SUSSISA (GE): UCCIDE LE GUARDIE CHE GLI VOLEVANO PORTARE VIA I CANI E POI SI SUICIDA
Postato il 14 Maggio 2010 da lddc
Si chiamava Renzo Castagnola l’uomo di 58 anni di Sussisa, in provincia di Genova, che la mattina del 12 maggio ha ucciso due guardie zoofile, Paola Quartini ed Elvio Fichera, e poi si è tolto la vita a colpi di pistola. Il nipote assicura che lo zio “deve essere impazzito quando ha temuto che gli portassero via i cani”. I suoi 12 cani, con cui andava a caccia di cinghiali. “Renzo non aveva potuto avere bambini”, specifica un caro amico di Castagnola sulle pagine de Il Secolo XIX di Genova: “quei cani, per lui, erano come figli”. Ma sembra che volessero portarglieli via, con l’accusa di maltrattamento. “Qualcuno qua li aveva presi di mira perché non ce li voleva più: non erano maltrattati - assicura l’amico di Renzo Castagnola - Se le gabbie andavano cambiate, dovevano dirci come. Le sembra un cane che sta male questo?”.
“Li adorava - prosegue l’intervistato - Prima li teneva a Capreno, ma là c’erano state parecchie proteste perché erano proprio in mezzo alle case. Così da tre anni Renzo si era trasferito qui con la moglie, ma qualcuno li aveva presi di mira”.
Sono 35 i membri della squadra di caccia al cinghiale di Sussisa. “Qui siamo tutti cacciatori, soprattutto di cinghiali - dichiara un altro intervistato - ma non siamo mica matti. Il problema è che Renzo era esasperato. Ha perso la testa. Lo avevano trattato da delinquente”. C’è chi dice che Renzo, sfogandosi con gli amici, dicesse da tempo di sentirsi perseguitato. “Con gli animalisti aveva trovato un accordo - afferma un altro testimone - aveva fatto quello che gli avevano chiesto. Anzi, stava per costruire una nuova struttura per il ricovero degli animali. Lo hanno fatto andare fuori di testa con gli ultimi controlli e l’ordinanza del giudice”. L’ultimo venerdì di aprile, infatti, pare che i cacciatori di Sussisa si fossero incontrati tutti nel capanno: “Avevamo parlato di spostare i cani. Perché c’erano state altre lamentele e poi il canile, chiamiamolo così, non era in regola”. Secondo quanto pubblicato da Il Corriere.it, la responsabile Enpa Rosanna Zanardi aveva già visitato il canile confermando che i cani non erano maltrattati: vi era solo qualche miglioria da apportare alla struttura che li ospitava.
Il senatore Franco Orsi osserva: “Va benissimo che le associazioni animaliste facciano i controlli, ma certe operazioni come i sequestri non andrebbero affidate a volontari. Non devono esserci crociate personali che possono avere effetti catastrofici”. La dirigente della polizia provinciale di Genova, Francesca Bellenzier, nel definire “terribile” la strage di Sussisa auspica “che per i volontari delle guardie zoofile si renda obbligatorio un corso di formazione per evitare che le persone vadano allo sbaraglio con gravi rischi per sé e per gli altri”. Secondo il Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, sono invece i gestori di canili a dover essere sottoposti a controlli. “Fatti di una violenza inaudita come questo - ha dichiarato la Martini all’Asca - pongono in evidenza l’assoluta necessità che i gestori di canili, di qualsiasi natura, siano sottoposti a valutazione di ordine morale ed equilibrio comportamentale e psichico, nonchè debbano in futuro certificare una formazione in materia, un percorso su cui mi muoverò immediatamente sul piano legislativo”. Laconico ma significativo il commento del deputato dell’Idv, Gabriele Cimadoro: “strappare gli animali ai padroni è un atto di violenza tale capace di accecare un uomo”.
La moglie di Castagnola, rimasta ferita dagli spari del marito, è ora ricoverata in ospedale: fuori pericolo, cosciente, straziata. Su Facebook gli animalisti commemorano i loro colleghi: la volontaria Lipu, Paola Quartini, e il coordinatore dell’associazione Amici degli animali abbandonati, Elvio Fichera, che di recente aveva attirato l’attenzione della stampa locale per via del cinghiale Piero. Nel mare magnum di supposizioni, ricostruzioni, accuse e commenti, resta la triplice perdita, il rispetto per le famiglie e per un intero paese, Sussisa, rimasto sconvolto.
Arianna Biagi


















14 Maggio 2010 alle 19:10
I CACCIATORI SONO GLI UNICI AMICI DEI CANI E LI TENGONO COME SI DEVE. SONO CERTE PERSONE CHE ACCANITE CONTRO LA CACCIA PERSEGUITANO CON TUTTI I MEZZI I CACCIATORI (VEDI CAMPAGNE DI PROTESTE CON FISCHI, TROMBE, TAMBURI, ECC) E ORA CHE LA SMETTANO. SI FA PRESTO A SCRIVERE CACCIATORI ASSASSINI DELINQUENTI ECC. CON QUESTO NON GIUSTIFICO IL COMPORTAMENTO DEL CASTAGNOLA.
