Nella categoria | Ambiente e Fauna

RISERVE NATURALI STATALI, SCRIGNO DELLA BIODIVERSITÀ

Postato il 01 Dicembre 2009 da DdC

90.000 ettari di territorio nazionale protetto, per un totale di 130 riserve. Questa, in numeri, la descrizione del patrimonio scientifico-naturalistico che il Corpo forestale dello Stato ha oggi il compito di tutelare, con l’obiettivo concreto di frenare l’impoverimento dei sistemi biologici e custodire così la complessità della natura.

28 gli Uffici territoriali per la biodiversità adibiti alla gestione e quindi alla preservazione di quei veri e propri “serbatoi di vita” rappresentati dalle riserve.

Di quest’ultime, ne esistono di diverse tipologie: riserve orientate, biogenetiche, zoologiche, di popolamento, antropologiche, di protezione, in funzione del tipo di tutela e valorizzazione adottato nella loro gestione, fino ad arrivare alle esclusive riserve integrali, templi della natura dove ogni intervento umano è escluso e dove le piante nascono, crescono, invecchiano e muoiono ritornando terra, favorendo così nuovi cicli vitali in un perpetuarsi dinamico di morte e rinascita che arricchisce l’ambiente.

Spesso le riserve naturali costituiscono il cuore dei Parchi nazionali. Su molte di esse, inoltre, si è estesa anche la protezione comunitaria della Rete natura 2000, a conferma di un interesse di carattere generale e sovranazionale.

Qui sono presenti tutte le 18 specie di mammiferi che la Lista Rossa nazionale classifica a rischio di conservazione nell’Italia continentale, escludendo i pipistrelli e le specie marine. Tra queste specie di mammiferi alcune sono d’importanza prioritaria a livello europeo, come l’orso, il lupo, la lontra per i quali, da anni, il Corpo forestale dello Stato ha sviluppato alcuni programmi di conservazione.

Per quanto riguarda, invece, gli uccelli, se ne contano qualcosa come 200 specie diverse. Alcune frequentano le zone umide per esigenze alimentari, altre per la nidificazione.

Le Riserve della Puglia, come Frattarolo, Salina di Margherita di Savoia, Lesina e Varano, nel loro insieme danno rifugio mediamente ogni anno a circa 75.000 uccelli acquatici. I laghi pontini del Circeo, nel Lazio, ospitano invece oltre 12.000 presenze annue, senza dimenticare la ricchezza di specie che caratterizza le Riserve dell’alto Adriatico. Per quanto riguarda le specie di uccelli nidificanti, su 88 classificate nelle varie categorie a rischio in Italia, ben 61 (il 69,3%) si riproducono all’interno delle riserve.

Le riserve costituiscono quindi un importante esempio di paesaggi ed ecosistemi, veri e propri laboratori di studio e di ricerca, luoghi di conoscenza e monitoraggio, contesti ideali per svolgere attività di sensibilizzazione e di educazione ambientale. Al loro interno sono custoditi gli elementi della biodiversità, non solo per quello che riguarda la fauna, ma anche gli insetti e la vegetazione. Un patrimonio, quello della varietà genetica della flora e della fauna, che nel suo insieme costituisce un bene prezioso del nostro Paese, e verso cui chi opera a stretto contatto con la natura nutre e nutrirà sempre il massimo rispetto.

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