Nella categoria | Raccoglitori

RIETI: I RACCOGLITORI DI TARTUFI LANCIANO UN S.O.S. ALLA FORESTALE

Postato il 09 Febbraio 2010 da lddc

La provincia di Rieti registra ben 2.500 raccoglitori di funghi e tartufi. Tra questi tesserati alla Provincia, anche Mario Pennacchini, il portavoce di un numeroso gruppo reatino che ha denunciato al corpo forestale l’inosservanza delle norme per preservare le tartufaie. “I raccoglitori non autorizzati” denuncia Pennacchini su Il Messaggero di Rieti del 7 gennaio “sono superiori a quelli regolari e le norme di legge per la raccolta dei tartufi sono da pochissimi rispettate, tanto che le più produttive tartufaie sono state totalmente distrutte dalla zappatura”. La soluzione proposta dal gruppo sarebbe di sostituire lo zappetto con il vanghello e una maggiore severità nel combattere “tali scempi sul territorio”. Motivo di tensione è anche il periodo di raccolta: “Crediamo che la scelta sia stata fatta subordinatamente all’attività venatoria per evitare incidenti”. Una scelta non condivisa, così come la legge regionale che indica i giorni di martedì, venerdì, sabato e domenica, una soluzione che penalizzerebbe tutti i lavoratori.
A.B.

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2 Commenti Per Questo Post

  1. Donatino ha scritto:

    Carissima Presidente,
    credo che EKOCLUB abbia poco a che fare con le associazioni ambientaliste, per correttezza ed obbiettività sarebbe stato meglio indirizzare in questo modo:
    ALL’EKOCLUB presso FIDC, non le pare???

  2. Mario Monetti ha scritto:

    Per Donatino,
    Premesso che Ekoclub nasce da una costola di Federcaccia. Sono oramai parecchi anni che sono due cose distinte e separate. Tant’è che ogniuna di esse ha uno statuto ed un organigramma autonomo. Ekoclub insieme a FareAmbiente, a tutt’oggi, rappresentano un modello di quell’ambientalismo moderato di cui oggi se ne avverte davvero un gran bisogno. UN CARO SALUTO. CIAOOO

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.