Nella categoria | Società

OPERAZIONE ANTI-BRACCONAGGIO AD ALA: UN OTTIMO RISULTATO DI SQUADRA

Postato il 28 Dicembre 2009 da DdC

Come riceviamo così pubblichiamo il comunicato dell’Associazione cacciatori Trentini.

Magnifico lavoro dei nostri Guardiacaccia al fianco della Forestale. Soddisfazione: i bracconieri sono, prima di tutto, nemici dei cacciatori. Ci costituiremo parte civile.

Riflessioni del presidente ACT Sandro Flaim

La recentissima operazione anti-bracconaggio ad Ala, condotta congiuntamente dai Guardiacaccia dell’Associazione Cacciatori Trentini e dal Corpo Forestale provinciale, ha avuto pieno successo.

Noi cacciatori ne siamo molto soddisfatti e anche fieri: è un altro esempio concreto di come il bracconaggio in Trentino venga combattuto con efficacia. Di come questa attività illecita e spregevole sia oggetto di un forte impegno repressivo. Di come sia emarginata e biasimata dal mondo venatorio.

Sottolineiamo fin da ora che, nel procedimento a carico dei tre bracconieri colti in flagrante, l’Associazione Cacciatori Trentini si costituirà parte civile, come avviene ormai regolarmente in casi simili.

Da molti anni i cacciatori trentini combattono il bracconaggio, dedicando a questa lotta ingenti energie e risorse. Operando, ogni giorno, nel monitoraggio del territorio, nella vigilanza e nelle attività di repressione. Ma anche lavorando sodo sulla formazione e sulla crescita culturale dei cacciatori, due elementi fondamentali.

I risultati ci confortano, con una sostanziale diminuzione degli illeciti, e una presa di coscienza sempre più diffusa tra i cacciatori, che emarginano i comportamenti scorretti e collaborano attivamente con gli organi di vigilanza, come nel caso al quale facciamo riferimento.

Il bracconaggio però, purtroppo e malgrado gli sforzi, non è ancora debellato. Ma ci arriveremo.

L’operazione di Ala, se da un parte ci indispettisce perché fa registrare un ulteriore gravissimo illecito nel 2009 ed ha segnato la perdita di due camosci, dall’altra ci incoraggia e ci conferma che stiamo lavorando nella direzione giusta.

Ed è una dimostrazione ulteriore di come i Guardiacaccia dell’Associazione Cacciatori Trentini, malgrado la sorveglianza e la repressione degli illeciti non siano più un loro compito istituzionale primario, rimangono un elemento fondamentale nella lotta al bracconaggio. Grazie alle loro competenze specifiche, alla loro costante presenza sul territorio e al loro rapporto diretto con i cacciatori, i quali sono sempre più consapevoli ed attivi nel loro ruolo di presidio sul territorio e di segnalazione delle situazioni anche solo sospette.

Tutto ciò ci fa ben sperare per il futuro e ci fa proseguire con convinzione nel nostro quotidiano impegno di lotta al bracconaggio.

Al fianco della Forestale provinciale, che è il primo organo di sorveglianza e col quale portiamo avanti, perseguendo gli stessi importanti obbiettivi di tutela della fauna selvatica, un lavoro che, seppur gravoso e tutt’altro che facile, dimostra di essere assai efficace.

Sandro Flaim

Presidente dell’Associazione Cacciatori Trentini

˜˜˜

LA CRONACA DELL’OPERAZIONE

Tre settimane di indagini. Un’attesa nel buio e poi scatta il blitz.

Tre bracconieri fermati. Sequestro di animali e armi.

Dopo tre settimane di intesa attività, domenica 13 dicembre alle ore 19.08 i Guardiacaccia ACT Moiola, Pancheri, Posser Bentivoglio coordinati dal responsabile di zona Luchesa, in stretta collaborazione con gli agenti forestali della Stazione Forestale di Ala (assistente forestale Gorga, assistente forestale Passerini, agente forestale Borghetti e custode forestale Zomer) coordinati dall’Ispettore forestale Tabarelli, hanno portato a termine una brillante operazione antibracconaggio.

Il fermo, nel centro del paese di Serravalle fraz. di Ala (TN), di tre bracconieri è stato il momento finale di un’intensa attività di controllo del territorio finalizzata alla repressione del bracconaggio.

Movimenti sospetti nelle zone boscate poste sopra gli abitati di Serravalle e Santa Margherita frazioni del Comune di Ala, erano stati segnalati dai cacciatori già nel mese di novembre. Sulla base di queste informative i guardiacaccia avevano iniziato una fase di verifica e controllo, per intensificare la sorveglianza del territorio una volta attestata la veritiera presenza di movimenti e attività sospetti. Programmato fin dalle prime battute un intenso coordinamento tra i guardiacaccia dell’Associazione Cacciatori Trentini e gli agenti forestali della Stazione Forestale di Ala, al fine di una maggiore incisività nella risoluzione della problematica, dopo lunghi appostamenti, nella sera di domenica 13 dicembre è scattato il blitz finale.

