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LIBERA CACCIA: DALLE PAROLE AI FATTI

Postato il 23 Aprile 2010 da lddc

La Libera Caccia ha da sempre criticato i toni volutamente allarmistici usati da alcuni quotidiani -in special modo da La Repubblica- e l’uso scorretto e fuorviante di titoli ad effetto miranti ad offrire un quadro inquietante delle richieste dei cacciatori.
Caccia tutto l’anno, Caccia no-limits, Deregulation venatoria e Doppietta selvaggia sono nient’altro che slogan sguaiati e privi di qualsivoglia fondamento, perché nessuno Stato membro della Ue potrebbe oltrepassare i limiti di assoluto divieto di caccia all’avifauna fissati rigidamente dalla Commissione.
Ma siccome le pacate e continue rimostranze evidentemente non servono a niente, e molti quotidiani continuano imperterriti a fornire un’informazione completamente falsa, che ha sicuramente condizionato anche gli atteggiamenti palesemente ostili di alcuni parlamentari, la Libera Caccia ha dato mandato ai suoi legali di iniziare un percorso legale nei confronti de La Repubblica, chiedendo ufficialmente la rettifica ex art. 8 L. n. 47/1948, a mezzo della raccomandata di cui si pubblica la copia riproduzione.

ANLC / La Repubblica
Richiesta rettifica ex art. 8 L. n. 47/1948
(ns. rif.: AC/05)
Scriviamo la presente in nome e per conto del Dott. Paolo Sparvoli, nella sua qualità di Presidente dell’Associazione Nazionale Libera Caccia, con sede a Roma, per chiedere, con riferimento all’articolo “Via libera alla caccia no limits”, a firma del Sig. Antonio Cianciullo, apparso sull’edizione del 14 aprile 2010, la pubblicazione della rettifica sotto indicata, ai sensi dell’art. 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, essendo il predetto articolo lesivo della dignità dei cacciatori dei quali l’Associazione rappresenta e tutela i diritti. Rammentiamo che la rettifica deve essere pubblicata non oltre due giorni dal ricevimento della richiesta in testa di pagina, con le medesime caratteristiche grafiche e di impaginazione della notizia da rettificare e senza ulteriori commenti che ne sminuiscano la portata (Tribunale Monza, 28 aprile 2004). Rammentiamo inoltre che, in mancanza, saranno adite le competenti sedi legali per ogni danno che, direttamente o
indirettamente, possa derivare all’associazione e ai cacciatori suoi associati.
“Contrariamente a quanto riportato dall’articolo “Via libera alla caccia no limits”, il testo licenziato dalla Camera non prevede, come rappresentato senza aver evidentemente esaminato il testo legislativo, un allungamento senza limiti della stagione venatoria, ma al contrario consente alle Regioni, previo parere obbligatorio e vincolante dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) di modulare i rispettivi calendari al fine di adeguarli alle peculiarità delle diverse specie. Fermo restando, in ogni caso, che le Regioni sono comunque tenute a rispettare la direttiva 79/409/cee e la relativa Guida Interpretativa elaborata dalla Commissione Europea, condivisa dalla BirdLife International, nonché ad osservare i divieti assoluti di caccia all’avifauna stabiliti dalla normativa europea nei mesi di marzo, aprile, maggio, giugno e luglio: cosicché è non è corretto far credere che si possa comunque cacciare tutto l’anno.
A ben vedere le norme introdotte sono più restrittive di quelle sino ad oggi in vigore, poiché sono stati per la prima volta espressamente introdotti nuovi divieti, fra cui quello dell’esercizio venatorio, per ogni singola specie, durante il ritorno al luogo di nidificazione, durante il periodo della nidificazione e le fasi della riproduzione e delle dipendenza degli uccelli. Ciò per ciascuna specie, anche per quelle che nidificano a settembre, data di apertura della stagione venatoria: il contrario, quindi, della pretesa “deregulation” propinata dall’autore e da nessuno auspicata.
Ma di far rilevare questi aspetti nessuno si è curato, come del resto nessuno si è curato di interpellare alcuna associazione del mondo venatorio, essendo state sentite le sole organizzazioni ambientaliste, che hanno ovviamente dato il” loro” punto di vista.
La notizia, così come resa nell’articolo, appare tesa unicamente a suscitare una ondata emotiva da utilizzare più come una critica politica contro l’attività del Governo che come argomento contro la caccia, ma tale censurabile uso della categoria, che si sottrae a siffatto tentativo di strumentalizzazione, offende ed umilia i cacciatori, che finiscono per essere indirettamente rappresentati come cittadini incuranti delle leggi italiane, delle direttive europee, dell’ambiente e della fauna.
L’ANLC si augura pertanto che le prossime notizie siano rese con spirito obiettivo, nell’ambito di un dibattito serio e scientifico, e non, come avvenuto, con intenzioni meramente sensazionalistiche”.
Distinti saluti

Avv. Giorgio Benedetti
Avv. Laura Caporalini

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1 Commenti Per Questo Post

  1. Sergio S. ha scritto:

    Se l’ANLC riusciurà a farsi pubblicare l’articolo richiesto mi farò prete.

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