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Piccolo… non previsto, ma efficace

Postato il 23 Gennaio 2009 da DdC

È il .410, il “fuciletto” che con un investimento di fiducia abbinato a buone cartucce raramente delude 

Un fine settimana fra le dolci colline dell’aretino può concludersi piacevolmente nel modo convenzionale, bistecca di chianina e contorno di funghi porcini, Chianti dell’azienda, un po’ di autostrada e a casa.

Le cose cambiano se ti sei portato anche il tuo fuciletto .410 con qualche cartuccia.

Nel nostro paese gli agriturismi non mancano, e la Toscana è attiva in questo settore, se il complesso poi ha una riserva privata condotta con metodi naturali, fagiani che hanno il pepe sotto la coda, lepri italiche, caprioli, gli immancabili cinghiali e, da ammirare persino con rispetto, una bellissima serie d’impronte di lupo stampate nel fango… vuol dire che l’ ambiente è davvero interessante e bisogna fare di tutto per rimanere.

In questi casi, concordato un permesso, non resta che infilare nelle canne due cartucce da 76 millimetri con 19,5 g di piombo del n. 7 ½ e aspettare con pazienza che il cane del guardacaccia colleghi il suo naso con qualche traccia fresca, perché solo casualmente in alcuni tipi di riserve la selvaggina è davvero tale e deve essere guadagnata con lunghe scarpinate.

L’antenato del 36, il primo fucile da caccia dei ragazzi che accompagnavano al capanno il padre o il nonno, diventato nel tempo .410, richiede un investimento di fiducia abbinato a buone cartucce e su questi presupposti raramente delude.

La cartuccia lunga, quella di 76 mm nata negli anni ‘30 con la nuova cameratura pari lunghezza, originariamente recava una carica di 21 g di piombo equiparabile a quella di un fucile del 24 (appunto g 19-21), successivamente le cartucce .410 in commercio, in linea con la tendenza anglosassone, sono state standardizzate su 11/16 di libbra ovvero 19,5 g di pallini.

Secondo logica una colonna di pallini di 19,5 g sembrerebbe più soggetta a deformazioni se contenuta in una cartuccia di mm. 11,55 di diametro (appunto quella del .410) rispetto all’altra del 24 g. di mm. 16,20: colonna più alta la prima, soggetta ad esporre una maggiore quantità di pallini all’attrito sull’acciaio e quindi deformazione durante il percorso in canna.

In pratica, tuttavia, non se ne riscontrano effetti negativi sulla concentrazione di rosata, sia utilizzando borre di plastica a guaina lunga sia corta, e le rosate di una canna .410 strozzata a 6/10 che spara una carica di g 19, 5, piombo n. 7 ½ non hanno nulla da invidiare a quelle prodotte da una canna del 28 strozzata a 5/10 con g 21 di piombo dello stesso numero, anzi…

Le cariche basate sulla polvere Imr 4227 sotto una borra Gualandi di plastica, cui è stata ridotta la guaina portapallini a mm 12 di altezza, permette di confezionare una cartuccia con 308 grani di piombo (circa 20 g) e un’orlatura tonda su cartoncino.

Una cartuccia così ha un rendimento soddisfacente se l’arma viene usata con criterio, cioè non si pretenda di sparare ad animali che partono a 25/30 m e quando si preme il grilletto magari hanno toccato i quaranta.

Ci sono buone cartucce commerciali, ma c’è anche chi preferisce caricarsele con adeguate polveri molto progressive, specifiche per grossi revolver o cariche ridotte da carabina: una di queste è appunto la Imr 4227.

Una carica casalinga con quest’ultima e 20 g di piombo del 7 ½ si cronografa a 345 m/s, del tutto sovrapponibile ai canonici 1.135 fps delle cariche americane con 19,5 g di pallini e compie un onesto, pulito lavoro su quasi tutta la selvaggina a penna copribile col 7 ½.

Con la carica suddetta un fagiano adulto cresciuto in ambiente naturale ha bisogno (si fa per dire) di una quantità sufficiente di pallini per fermarsi: a 30 m siamo già alla frutta, dopo altri 10 può succedere che venga scarseggiato e vada a ingrassare una volpe da qualche parte.