14 Maggio 2010 alle 20:28
Spero che le istituzioni prendeno dei provvedimenti contro questi animalisti piu’ oltranziosi per evitare che succedano altre disgrazie del genere !
Non è mia intenzione difendere il cacciatore ma quanto lo devono aver perseguitato per reagire in questo modo!
perfino l’enpa diceva che i cani non erano maltrattati!!!!
15 Maggio 2010 alle 12:22
Il signor Renzo si è comportato nel modo in cui si sarebbe comportato un padre di famiglia se gli stessero rubando i propri figlioli, motivato anche dalla consapevolezza dell’ingiustizia che si perpretava nei suoi confronti e dalla esasperazione alla quale è stato portato. Ha voluto pagare il mal fatto togliendosi la vita, proprio perchè era in quel momento una persona lucida. Se fosse stato un malato mentale, come qualcuno lo ha definito, si sarebbe messo a sparare su tutti. Lui sapeva bene che tutti gli altri non c’entravano niente. Solo la Martini, come tutti gli animalisti, antepongono la vita umana allo stato degli animali, è solo una condizione morbosa, che se analizzata a fondo, ha lo scopo di vendetta contro la categoria dei cacciatori e degli esseri umani in genere, col fine, che come al solito, si manifesta solo in interessi economici e di vanitosa falsa immagine di se stessi. Diceva mia nonna che anche per battere il marciapiedi occorre professionalità e etica. Quì, nel nostro paese, la democrezia per certa gente, è diventata un’arma ancor più letale e offensiva di un colpo di pistola, che ferendo la dignità e l’onestà di un uomo anziano, con i suoi principi e valori, sfocia nella tragedia, come quella di Renzo.
15 Maggio 2010 alle 13:14
Innanzi tutto condoglianze alle famiglie e con questo intendo anche quella del Castagnola.Mi meraviglio che dopo che l’enpa aveva considerato il canile in condizioni accettabili, questi signori abbiano ritenuto di chiedere di poter sequestrare i cani del Castagnola, volendo tra l’altro provvedere direttamente loro. Io penso che a certe persone, non debba essere permesso altro che un controllo e relativa denuncia, lasciando i sequestri alle autorita’ preposte.Mi fa’ specie la sig.brambilla che cavalca una situazione del genere per distogliere l’oppinione pubblica dai problemi del paese.
15 Maggio 2010 alle 16:01
Tra cane e il proprio padrone si instaura un legame affettivo forte, nel caso del cane da caccia oltre all’amore tra padrone ed ausiliare, si instaura una complicita’ ed un legame unici ,
entrambi legati da una sola grande passione….. posso comprendere benissimo la reazione del povero Castagnola.
15 Maggio 2010 alle 17:55
Sono situazioni che fanno male sia a vedere che a sentire .Ma quando ci vuole ci vuole! CZ1
15 Maggio 2010 alle 18:54
QUESTO NEFAUSTO FATTO METTE IN EVIDENZA LA NECESSITA’ DI RENDERE UNIFORME IL COMPORTAMENTO DI TUTTI I CORPI VOLONTARI.
NON E’ POSSIBILE DARE POTERI DI VIGILANZA SULLA ATTIVITA’VENATORIA A CHI E’ CONTRARIO ALLA CACCIA.
SPESSO L’ATTEGGIAMENTO DI QUESTI CORPI VOLONTARI (WWF.LIPU.ENPA E QUANT’ALTO)SONO IN CIRCOLAZIONE PER CREARE DISAGIO A VOLTE PROVOCANDO IL MALCAPITATO.TROPPO SPESSO NON USANO IL BUON SENSO TANTO NECESSARIO NEL CERCARE DI APPLICARE LEGGI E REGOLAMENTI.
15 Maggio 2010 alle 19:21
quello che e’ veramente inquietante e’ la proliferazione di polizie “fai da te”, QUASI DELLE MILIZIE PRIVATE, con ua conoscenza solo approssimativa del codice di procedura penale, e i cui componenti a volte sono esponenti di gruppi e gruppuscoli che predicano l’ odio ideologico contro la caccia e i cacciatori. Non ho una conoscenza diretta dei fatti, ma sull’ articolo de “Il Secolo XIX” del 13 maggio scorso, si parla di “persecuzione” con tanto di nomi e cognomi delle persone che fanno le dichiarazioni.
Qualcuno li vorrebbe anche armare: roba da Repubblica delle banane!!
Peraltro, anche ammettendo che i presupposti cautelari del sequestro preventivo ex art. 321 del c.p.p. ci fossero, nel caso di specie NON ERA NECESSARIO LO SPOSSESSAMENTO DEGLI ANIMALI, PERCHE’ SAREBBE BASTATO NOMINARE CUSTODE DI ESSI LA MOGLIE DEL POVERO RENZO, OPPURE LUI STESSO.
Se non c’e’ stata una persecuzione, c’e’ stata tanta leggerezza, e forse anche una buona dose di insipienza.
