Nella categoria | Cinofilia

SUCCESSO PER IL RADUNO FIDC “MONTE POZZONI”

Postato il 20 Luglio 2010 da lddc

Il raduno cinofilo “Monte Pozzoni” - svoltosi domenica 18 luglio - segna il primo, importante passo della Zac omonima (cogestita dalle due sezioni comunali di Federcaccia Cascia e Norcia) verso il suo definitivo rilancio, tanto nell’ambito della gestione quanto in quello della cinofilia. Starne, montagna e cani da ferma: l’evento si è svolto in un clima ideale di sportività e passione, con il pointer Asti di e condotto da Fiorelli come protagonista. Davanti ai giudici Onori e Cervosi, 31 cani da ferma (con larghissima preponderanza numerica per le razze inglesi) si sono esibiti in una serie di guidate e consensi in alta montagna, su delle starne liberate che si sono dimostrate più che all’altezza della situazione. Poiché la manifestazione non prevedeva l’abbattimento del selvatico, tutti e novanta i capi di selvaggina immessi sui terreni della Zac “Monte Pozzoni” potranno ora ambientarsi e trovare cibo e acqua nelle varie “abbeverate”, predisposte e realizzate dal comitato di gestione. Un’opera di ripopolamento totale, che ha lasciato soddisfatti organizzatori e partecipanti. In un clima sereno di sportività la giornata si è svolta nel migliore dei modi, salutata da un volo di circa una 15ina di meravigliose “grigie” già presenti da tempo nella Zac, che sono sfilate ad ali aperte di fronte a tutti i presenti prima di sparire dietro un crinale, salutate da una salva di “oooh…” di stupore.
Tornando al raduno cinofilo, Asti ha dimostrato doti di razza notevoli, soprattutto dal punto di vista dello stile e della meccanica, oltre che un’attitudine particolare per la caccia alle starne, andandosi a prendere e poi a risolvere un selvatico molto lontano, in cima a un colle, con apprezzabile spirito di intraprendenza.
Dietro al pointer di Fiorelli ancora un “figlio del vento”, Rudy di Raponi, anche lui divoratore di terreno e grosso fermatore, ma che rispetto ad Asti ha forse pagato appena un filo di dinamicità in meno. Sul terzo gradino del podio ancora un pointer: Freccia di Corazzi che, dopo un errore durante il primo minuto dallo sgancio (dunque tollerato dal regolamento) non ha sbagliato davvero nulla, pur rimanendo un po’ troppo compatto e vicino al conduttore rispetto alla nota di concorso, appunto la caccia delle starne in alta montagna.
Primo dei setter inglesi è stato Rosso di Petrucci, cane dallo stile indiscutibile, avvezzo alla selvaggina difficile, ma che ieri mattina non ha aperto i lacet come suo solito, altrimenti sarebbe senz’altro salito sul podio: per lui il quarto posto, davanti alla più che interessante setter Bianca di Gulloni (circa un anno di età) e agli altri setter Duna di Gentili, Zico di Loretucci (implacabile incontrista cui purtroppo fanno un po’ difetto stile e cerca) e Arminia di Valeriani.
Menzione particolare, infine, per il pointer Olaf di Nicolanti, partito un po’ a rilento - forse per mancanza di concentrazione - prima di dar vita ad una seconda parte di turno davvero apprezzabile.
Il raduno cinofilo di ieri segna il primo, importante passo della Zac “Monte Pozzoni” verso il suo definitivo rilancio, tanto nell’ambito della gestione quanto in quello della cinofilia. A breve., infatti, sono previste nuove iniziative ludico-agonistiche.
Norcia, 19 luglio 2010
Ufficio Stampa Federcaccia Umbra - per la Zac “Monte Pozzoni” Cascia-Norcia

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.