Nella categoria | Caccia, Legale

Modificato il decreto sulle Zsc e Zps

Postato il 11 Febbraio 2009 da DdC

È stato pubblicato ieri, 10/2/09 sulla Gazzetta ufficiale n.33 il decreto con cui il ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare modifica il precedente del 17 ottobre 2007 denominato “Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone speciali di conservazione (ZSC) e a Zone di protezione speciale (ZPS)“. Ne riportiamo il testo con le modifiche apportate. A una prima occhiata, oltre allo spostamento del divieto dell’uso dei pallini in zona umida alla stagione 2009/10 (ma ormai l’attuale stagione venatoria è finita), anche la riacquisita possibilità di cacciare a gennaio e il permanere del divieto di caccia a moretta e combattente con un’apertura per la pernice bianca. Il ministro Prestigiacomo ha fatto abbastanza o poteva fare un piccolo “sforzo” in più?

Scarica e leggi il decreto in formato PDF

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2 Commenti Per Questo Post

  1. cosimo ZIZZARI ha scritto:

    Mi chiamo coaimo zizzari e sono un cacciatore della provincia di lecce. Vi scrivo per dirVi che la mia regione già dallo scorso anno ha approvato le zone “zps e zsc”, zone, che secondo i calcoli numerici voluti dalla normativa vigente sono fattibilissime. La realtà invece, non è la stessa perchè da un pò di mesi a questa parte i Comuni, tutti indistintamente, specialmente quelli del basso salento, hanno autorizzato estensioni grandissime di territorio ad energia alternativa (Fotovoltaico ed eolico), per cui in queste zone la caccia è interdetta.
    Ora mi domando, ma quelle superfici di terrotorio destinate a “zone zps e zsc”, rispettano i prarametri numerici, oppure noi cacciatori “liberi non riservisti”, ci vedremo ulteriormente ridurre le zone da destinare alla caccia.
    Vi ringrazio per l’attenzione che vogliate condermi e nel contempo gradirei un Vostro intervento presso le nostre istituzioni regionali.
    Distinti saluti cosimo zizzari

  2. Mario Monetti ha scritto:

    Caro Sig. Zizzari
    Come ben saprai i sic, le zsc e le zps sono stati attuati nel nostro Paese in recepimento di due direttive della UE. Tuttavia in nessuna delle aree suindicate è previsto il divieto di esercitare l’attività venatoria. Il famigerato decreto Pecoraro Scanio ha fatto il resto, inibendo di fatto l’attività venatoria. Se poi consideriamo che in Regione ci sono delle forze politiche faziosamente ostili alla nostra passione è facilmente intuibile come il tutto si sia svluppato. L’altro problema che poni e cioè la produzione di fonti di energie alternative è un problema veramente serio. Non solo da te in Provincia di Lecce, ma anche da me a Brindisi quotidianamente nascono parchetti di pannelli solari. Intere aree che vegono tolte alla caccia dalla sera alla mattina. Federcaccia provinciale di Brindisi stà per produrre ricorso innanzi al TAR avverso il provvedimento di attuazione del piano faunistico venatorio proprio perchè il territorio già striminzito subisce ancora delle inaccettabili restrizioni. UN CARO SALUTO. CIAOOO

    Mario Monetti
    VicePresidente Provinciale FIDC Brindisi

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.