Fermi nel buio e nascosti in punti strategici nella zona utilizzata dai bracconieri, dopo aver osservato gli stessi compiere diversivi e azioni di controllo del territorio per verificare la possibilità di portare a compimento impuniti la loro azione criminosa, i guardiacaccia e i e gli agenti del C.F.T. hanno fatto scattare la trappola. Al fermo dell’autovettura, nella quale viaggiavano tre persone, gli agenti hanno trovato due sacchi per l’immondizia contenenti due capi di camoscio spellati e fatti a pezzi. Gli agenti hanno quindi proceduto alla perquisizione delle abitazioni dei tre bracconieri rinvenendo una gran quantità di trofei privi di certificati di origine, aspetto che denota provenienza illecita. Nello specifico sono stati sequestrati 35 trofei di camoscio, 1 trofeo di cervo, 32 trofei di capriolo, 1 esemplare di tasso imbalsamato, 1 esemplare di gallo forcello imbalsamato, 1 esemplare di scoiattolo imbalsamato. Sono stati sequestrati anche due fucili, di cui uno modificato, abbondante munizionamento non autorizzato, alcune munizioni modificate e una rete per uccellagione.

Il giorno lunedì 14 è stata inoltre perlustrata l’area nella quale si riteneva fosse stato commesso l’illecito e mediante l’ausilio del proprio cane da traccia (cane addestrato a seguire le tracce di sangue lasciate sul terreno dagli animali feriti) il guardiacaccia Zanetti ha ricostruito il percorso effettuato dai bracconieri rinvenendo la pelle ancora fresca di uno dei due camosci abbattuti illegalmente il giorno precedente: questo ritrovamento si configura come ulteriore prova a carico dei tre bracconieri.

Tags | , ,

3 Commenti Per Questo Post

  1. ROBERTO ha scritto:

    complimenti questo significa che se si vuol fare controllo del territorio non ci sono bracconieri che tengano.
    cio che non cambia e la volonta di cambiare.
    speriamo che altri bracconieri vengano resi alla giustizzia cosi da fermare questi incresciosi fenomeni di mal costume.
    auguri al C.F.S.

  2. Luigi Signorello ha scritto:

    complimenti alle guardie volontarie che danno sempre il massimo impegno per un controllo costante del territorio anche se per qualcuno vengono considerati il piu’ delle volte in modo negativo solo perche’ fanno parte integrante delle associazioni venatorie e ancora non anno capito che esistono anche dei cacciatori onesti che rispettano le leggi e la natura se solo si riuscisse a comunicare tra noi sicuramente le cose andrebbero nel verso giusto e qualche bracconiere in piu’ finirebbe in galera. vice segretario provinciale C.S.T. Catanzaro (calabria)

  3. Giulio Usai ha scritto:

    Ottimo, ma purtroppo è un caso ancora troppo isolato e i controlli sono davvero un fatto raro.
    Mancano controlli, in particolare, nei confronti di atti di palese e sfacciata violazione ripetuta e continuata delle norme posti in essere da parte di molti sedicenti cacciatori, che muniti di licenza di caccia, praticano con regolarità sistematica violazioni di norme sull’attività venatoria.
    L’uso dei richiami elettronici è diventato comunissimo e addirittura irrinunciabile per moltissimi “colleghi” che li usano con una sfacciataggine disarmanate, come se si trattasse di mezzi legittimi, certi della mancanza dei controlli in merito.
    La posta serale e mattutina a qualsiasi specie animale fuori dell’orario di caccia è un’altro esempio di egoismo e di esercizio della caccia in totale spergio delle norme che la regolano. L’elenco potrebbe essere lungo ma mi limito a due episodi la cui frequenza è impessionanate e ciò nonostante totalmente trascurata dagli organi addetti alla vigilanza. Purtroppo mancano, forse, agenti in numero sufficiente, ma questa attività per essere efficace non può limitarsi a pochi e sposardici controlli, condotti per lo più in orari comodi e che si limitano a una mera verifica documentale del “malcapitato”!!!

I Cacciatori Italiani e la Caccia
Gli Italiani e la Caccia
Prodotti e Aziende
FIDC: Conoscere e Gestire
il cananale della dea su youtube
il cananale della dea su twitter
Caccia e tiro - Il cacciatore italiano - periodici Greentime
Pescasport - Arco - periodici Greentime
Professionisti arceria
NON SOLO CACCIA

HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.