Nella categoria | Caccia

MANIFESTAZIONE SULLA CACCIA: CACCIAPUOTI (DIANA) RISPONDE A VENEZIANO (ARCICACCIA)

Postato il 19 Marzo 2010 da DdC

Vedremo quante bandiere di Confagricoltura sventoleranno sotto il palco e con quali intendimenti (forse gli organismi geneticamente modificati sono utili agli elefanti da allevare nelle nostre campagne?), o quanti lettori conquisterà Diana, antica rivista del mondo venatorio, che da una parte aderisce alla manifestazione e dall’altra si ispira, in uno dei suoi ultimi editoriali, alle parole di Carlo Petrini fondatore di Arci Gola, oggi leader riconosciuto di Sloow Food in Italia e nel Mondo, per riscoprire i valori della ruralità e per promuovere una qualità della vita negata oggi dal consumismo del mordi e fuggi”. È quanto aveva affermato Osvaldo Veneziano, presidente di Arcicaccia, in un comunicato sulla manifestazione per la difesa e promozione della cultura rurale tenutasi a Roma lo scorso 9 marzo. Al presidente di Arcicaccia ha risposto Pasquale Cacciapuoti, editore e direttore di Diana, dalle pagine del periodico (numero 7). Pubblichiamo integralmente il testo.

Caccia alle streghe firmata Arcicaccia

Leggiamo e prendiamo atto di quanto riportato sul sito Arcicaccia l’8 marzo 2010, “Veneziano: una manifestazione piena di doppiezze e ambiguità”. Innanzitutto non accettiamo lezioni di comportamento da chi, in questi ultimi anni, è stato fortemente criticato dalla base dei suoi stessi associati e ha contribuito in maniera determinante alla divisione fra le associazioni venatorie, forse sperando che periodi di governo a lui favorevoli potessero farlo diventare il padrone della caccia in Italia. Ma così, per fortuna, non è stato e, anzi, ci siamo ritrovati con ministri del calibro di Pecoraro Scanio. Così l’Arcicaccia ha dimostrato che, quando poteva fare qualcosa di veramente utile al mondo venatorio, nulla ha fatto, mettendo in evidenza l’inconsistenza di molte sue scelte.

Per quanto concerne la politica editoriale di Diana, questa è di esclusiva pertinenza del Direttore e non delle varie Associazioni. Se abbiamo deciso di appoggiare la manifestazione del 9 marzo, questo è stato fatto con l’esclusivo interesse di difendere il popolo dei cacciatori. Inoltre la tutela della ruralità – che era uno dei punti cruciali della manifestazione di Roma – è fortemente connessa con la nostra passione, mentre l’approvazione dell’ art. 38 al Senato (e speriamo del 43 alla Camera) consentirà anche all’Italia di adeguarsi alle normative vigenti nella Comunità Europea.

Diana darà sempre spazio a tutto ciò che concerne l’attività venatoria, senza privilegi per questa o quella Associazione, cercando di evidenziarne meriti e demeriti. In merito inoltre all’editoriale di Diana che richiamava alcuni concetti pubblicati sul quotidiano Repubblica, non riteniamo di dover alcuna spiegazione al Presidente di Arcicaccia, l’unico che lo ha preso a pretesto per criticare frontalmente la nostra rivista. Ricordiamo al Presidente Veneziano (ma non solo a lui) che chi ha a cuore solo la sorte della propria parte politica e della propria poltrona trascurando i problemi concreti dei cacciatori, è destinato a isolarsi. Forse sarebbe utile ricordare più spesso che il fine ultimo dell’associazionismo venatorio dovrebbe essere proprio quello di lavorare sempre e comunque per il bene della caccia.

L’Editore e Direttore di DIANA

Pasquale Cacciapuoti

Tags | , ,

1 Commenti Per Questo Post

  1. CRIBBIO ha scritto:

    CHE BRUTTA FIGURA VENEZIANO E LA COMBRICCOLA CINESE DI BIGHUNTER……….

La caccia non ha eta
il cananale della dea su youtube
il cananale della dea su twitter
Caccia e tiro - Il cacciatore italiano - periodici Greentime
Pescasport - Arco - periodici Greentime
Le video interviste de La Dea della caccia
NON SOLO CACCIA

Ringraziamo il maestro, psicologo e poeta Fausto Desideri per averci concesso di pubblicare qualche sua opera. Abbiamo scelto per voi una poesia scritta in romanesco.

L’UNICA COSA CHE NUN SD PO’ COMPRÀ
L’unica cose che nun se po’ comprà
Né coi sordi né cor baratto
In nessuna parte de ‘sto monno matto
E’ quella che l’omo chiama povertà

La legge è giusta e pe’ tutti uguale
E proibisce sia ar povero che ar ricco
A quell’intelligente o pure ar miccio
A chi comanna e a chi poco vale,

D’addormisse pe’strada o sotto i ponti
Da rubasse dar fornaro er pane
De chiede ‘po’ d’affetto come er cane
D’elemosinà pè fa quadrà li conti.

Fortuna c’è la giustizia ner creato
Che quanno se parla de li poveri
Te mette uguale l’omo d’ogni stato.

Ma li diritti è ’nutile che speri
So’ uguali solo drento i cimiteri.

Fausto Desideri