PARCO DELLE GRAVINE: CACCIATORE VINCE IL RICORSO
Postato il 08 Febbraio 2010 da lddc
Come fa un cacciatore a sapere di trovarsi all’interno di un’area protetta se non vi sono le pur previste tabelle a delimitarne i confini? Unica certezza, quando si viene colti in condizioni di inconsapevole flagranza, è il sequestro dell’arma. E così è successo a un 33enne di Palagianello (TA) trovato armato all’interno del Parco delle Gravine. Una storia come molte ne abbiamo sentite o addirittura vissute in prima persona, ma questa volta, si legge su La Gazzetta del Mezzogiorno, si parla già di “una sentenza destinata a fare giurisprudenza”. La settimana scorsa, infatti, è stato accolto dalla Suprema Corte il ricorso presentato dall’avvocato del cacciatore, e “le motivazioni addotte dalla Cassazione”, si legge nell’articolo, “non potranno non essere tenute in debito conto, considerando che non solo il Parco delle Gravine non è mai stato delimitato, ma non è stato mai, a cinque anni dall’istituzione dell’area protetta, creato l’ente di gestione”. I divieti all’esercizio venatorio e di ingresso con armi all’interno di un’area protetta hanno efficacia quando l’area stessa è stata perimetrata da apposita tabellazione che renda visibili i suoi confini. Pertanto, l’accertamento della presenza di idonea tabellazione, ritenuto erroneamente superluo nel caso del cacciatore di Palagianello, è invece indispensabile. Secondo la Cassazione, infatti, “qualora effettivamente, come sostiene la difesa, non vi fosse prova dell’esistenza di una regolare tabellazione, mancherebbe il fumus del reato ipotizzato e non vi sarebbero i presupposti per mantenere il sequestro probatorio”.
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9 Febbraio 2010 alle 10:56
venite a vedere come è tabellato il parco regionale delle alpi apuane dopo 20 anni
9 Febbraio 2010 alle 11:46
Perchè le tabelle che delimitano gli ATC? Le trovi alcune lungo le strade poi in aperta campagna spariscono. Non è meglio eliminarle del tutto? Lasciare il territorio libero…………..
9 Febbraio 2010 alle 18:02
si perke il parco dei castelli romani e’ tabellato meglio secondo voi???non si sa dove comincia e dove finisce!!!!!!
e neanke ke c e’ a fare visto ke nascono case come funghi!!!
15 Febbraio 2010 alle 17:38
Grazie a Dio! allora forse esiste la giustizia!
19 Febbraio 2010 alle 22:09
Finalmente qualcuno ha avuto giustizia .
Noi della provincia di Modena dobbiamo subire ingiustizie da parte della vigilanza locale, perche’sin dalla nascita delle famigerate Z.P.S.e S.I.C. i confini non sono MAI stati TABELLATI!!!!! Questi confini esistono solo su carta e se non sei informato ti APPIOPPANO la multa!!
13 Aprile 2010 alle 17:29
Giancarlo sei un GRANDE!!! ed un tuo amico di caccia che te lo dice.Siamo ancora un numero consistente di cacciatori,con 10,00 euro a testa presentiamo un ricorso unico, abbiamo questo grande strumento che è internet capace di unire grandi numeri di persone perchè non usarlo???????? .. non so se è possibile farlo ma io tenterei e togliamo tutta questa schifezza completamente inutile è dannosa!! lo spirito della CACCIA è libertà!!!certo con il rispetto della natura.
29 Maggio 2010 alle 11:53
Ragazzi io mi trovo nella stessa situazione del cacciatore sopra citato solo che mi hanno preso nel Parco Regionale dei Monti Picentini, ovviamente anche io ero ignaro dell’esistenza del “Parco” perchè ero fuori il mio ATC! Questa sentenza vale solo per il parco delle Gravine o anche per gli altri parchi regionali Vi prego datemi una mano! Dobbiamo salvare la caccia in Italia!
1 Giugno 2010 alle 09:32
Per Endro,
No, come ben saprai una sentenza della Corte è giurispurdenza quindi rappresenta un precedente importantissimo alla quale possono fare riferimento altri giudici qualora sussistano le stesse condizioni verificatesi nel caso del Parco Regionale delle Gravine. UN CARO SALUTO DALLA PUGLIA. CIAOOOOO
Mario Monetti
VicePresidente Provinciale FIDC BRINDISI