SICILIA: AGGIORNAMENTI SULLA SOSPENSIONE DEL CALENDARIO VENATORIO
Postato il 20 Luglio 2010 da lddc
“Sembra un brutto incubo ma purtroppo anche stavolta è realtà”. Così la Federcaccia Sicilia commenta la sospensione del calendario venatorio 2010/2011. Il Tar Sicilia, presieduto dal Giudice Giallombardo, ha infatti accolto il ricorso presentato da Legambiente Sicilia e dall’Associazione Man (Associazione Mediterranea per la Natura) “senza giustificarne adeguatamente le motivazioni”. “Inutile ribadire - prosegue Ernesto del Campo, Presidente della Fidc siciliana - i gravi danni per i cacciatori che hanno già pagato le ingenti tasse per il rinnovo del porto d’armi, che hanno già programmato i periodi di ferie in funzione dei periodi utili per potere esercitare la loro passione, che vedono negati diritti elementari previsti dalla Costituzione e dalle vigenti leggi”. “Danni anche per gli armieri - sottolinea Del Campo - gli assicuratori, gli allevatori di cani, i titolari di esercizi di vendita di abbigliamento sportivo e mangimi”.
La Fidc siciliana individua due strade percorribili: un nuovo calendario venatorio che superi i rilievi del TAR o un ricorso al CGA. In proposito si attendono i risultati dei prossimi incontri con l’Assessorato competente.
Un fatto, però, appare chiaro alla Federcaccia: “buona parte del ricorso è basato su inadempienze o mancate applicazione di direttive da parte della Regione, Assessorati delle Risorse Agricole e del territorio. Inadempienze che risalgono oramai a più anni e che sistematicamente, alla pubblicazione di ogni calendario venatorio, mettono gli ambientalisti nelle condizioni di articolare ricorsi che puntualmente sono accettati dal TAR, con conseguenti penalizzazioni per i cacciatori siciliani che chiedono soltanto di esercitare un loro diritto nell’ambito di previsioni normative europee, nazionali e regionali disattese dalla stessa Amministrazione Pubblica”.
Ecco quindi individuata una terza strada: quella di denunciare le omissioni dell’Assessorato per le risorse agricole e alimentari “che non riesce - si legge nel comunicato Federcaccia - ad approvare il Piano Regionale Faunistico (approvato in via provvisoria nel 2006), causa di buona parte dei rilievi, e dell’Assessorato Territorio ed ambiente per l’approvazione delle misure di conservazione per i Siti Natura 2000, non conosciuto dalla stessa Legambiente e dalle altre Associazioni e comunque utilizzato per la richiesta di sospensiva (in nessuna Regione d’Italia la caccia è vietata nei Siti Natura 2000 solo per principio, né lo prevede la stessa Direttiva Europea)”.
“Siamo molto soddisfatti - ha dichiarato invece Angelo Dimarca, responsabile regionale del dipartimento conservazione natura di Legambiente Sicilia sul sito www.gds.it - perché questa ordinanza comporta la rigorosa tutela dei siti di importanza comunitaria, delle zone di protezione speciale, delle rotte di migrazione, delle specie maggiormente minacciate e soprattutto dispone la sottoposizione a preventiva valutazione di incidenza ambientale del calendario venatorio e del piano regionale faunistico venatorio (previste e mai attuate dal 2003)”. Secondo Dimarca, così verrebbe soprattutto smentita “l’azione assurda dell’assessorato regionale alle Risorse agricole che da anni emana calendari venatori su motivazioni di mera opportunità politica disattendendo direttive comunitarie e decisioni del Tar, del Consiglio di Stato e della Cassazione Penale”.
Il Consiglio Siciliano della caccia e Federcaccia, oltre alla necessità di sollecitare un ricorso al CGA da parte della Regione Sicilia, stanno valutando anche l’opportunità di richiedere, in sinergia con altre associazioni venatorie, l’intervento del Ministro della Giustizia per chiarire alcune decisioni del TAR, mentre spetterà all’Amministrazione regionale il compito di varare un provvedimento provvisorio che metta nero su bianco le regole per la prossima stagione venatoria.
A.B.
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