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RIFORMA DELLA CACCIA: SCIENZA POLITICA E ASSOCIAZIONI

Postato il 31 Luglio 2009 da DdC

Rispescia (Gr) - Il 9 agosto, alle 19.30, si svolgerà, durante la XXI° Edizione di Festambiente (a Rispescia - Grosseto, dal 7 al 16 agosto) il convegno dal titolo “Riforma della caccia: evoluzione o stravolgimento? Scienza, politica e associazioni a confronto”. Coordina i lavori Lucia Venturi, giornalista Greenreport, ed è prevista la partecipazione di Gianluca Dall’Olio, presidente di Federcaccia, Osvaldo Veneziano, presidente di Arcicaccia, Roberto Della Seta, senatore della Repubblica, Basilio Catanoso della Commissione Agricoltura Camera dei Deputati, Antonino Morabito, responsabile nazionale Fauna Legambiente, Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana, Silvano Toso dell’Ispra, Giampiero Sammuri, presidente nazionale di Federparchi, Marco Failoni, presidente della Cia Toscana, Massimo Pitturi, direzione Nazionale Lav.

Fonte: www.festambiente.it

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8 Commenti Per Questo Post

  1. ugus ha scritto:

    Noi cacciatori Maremmani non dobbiamo far mancare il nostro appoggio ai Presidenti delle AA.VV. presenti al convegno, anche perchè ho il fondato timore che, specie DALL’OLIO, in quel contesto sia veramente solo!!?? (non credo proprio che VENEZIANO appoggi nella discussione DALL’OLIO).

  2. fabrizio ha scritto:

    bravo Ugus,

    e’ il momento di mobilitarsi tutti contro la campagna di deliranti mistificazioni inscenata da chi odia i cacciatori poco meno di quanto odia il genere umano.

    fabrizio

  3. luigi ha scritto:

    Mi sa che il convegno è stato organizzato con il solo scopo di condannare la modifica della 157. E’ impossibile pensare diversamente datosi gli invitati che, ad eccezione di Dall’Olio sono tutti contrari alla modifica. Che cosa ci si può mai attendere da un convegno del genere se i convenuti sono tutti anticaccia? ad eccezione di Dall’Olio, naturalmente.

  4. Giulio Usai ha scritto:

    Io dico ATTENZIONE alle trappole.
    Questo genere di incontri sono pericolosi perché c’è l’intento palese di volere mettere in difficoltà il mondo della caccia. Invitare il presidente Dall’Olio è un atto dovuto, perché rappresenta l’A.V. più consistente per numero di cacciatori iscritti, ma il fatto di invitare l’Arcicaccia è un grave indizio di dove si vuole andare a parare. In un contesto in cui la rappresentanza degli anticaccia è così massiccia è fin troppo chiaro perché si è deciso di mettere a confronto due Associazioni venatorie così agli antipodi tra loro.
    Attenzione perché la puzza di bruciato si sente a 1000 km di distanza.
    Già è chiaro, prima di iniziare, quale sarà l’esito dell’incontro. Una sassaiola contro la modifica della 157 e il manifesto di Federcaccia, in cui la FIDC verrà messa nell’angolo usando lo strumento dell’Arcicaccia per dividere il mondo dei cacciatori e chi difende la modifica della 157.
    Ci sono troppi campioni di demagogia tra i partecipanti, vedi Della Seta e Morabito, ma anche i rappresentanti della LAV. Ma non è certamente un caso che anche per la rappresentanza del mondo agricolo si sia scelta la Cia, l’unica organizzazione notoriamente “rossa” tra le tre confederazioni agricole.
    Ho non solo il sospetto, ma la certezza, che chi ha organizzato questo incontro non vuole avere sorprese su quale esito si vuole raggiungere e su quali indicazioni politiche devono uscirne.

  5. Alessandro ha scritto:

    Tutto vero quanto affermato dai commenti sopra….

    Però sarà anche interessante sentire cosa ne pensa l’ON. Catanoso, l’esponente PDL che ha avuto un ruolo determinante nell’affossamento della comunitaria…..

    Sarà bene cominciare a capire che aria tira sull’argomento in maggioranza alla Camera……

    Saluti

  6. gp ha scritto:

    Mi auguro solo che il presidente Dall’Olio, se deciderà di intervenire, sia così accorto, da non dare modo a nessuno, a partire dagli anticaccia sino alle AAVV che ci accusano di “doppio gioco”, di strumentalizzare il suo intervento. Al contrario, mi auguro che prenda una posizione limpida forte e decisa, in favore di tutti i cacciatori, ne abbiamo bisogno in quanto tali e sopratutto per l’immagine di FIDC.
    Buon lavoro presidente e in bocca al lupo.
    Paolo.

  7. cenciaiolo ha scritto:

    vediamo cosa farà la federcaccia di grosseto e la federcaccia toscana per ” tutelare ” la presenza dei cacciatori e del suo presidente in quanto credo che debbano essere i primi a preoccuparsi di questa situazione.

  8. ugus ha scritto:

    Il Presidente è stato l’unico a difendere a spada tratta la riforma della 157. Quel poveraccio di VENEZIANO se un c’era andato era meglio. Poi ci sè messo anche un bischero del PdL, certo CATANOSO, che se era rimasto in Sicilia dove è stato eletto un aveva scontentato nessuno. Quest’ultimo “brodo” ha detto anche lui che è per l’abolizione della caccia!! E meno male che il PdL ci aveva promesso appoggio!! Ho la vaga impressione che ce lo vogliono appoggiare ma da un’altra parte!! I compagni di merende No Global Chic hanno fatto la loro parte, come sempre: DELLA SETA un ne parliamo nemmeno, che speravo in un fulmine dal cielo, ma il Principale quando ci vuole un c’è mai.!! Ebbene è andata come sera detto; ci hanno fatto un c….o come un secchio!! Con tanti saluti a tutti.
    P.S. Per tutti i cacciatori Maremmani, Butteri come me scriviamo all’On. Monica FAENZI eletta in Maremma anche con i nostri voti. Fà anche lei parte della Commissione Agricoltura della Camera in compagnia del suo collega di partito CATANOSO. Diciamogli che in primavera ci sono le elezioni Regionali; ditegli che questa volta un se ne danno cambiali in bianco!!
    Per i colleghi cacciatori Siciliani della Circoscrizione XXV (Sicilia 2) tenetelo ben presente chi è CATANOSO e ricordatevelo!!

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.