo tempo in Parlamento, sepolta da una valanga di emendamenti e dall’indifferenza della maggior parte dei politici, della maggioranza e dell’opposizione, che non amano esporsi su materie “scomode” come è quella venatoria.
Proprio in quanto è Lei il relatore di questa proposta di modifica ed è Lei che si assume in prima persona l’onere di rappresentare in Parlamento “gli interessi” generali del mondo venatorio, Le si vuole rivolgere un appello e allo stesso tempo uno spunto di riflessione, su cui ci si permette di chiedere la Sua attenzione.
Quando si parla di modifica della Legge 157 è Lei ad essere chiamato a metterci la faccia, è a Lei che viene chiesto di esporsi in prima persona, è Lei che deve cercare di mediare a livello politico e che deve argomentarne i motivi, le necessità, le opportunità e gli aspetti tecnici su cui si basa la richiesta di modifica di questa Legge.
E bene, tutto questo fa certamente parte del Suo lavoro, ma Le va ugualmente dato il merito di dare dimostrazione di essere preparato e caparbio nello svolgere questo compito.
La cosa grave, caro Senatore, è che Lei è chiamato a mediare su questa scomoda materia non solo con (o contro) i politici dei diversi schieramenti - dei quali la massima parte non si può certo considerare amica o vicina alla caccia - ma la cosa paradossale è che Lei è chiamato addirittura a dover mediare con (o contro) le diverse anime delle varie Associazioni Venatorie che rappresentano il mondo della caccia.
Un paradosso davvero assoluto e ingiustificabile, che rischia di vanificare ogni Suo sforzo e che Le fa perdere credibilità verso gli altri interlocutori politici, ai quali il mondo venatorio si presenta incomprensibilmente diviso e quasi sempre contradditorio nelle sue posizioni.
Tenuto conto di questa situazione e dei danni che può determinare - ne è una dimostrazione il pessimo risultato del famigerato articolo 43 (42) inserito nella Legge Comunitaria - ed in considerazione anche dei pericoli a cui Lei si espone dal punto di vista politico, per sostenere la causa della caccia, credo sia assolutamente necessario che Lei CHIEDA e PRETENDA da TUTTE le Associazioni che rappresentano il mondo venatorio, o almeno dalla loro stragrande maggioranza, che sottoscrivano un DOCUMENTO UNITARIO in cui le stesse si assumano la responsabilità - una volta per tutte - di cosa vogliono venga modificato della Legge 157/92.
Credo sia un atto di responsabilità urgente, dovuto e non più rinviabile, dal quale dipende il futuro e la credibilità del mondo venatorio e di chi lo rappresenta. Un documento unitario che oggi più che mai diventa indispensabile se si vuole legittimare e dare maggiore forza politica alle richieste di modifica della 157, che necessitano del sostegno di tutta la categoria. Sostegno necessario per:
- non contrastare il già difficile iter parlamentare del provvedimento di modifica e per evitare i dubbi sulla sua opportunità, generati oggi da troppe dichiarazioni conflittuali che provengono dallo stesso mondo venatorio;
- ridurre l’efficacia del fuoco incrociato che proviene dai politici con cui Lei deve confrontarsi e di quello dei media che amano situazioni come questa per porre in evidenza le nostre contraddizioni;
- evitare che si rafforzino i fronti contrapposti all’interno del mondo della caccia, che favoriscono chi ci avversa ed erodono consenso politico sulla proposta di modifica;
- impedire che Lei stesso venga impallinato anche dal fuoco “amico” dagli stessi cacciatori e dalle loro Associazioni, sempre pronti a recriminare e ad addebitare ad altri anche le ragioni dei propri insuccessi.
È ormai una certezza assoluta che la mancanza di un fronte compatto della rappresentanza del mondo venatorio produce danni molto maggiori di quanto non ne derivino da tutti gli oppositori della caccia messi insieme.
Gentile Senatore, la richiesta di unitarietà in questo senso viene dalla stessa “base” del mondo della caccia e spero che Lei possa farsene interprete per il bene di questa categoria che si è assunto l’onere e l’onore di rappresentare in Parlamento.
Con stima.
Giulio Usai

3 Commenti Per Questo Post

  1. Sergio S. ha scritto:

    Condivido pienamente.

  2. ugus ha scritto:

    parole sante!! Come mai da quando tutte le AA,VV. del mio paese hanno fondato un Circolo Cacciatori (148 aderenti) mentre prima le varie istituzioni ci snobbavano, vedendoci divisi, ora ci leccano il …….??!! L’unità di intenti, la condivisione degli obiettivi, fà la forza.

  3. lorenzo ha scritto:

    Anche io condivido pienamente.
    Andare avanti da soli non porta a nulla e solo se tutte le associazioni della caccia si uniranno possiamo ottenere qualcosa.

I Cacciatori Italiani e la Caccia
Gli Italiani e la Caccia
Prodotti e Aziende
FIDC: Conoscere e Gestire
il cananale della dea su youtube
il cananale della dea su twitter
Caccia e tiro - Il cacciatore italiano - periodici Greentime
Pescasport - Arco - periodici Greentime
Professionisti arceria
NON SOLO CACCIA

HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.