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PESCA IN EMILIA-ROMAGNA: NASCE L’UNITÀ DI CRISI REGIONALE

Postato il 15 Giugno 2010 da lddc

In Emilia-Romagna nasce l’unità di crisi regionale per far fronte alle conseguenze delle nuove regole europee sulla pesca, quindi un progetto per verificare l’impatto sul pescato delle nuove reti europee. Primo obiettivo: la definizione entro settembre di un Piano di gestione locale in collaborazione non solo con la Regione Veneto, ma anche con il Friuli Venezia Giulia e le Marche. Infine Rabboni ha annunciato che scriverà al ministro Galan per chiedere lo sblocco delle risorse destinate all’Emilia-Romagna dal Fondo europeo per la pesca. Si tratta di 6 milioni di euro, in parte già assegnati in base a bandi e relative graduatorie, ma non liquidabili ai beneficiari per la mancanza di approvazione da parte dell’UE del “Sistema di gestione dei controlli e di certificazione della spesa” che deve essere predisposto dal Ministero. “Di questi 6 milioni - ha sottolineato Rabboni - ben 3 sono finalizzati all’ammodernamento delle imbarcazioni. Si tratta di risorse preziose tanto più in questo periodo di difficoltà che vanno assegnate al più presto ai pescatori”. Questi i risultati della riunione sul nuovo regolamento europeo della pesca, svoltasi lo scorso 14 giugno a Bologna, cui hanno partecipato le principali associazioni di pescatori e Marinerie dell’Emilia-Romagna.
“L’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulla pesca - ha dichiarato Rabboni - sta provocando serissime conseguenze alle imprese del settore, e per questo abbiamo deciso di costituire un nucleo anticrisi di cui fanno parte oltre alle Istituzioni e al mondo della pesca anche biologici e naturalisti”. L’intento è di cercare soluzioni, in sinergia con il Ministero e con l’Europa, che possano mitigare l’impatto delle nuove regole. “Siamo convinti che sia possibile trovare un punto d’intesa tra l’esigenza di salvaguardare l’ambiente e l’attività di tanti pescatori”, ha concluso l’assessore. La Regione finanzierà quindi un progetto scientifico per sperimentare in concreto l’impatto sulle risorse ittiche delle nuove reti previste da Bruxelles. “Ad una primo utilizzo infatti - si legge nel comunicato stampa della Regione - tali reti sembrerebbero produrre maggiori danni al pescato rispetto alle reti tradizionali. I risultati di tale sperimentazione saranno inviati a Bruxelles per sostenere richieste di deroga motivate e suffragate da dati tecnici e scientifici”.
Quanto al Piano di gestione locale comune con la Regione Veneto, già annunciato nei giorni scorsi, Rabboni ha sottolineato l’esigenza di ampliare il confronto anche ad altre Regioni adriatiche: le Marche ed il Friuli Venezia Giulia innanzi tutto. Quest’ultima in particolare fa già parte insieme a Emilia-Romagna e Veneto del “Distretto della pesca dell’Alto Adriatico” . Una prima riunione al riguardo verrà convocata nei prossimi giorni.
Arianna Biagi

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.