Cacciare con un buon cane da ferma è la migliore scelta, ma per chi ha un ausiliare che esplica solo cerca, per esempio un diavolo di springer spaniel, la combinazione va sempre bene purché sia stato addestrato a rallentare l’andatura quando segna forte dando modo al conduttore di avvicinarsi.

Un’altra possibilità ove esiste un buon traffico di colombacci, poniamo nei campi di girasole, è l’appostamento in un capanno a terra, prossimo a piante di alto fusto, anche qui la cartuccia funziona e sparando bene, si raccoglie…

Per parlare del piombo, tenendo il 7 ½ come numerazione massima ottimale, possiamo conteggiare 238 pezzi in una carica di g 19,5; a 25 m tale carica ne colloca 15 in 172 cmq ed è affidabile fino a 30 m per colombacci, anatre medie o altri selvatici che presentano appunto superfici in volo di 172 cmq.

Le fabbriche forniscono cariche .410 con piombo fino al n. 4, ma in questo caso si scende a 112 pezzi contenuti, meno della metà, anche se il n. 4 mantiene meglio velocità ed eroga più energia, per cui un solo pallino a 30 m fa il lavoro di due del 7 ½.

Tutto sommato, volendo crescere nel diametro dei pallini è più pratico non spingersi oltre il n. 6 (168 pallini nella carica), regolandosi su circa il 30% di proiettili in meno, ma con un’energia singola a 30 m di 0,270 kgm. pressoché ottenibile con 1,5 pallini del 7 ½, e ciò è utile quando si cacciano fagiani naturali e germani in autunno inoltrato, epoca in cui la barriera di piume o piumino è più fitta.

In sostanza con 19-20 g di piombo, il .410 allarga i suoi orizzonti e, in considerazione di quanto detto, si può definire un “buon fucile” che aspetta solo di trovarsi nelle mani di un buon cacciatore.

Sergio Pieraccini

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15 Commenti Per Questo Post

  1. claudio ha scritto:

    Interessante quanto ho letto, ma la spesa del .410 a quanto ammonta?Grazie anticipatamente.

  2. DdC ha scritto:

    DdC - Riceviamo volentieri dall’autore e pubblichiamo:

    Al giorno d’ oggi anche le nostre fabbriche di armi si adeguano alle richieste per questo calibro,assai diffuso negli USA ma apprezzato anche in Europa.
    Non è presente (né previsto)in molti cataloghi, tuttavia si può acquistare un .410, ovvero un 36 magnum con camere di 76 anziché 65 mm., prodotto da fabbricanti di alto rango ma anche un’ ottima arma proveniente da fabbriche minori.
    Il costo non è determinato dalla peculiarità del calibro, in passato più difficile da costruire, ma è pressoché conforme a quello dei calibri di corrente richiesta e ovviamente come in questi aumenta in base al grado di finitura che l’ acquirente sceglie: si parte dunque da monocanna attorno a 350 E fino ai 13.700 E. circa di un sovrapposto Perazzi.
    Per chi ne limita l’ uso per capanno con richiami, un monocanna può bastare, ma se viene elevato al rango della caccia vagante, occorre un’ arma di costo medio, un buon giustapposto o un sovrapposto, entrambi sul mercato a partire da 950 a 1500 E. (quest’ ultimo prezzo si riferisce al sovrapposto ARGO della ditta Rizzini)

    Sergio Pieraccini

  3. Ezio ha scritto:

    Se non erro c’è pure un semiauto della Remington…

    ciao.
    Ezio.

  4. wlliam ha scritto:

    sono un cacciatore bergamasco appassionato di fucili a piccolo calibro, volevo gentilmente chiedere ,se possibile espresse in stellette,le misure delle strozzature e delle canne di un 36 magnum usando io cani da ferma.ringrazio anticipatamente saluti William

  5. DdC ha scritto:

    x William
    Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
    Oggi nell’ immaginario tecnico/venatorio, quando si allude a calibri piccoli ormai affermati, non si può fare a meno di pensare al .410 o al 28.
    Per la caccia vagante col cane se usiamo un due canne, la prima sarà dotata di una strozzatura a 4 stelle, l’ altra a 2 stelle: praticamente 2/10 e 5/10.
    Questo vale per entrambe i suddetti calibri citati, ma nel caso di canna unica (semiautomatici, basculanti), 2 stelle per il 28, 2 stelle per il .410.
    Con queste strozzature si fa fronte ad ogni situazione, in particolare nel .410, con 19,5 grammi di piombo in bossolo di mm. 76.
    Per assecondare la rapidità di puntamento e quindi guadagnare frazioni di tempo per compiere la pressione sul grilletto a selvatico ancora vicino, una canna di 60 massimo 65 cm. è ideale.

