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NASCE A BERGAMO IL TAVOLO UNITARIO PROVINCIALE DELLE ASSOCIAZIONI VENATORIE

Postato il 26 Febbraio 2010 da lddc

Prime in Italia, le sezioni provinciali bergamasche delle associazioni venatorie Federazione Italiana Della Caccia, ANUU Migratoristi, Enalcaccia, CPASports, ANCL Liberacaccia, ACL Associazione Cacciatori Lombardi e Italcaccia hanno costituito il Tavolo Unitario Provinciale delle Associazioni Venatorie.
Le Associazioni firmatarie rappresentano la pressochè totalità del panorama venatorio bergamasco e si propongono di condividere i temi di maggiore importanza e le iniziative più significative a difesa della caccia e dei cacciatori, custodi di conoscenze, tradizioni, cultura, primi gestori dell’ambiente e primi interessati alla salvaguardia degli habitat.
Siamo convinti che l’idea rappresenti il comune sentire dei cacciatori, non solo bergamaschi: vi sono tematiche di interesse generale, dalla pianificazione venatoria alla tutela dell’immagine dei cacciatori e della caccia, alle proposte da portare e sostenere al Tavolo Interprovinciale Bergamo - Brescia che non possono che essere unanimemente condivise dal mondo venatorio, ma che solo se sostenute non da voci sparse, bensì da un vero e proprio coro potranno essere finalmente non ignorate.
Per sintetizzare l’obiettivo del Tavolo Unitario ci permettiamo di fare nostra la significativa frase coniata dall’Assessore alla Caccia Pesca e Sport della Provincia di Bergamo, Alessandro Cottini, che deve assurgere a nostro manifesto: “L’unione nella concretezza delle questioni importanti”.
Ognuno di noi manterrà la propria identità, ma sui temi di interesse generale dobbiamo farci guidare da quell’unità di intenti che in fondo permea tutto il mondo venatorio, cercando di agire nell’interesse comune di tutelare la nostra passione, che è un patrimonio inestimabile di cultura e tradizione.
La speranza è che Bergamo possa essere un esempio, un traino, per le Associazioni Venatorie anche a livello nazionale: speriamo che il fatto che la decisione sia stata casualmente presa il giorno 11 febbario, giorno del diciottesimo compleanno della legge 157/1992 (volgarmente detta legge sulla caccia), senza disturbare l’altisonante ricorrenza del Concordato Stato - Chiesa Cattolica, sia di buon auspicio.

F.to avv. Lorenzo Bertacchi
Pres. Prov. Federcaccia Bergamo

Bergamo, lì 26.2.2010

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1 Commenti Per Questo Post

  1. fabrizio ha scritto:

    ottima idea

    speriamo che anche i dirigenti regionali e provinciali delle altre regioni italiane si diano da fare in questo senso.

    all’ associazione unica si puo’ arrivare solo dal basso, e se non superiamo gli angusti limiti dei rispettivi orticelli fra due lustri le doppiette ci serviranno per mescolare la polenta.

    dirigenti regionali e provinciali di tutta Italia, datevi da fare, basta un minimo di buona volonta’.

    Fabrizio Bonuccelli
    vice presidente federcaccia camaiore

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NON SOLO CACCIA

HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.