Nella categoria | Tiro con l'arco

STAGE TECNICO DI TIRO CON L’ARCO IN LIGURIA

Postato il 02 Dicembre 2009 da DdC

Organizzato dal Comitato regionale Fitarco della Liguria si è tenuto ad Imperia, nei locali dell’ex terza Circoscrizione di via Buonarroti, uno stage dei tecnici di tiro con l’arco liguri.
Animatore e preparatore dell’importante incontro il responsabile tecnico Fitarco della Liguria, Gianni Calabretto. Relatore tecnico il conosciutissimo Consigliere federale nazionale Riccardo Cafagno, attualmente rappresentante dei tecnici a Roma e componente dello staff dei docenti di tiro con l’arco. Presenti quasi al completo i membri del Comitato regione, con in testa il Presidente Riccardo De Andreis, il Vicepresidente Franco Gorlero e i Consiglieri Giuseppe Capalbo e Marco Parodi. Nel pomeriggio l’incontro, particolarmente seguito, è continuato nella palestra di Via Gibelli con dimostrazioni dal vivo grazie all’afflusso da tutta la Liguria di atleti agonisti di tutte le Società e sotto la supervisione dei tecnici Andreoni, Barbarino, Bellotti e Franzi.
Al termine dello stage è stata espressa grande soddisfazione dal responsabile Calabretto per l’interesse dimostrato dai partecipanti ed i risultati conseguiti. Lo stage ha avuto luogo grazie alla fattiva collaborazione dell’uffico sport del Comune di Imperia, nonché dell’ufficio patrimonio che ha messo a disposizione i locali e del Presidente del Centro sportivo italiano che ha appositamente reso disponibile la palestra in ore assegnate all’Ente di promozione sportiva.

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.