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SI ESTENDE IL COORDINAMENTO PER LA DIFESA E LA PROMOZIONE DELLA CULTURA RURALE

Postato il 20 Gennaio 2010 da lddc

Come riceviamo pubblichiamo il comunicato CONFAVI:

Coerentemente con gli impegni assunti dai partecipanti alla prima riunione del Coordinamento per la difesa e la promozione della cultura rurale, tenutasi a Thiene (VI) il giorno 12 gennaio u.s., si è deciso di riconvocare questo importante strumento di coordinamento, estendendo l’invito alla partecipazione a tutte le organizzazioni professionali agricole ed alle rappresentanze del mondo economico che gravitano attorno a questi settori.

Per espressa volontà dei partecipanti dell’incontro del 12 gennaio u.s., si è ritenuto di lasciare comunque aperta la possibilità di partecipazione ai successivi incontri del Coordinamento a tutte le realtà che, anche in un secondo momento, decideranno di aderirvi.

Ecco l’invito, già fatto pervenire ai destinatari in data 15 gennaio 2010, con relativo ordine del giorno:

˜˜˜˜˜

Thiene, lì 15 gennaio 2010

A :

tutte le Associazioni venatorie nazionali riconosciute
tutte le Organizzazioni professionali agricole nazionali
Federfauna
Federazione Italiana Ornicoltori
AISAD
FIMOV
TARTA Club Italia
CNCN
ASSOARMIERI
ANPAM
Associazione Italiana Allevatori

Alle Associazioni ambientaliste:
FareAmbiente
Ambiente e/è Vita
Associazione Italiana Wilderness
Ekoclub

Oggetto: Invito a riunione di Coordinamento per la difesa e la promozione della cultura rurale

Le Associazioni in indirizzo sono invitate all’incontro del Coordinamento per la difesa e la promozione della cultura rurale che si terrà a Thiene (VI) in via Francesco Foscari, 8 nella giornata del 29 gennaio 2010 a partire dalle ore 10,30.

Ordine del giorno:

1) Organizzazione operativa del Coordinamento;

2) Definizione programma operativo per l’anno 2010;

3) Organizzazione Manifestazione nazionale a Roma del 9 marzo 2010;

4) Varie ed eventuali.

Per qualsiasi ulteriore informazione necessitasse e per conferme partecipazione, Vi invitiamo a contattare la nostra Segreteria ai seguenti recapiti:

e-mail: info@confavi.it
telefono: 0445 371186
Fax:: 0445 376168

Cordiali saluti

Maria Cristina Caretta

Presidente nazionale CONFAVI

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3 Commenti Per Questo Post

  1. Giulio Usai ha scritto:

    Confavi, prende iniziative, Confavi si muove, Confavi coordina, Confavi promuove, Confavi organizza, Confavi si approfitta, Confavi lo fa perchè gli conviene, Confavi ha i sui interessi, Confavi ha dietro Berlato, Confavi prende cantonate, Confavi … ecc.ecc. Però almeno Confavi, in un momento critico per la caccia nel nostro Paese, qualcosa sta facendo ed è l’unica voce forte che echeggia nel silenzio tombale di TUTTE le altre AA.VV..
    Parliamoci chiaro: se il significato di tutto questo è che - dopo tanto chiedere - siamo finalmente arrivati all’Associazione unica e che sia la Confavi il riferimento per tutti noi cacciatori, allora credo che il fatto sia assolutamente positivo; almneo sappiamo a chi si deve pagare la tessera per la prossima stagione venatoria e chi è che rappresenta il mondo della caccia in Italia.
    Del resto non mi sembra che le altre AA.VV. siano più interessate all’argomento, tanto meno la FIDC.
    Scusate, ma basta saperlo. Del resto chi tace acconsente…
    Grazie comunque alla Dea per lo spazio che ci concede.

  2. Ezio ha scritto:

    GIULIOOOOO!!!!! B-R-A-V-OOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Un abbraccio.
    Ezio.

  3. Giulio Usai ha scritto:

    X On.BERLATO

    Caro Berlato,
    avrei una proposta da portare quale argomento di scussione a quel tavolo del 29 gennaio e che vorrei fosse da lei valutata.
    Se la manifestazione di Roma avrà l’effetto di dare una spinta nella direzione di una riforma della normativa sulla caccia, sarebbe altrettanto auspicabile – a mio parere - che si lavorasse anche perchè a livello regionale questa normativa fosse inserita - o fosse correlata - all’interno di quel pacchetto di disposizioni che disciplinano e promuovono lo sviluppo rurale.
    Ogni regione fa piani di sviluppo rurale pluriennali, i cosiddetti PSR e se al loro interno fosse previsto anche un capitolo relativo alla normativa venatoria credo potrebbe portare un grande vantaggio.
    La caccia è infatti una risorsa sia in termini di selvaggina, sia in termini di ritorno economico che genera e, se integrata in modo opportuno tra le iniziative di sviluppo rurale, può certamente contribuire a svolgere un ruolo importante al recupero e alla salvaguardia dell’ambiente rurale, per il mantenimento e la tutela dell’habitat naturale e in generale dell’ambiente.
    Non so se sia possibile utilizzare in proposito anche parte dei fondi comunitari stanziati appunto per lo sviluppo rurale ma è certo che i non pochi soldi che provengono dalle iscrizioni agli ATC e dalle tasse pagate alle province, potrebbero essere impiegati per mettere in atto progetti per il ripristino ambientale di tantissime aree marginali o per il recupero di quelle (tantissime) degradate, oltre a poter fare interventi su boschi, montagne, zone palustri, piantumando alberi, ripulendo scarpate, effettuando coltivazioni a perdere per la selvaggina, ecc.ecc..
    Inserire l’attività venatoria e le attività ad essa connesse tra le varie attività per la valorizzazione e la tutela del modo rurale – che poi è la sua sede naturale – credo possa rappresentare un vantaggio per l’immagine della caccia, per il ruolo dei cacciatori e per il nostro futuro.
    Gradirei se possibile un suo parere.
    Grazie
    Giulio Usai

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.