    Sergio Pieraccini

  6. ALBERTINO ha scritto:

    Ho l’impressione che i SIGNORI della Caccia si parlino molto addosso!!!!
    Il problema riguarda la sensibilità dell’opinione pubblica!!
    Cosa si fà per fare in modo che i giovani e purtroppo anche meno giovani recepiscano il concetto di Caccia come gestione dell’ambiente?
    La stampa(non quella specializzata) evita accuratamente di parlare di questi argomenti.
    Albertino Screpi

  7. DdC ha scritto:

    Albertino Screpi,
    il suo commento è OT (off-topic, ossia fuori tema). Se lo desidera, affinché il suo contributo ad altra discussione non venga perso, può inserire nuovamente il suo post nella sezione corretta.

    Cogliamo l’occasione per invitiare tutti i lettori a porre la massima attenzione quando si inviano i commenti. Prossimamente gli OT non verranno più pubblicati o rimossi.

    La Dea della caccia.

  8. pietro ha scritto:

    per cominciare con il 36 mag. c’è anche la doppiettina della Yildiz, importata da Paganini; credo parta dai 5-600 euro

  9. mikele rp ha scritto:

    il calibro 36 magnum/410 stupisce e tutto da scoprire io lo comprai l anno scorso(a 440 euro) ed e buono da spollo e rentro a fermo entro i 35 anke 40 metri con cartucce da 24 grammi fabricate artigianalmente da me!!in riserva e capanno direi ottimo,a piattello invece(percorso caccia)nn e come il 12 23/24 su 25 ma 14 su 25 sn riuscito a prenderli!!!

  10. mauro ha scritto:

    ok mi avete convinto ! comprero’ un 410 ** . Devo dire che
    l’idea mi alletta da tempo e, ora voglio proprio vedere se faccio centro ::::: ciao a tutti.

  11. francesco ha scritto:

    Non ho nulla in contrario al .410,ma alcune considerazioni mi sembrano doverose.Perchè comprare un .410 che pesa intorno ai
    2300 grammi,quando un 20 magnum che pesa un centinaio di grammi in più mi offre una duttilità d’uso sbalorditiva?
    Col 20 magnum posso usare cariche che partono da g.18 fino a
    34-36.

  12. fedeli ha scritto:

    ancora parlate di fucili? fra poco li appenderete alle pareti di casa, avete sentito le nuove norme della regione toscana? la più assurda è segnare sul tesserino l’abbattimento di tordi o altro non alla fine della giornata ma subito, quindi se sei a tordi allo spollo è praticamente impossibile sparare cercare raccogliere e segnare, pensate se piove leggermente o tira vento questo è l’inizio della fine dell’attività venatoria, tutto questo approvato da fidc e arci , grazie.altro che modifiche alla 157/92 non le vogliono nè arci nè fidc, sveglia gente.

  13. roberto ha scritto:

    Ciao a tutto,premetto che vado a caccia col cal.20 ma posso dire che il 410 è stato amore a prima vista…Visto provato comprato e portato a caccia…Da leccarsi le dita…non è fanatismo ma gusto al 100%..provatelo in vagante a quaglie e poi mi direte…saluti….

  14. gianni****** ha scritto:

    SONO PASSATO DALL’USARE UN CAL.12/76 AD UN 20/70 CON CARTUCCE MAX 26 GR DI PB. ORA VORREI CACCIARE CON UN CAL.MINORE E SONO ON POCO INDECISO TRA IL 28 E IL 410. PERO’ HO DEI DUBBI RELATIVAMENTE A QUEST’ULTIMO PER LE ALTE PRESSIONI IN CANNA CHE POTREBBE SVILUPPARE. POTRESTE RAGGUAGLIARMI IN MERITO?

  15. stefano camaiore lucca ha scritto:

    ho un fucile 410 elegant special A/4 doppietta ho avuto una brutta esperienza scoppiandomi in viso per fortuna con poche ferite usando cartuccie 18 grammi comprate in armeria: Non so come comportarmi, il fucile ha 6 anni però nuovo datemi un consiglio grazie però 410 amore a prima vista.

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