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MASSIMO BUCONI SULLA 157/92: “NON SAREMO MAI TUTTI D’ACCORDO, IL PARLAMENTO DOVRÀ OPERARE UNA SINTESI”.

Postato il 27 Novembre 2009 da DdC

In questo ultimo video-servizio della Dea sul Convegno di FareAmbiente riportiamo l’intervento del consigliere nazionale di Federcaccia Massimo Buconi, che ha espresso con grande chiarezza la posizione della Federazione riguardo alla riforma della 157/92: “Federcaccia è molto disponibile a partecipare alle iniziative e agli incontri che sono stai annunciati, promossi rispetto alle finalità e alla filosofia che sottintende il movimento FareAmbiente. Non è interessata però a partecipare ancora a tavoli dove da una parte siedono persone che vogliono discutere della riforma della legge sulla caccia e dall’altra parte persone che vogliono discutere della chiusura della caccia. Sarebbero tavoli del tutto inutili, che fanno perdere tempo, disorientano, creano alibi alla politica italiana per non discutere di un aspetto che non è certo importante come il clima, come il lavoro, come la salute, come l’istruzione, ma che in ogni caso appartiene, come è stato detto dal senatore Orsi, alla nostra cultura e tradizione”. Secondo Buconi la modifica della 157/92 dovrebbe guardare anche ad una ricollocazione positiva della caccia, un riposizionamento nella società italiana per ridarle una cittadinanza. Il consigliere nazionale ha espresso perplessità riguardo all’intervento dell’on. Russo, presidente della Commissione Agricoltura alla Camera dei deputati, che nel suo intervento aveva sottolineato la necessità di trovare un punto di incontro tra tutti i portatori di interesse. “Significa non fare niente perché l’accordo tutti non lo faremo mai rispetto a questo tipo di questioni, secondo me la democrazia è partecipazione, è ascolto. Lo è anche ovviamente per la Federcaccia, bisogna ascoltare tutti, sentire tutti, interloquire con tutti, poi ognuno si deve assumere ovviamente la propria responsabilità. Le parti sociali che sono portatrici d’interessi spesso contrapposti rappresentano le diverse posizioni su cui il Parlamento dovrà operare una sintesi ed assumere ovviamente delle decisioni”. “L’operazione che ci sentiamo di chiedere come Federcaccia, come cacciatori italiani al nostro Parlamento - ha sottolineato - è quella di far emergere con chiarezza, all’interno del Parlamento stesso, che ritiene legittimamente che la caccia abbia cittadinanza in questo Paese e quindi magari adottare e inserire nelle norme di recupero culturale”. La maggioranza del mondo venatorio italiano chiede “una caccia compatibile, una caccia rispettosa delle normative europee, della legislazione nazionale, seppure modificata, una caccia di gestione che rispetti le autonomie locali, che tenga anche conto del ruolo discriminante dello stato centrale, del Governo, che dia certezza, che dia garanzie“. “Noi continueremo a lavorare per questo, - ha affermato Buconi -  siamo per sostenere le iniziative che il Parlamento sta portando avanti, unitamente alle associazioni venatorie, però chiediamo che si proceda con determinazione su questo percorso e che si arrivi a delle determinazioni, non qualunque esse siano, ma chiaramente migliorative della situazione attuale“.

Valeria Bellagamba

il video

3 Commenti Per Questo Post

  1. fabio ha scritto:

    Buconi salvaci Tu…….

  2. Marco - Sestri Levante ha scritto:

    Perfetto!

    AVANTI COSI!

  3. romeo ha scritto:

    BUCONI METTI LA TUA ESPERIENZA AL SERVIZIO DELLA CACCIA!

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.