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RIETI: PRIMA TRANCHE PER I DANNI DA CINGHIALI

Postato il 27 Febbraio 2010 da lddc

A seguito delle proteste della Coldiretti, che aveva minacciato una manifestazione in Piazza con tanto di cinghiali al seguito, arriva la prima tranche di risarcimenti per i danni da ungulati nella provincia di Rieti. 332 mila euro, per coprire il 60% delle domande del 2006 e tutto il 2007.

Il vero problema, però, sarebbe l’iter che caratterizza il processo di risarcimento. “Sembra che la Provincia abbia responsabilità”, ha dichiarato sul Corriere di Rieti Oreste Pastorelli, assessore provinciale all’agricoltura e vicepresidente, “invece ad oggi ha solo un ruolo di passacarte”.

Gli Atc, infatti, farebbero la stima e comunicherebbero l’entità dei danni entro febbraio dell’anno successivo alla Provincia, la quale girerebbe le richieste alla Regione, che a sua volta stanzierebbe i soldi alla Provincia, e solo allora quest’ultima effettuerebbe i pagamenti. “Un iter assurdo” si è pronunciato Patorelli sulle pagine del quotidiano “che inevitabilmente innesca ritardi e che a noi non garantisce la possibilità di effettuare alcun tipo di controllo”. Di qui la proposta del vicepresidente di una modifica alla legge regionale, che unifichi sotto un unico soggetto tutto il procedimento. Intanto, gli uffici della Ragioneria hanno inviato il tutto alla Tesoreria, e nei prossimi giorni i soldi dovrebbero giungere nelle casse della provincia, che potrà così liquidare i primi danni agli agricoltori reatini.

Arianna Biagi

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2 Commenti Per Questo Post

  1. NANNI ha scritto:

    l’APERTURA DEL CINGHIALE DEVE COINCIDERE CON QUELLA DELLA SELVAGGINA STANZIALE IN MODO DI AVERE PIU’ GIORNATDI CACCIA. SOLTANTO COSI’ SI RIESCE A DIMINUIRE IL NUMERO DEI CINGHIALI.

  2. vittorio ha scritto:

    Penso che un periodo di caccia molto piu prolungato e la cosa ideale

La caccia non ha eta
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Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.