Fabrizio
16 Maggio 2010 alle 08:23
Purtroppo molti non sanno interpretare l’abbaiare dei cani. Nel dubbio meglio essere prudenti ma in questo caso, forse, si è innescato il dramma.
La cosa mi ricorda l’atteggiamento di chi girando nei boschi trova caprioli neonati e li accarezza. Ancora oggi molti ignorano di averli condannati a morte per fame. La madre, tornando, confusa dagli odori umani lo abbandonerà.
Ora una domanda a chi potesse farmi capire: sul Secolo del 13/5 a pag 17, Graziano Cetara trascrive la telefonata delle 9.19 con la guardia che di li poco sarà uccisa; chiede se l’informazion sulla loro operazione sia già stata diffusa. Come mai esisteva questa possibilità?
17 Maggio 2010 alle 11:34
QUESTO E’ IL RISULTATO TRAGICO PRODOTTO DA CHI PROTEGGE UN CERTO TIPO DI VOLONTARIATO NEL QUALE TROVIAMO GENTE IMPREPARATA,
IGNORANTE ED IDEOLOGICAMENTE PERICOLOSA.
CERTI COMPITI VANNO AFFIDATI A PERSONE COMPETENTI, PROVENIENTI
DALLE ISTITUZIONI E CHE HANNO FATTO DEI CORSI SPECIFICI.
MI DISPIACE PER QUESTI DUE AGENTI DELL’EMPA MA PIANGO LA MORTE
DI UN CACCIATORE CHE CERTAMENTE E’ STATO MESSO IN CROCE TANTO
DA PERDERE LA TESTA. LO STATO DOVREBBE RIVEDERE I COMPITI AFFIDATI A QUESTI AGENTI VOLONTARI PROVENIENTI DALLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE ED ANCHE VENATORIE.
QUESTI POSSONO ROVINARE, E SUCCEDE MOLTO SPESSO, PERSONE
CHE NON HANNO COLPE ALCUNE, MA CHE APPARTENGONO A CERTE
CATEGORIE CHE SICURAMENTE AMANO E CURANO GLI ANIMALI PIU’ DI
OGNI ALTRO.
17 Maggio 2010 alle 13:07
Concordo con Gimessin .
Quando alcuni indossano una divisa credono di poter fare tutto quello che vogliono ,ma non è così .
Io sono una persona normalissima ma quando mi hanno ucciso la mia gattina preferita ho aspettato al varco il delinquente e se lo avessi preso ……… è stato meglio così non averlo preso .
Non si scherza con gli affetti anche se questi sono degli animali.
Questi hanno esasperato l’ uomo che ha reagito .
Non è con questo che dico che abbia fatto bene ,nell’ uccidere non si ha mai ragione però la pazienza ha un limite ,evidentemente questi lo hanno passato .E così come un padre difende la prole anche questi ha difeso ciò che riteneva suo , con tutta la sua forza e con tutto l’ amore che provava.
17 Maggio 2010 alle 14:38
Ringrazio Renato per il consenso al mio post. Pensa che sto curando due cuccioli di Breton che hanno la parvovirosi, non ti dico in casa mia, a telefono con i miei figli che ogni ora mi danno il bollettino medico. La mattina prima di recarmi a lavoro e la sera quando torno, gli inietto la flebo, mi guardano con affettuoso rispetto, mi leccano le mani e mi fanno le feste pur non avendone la forza. Per loro farei più di quanto sto facendo ora e sono tutti questi sacrifici a farmi comprendere quali siano le reazioni instintive di un uomo di fronte ad un atto di cinica prepotenza. Queste non sono leggi per proteggere i cani, ma bensì strumenti legali utili a ripicche, false e morbose ideologie. Un caro saluto.
17 Maggio 2010 alle 20:52
Ho anche io dei cani e sono cacciatore.Posso dire che al canile siamo 10 cacciatori e tutti e dieci abbiamo una passione fuori dal normale per i nostri cani.I cacciatori veri sono i migliori amici degli animali e dell’ambiente, quello che ancora non riescono a capire certe persone,che non andiamo a caccia per mangiare ma per passione dei nostri cani e per la natura.Il vero cacciatore è per prima cosa un cinofilo e da vero cinofilo và a caccia per vedere le doti naturali e venatorie del cane.Purtroppo le valutazioni tutte le volte vengono fatte sù persone che sbagliano e mai sù quelle che fanno cose buone.Penso che il povero Castagnola per avere 10 cani era proprio un appassionato e per aver fatto un gesto simile qualcuno lo aveva esasperato.Quando si fanno i controlli che vengano eseguiti da guardie zoofile o da altri corpi di polizia,bisogna realmente capire cosa si fà non andare a fare le sceriffate a casa della povera gente che si impegna per mantenere bene gli animali.
20 Maggio 2010 alle 20:16
Credo non sia il momento delle polemiche,condoglianze e cordoglio a tutte e tre le famiglie.
Urge però una regolamentazione della vigilanza volontaria,nessuno, per primi i cacciatori e gli ambientalisti,abbiamo bisogno di sceriffi o giustizieri,tutti concordiamo per un’attività seria di vigilanza preventiva e repressione del bracconaggio.Il tragico fatto di Genova nulla ha che vedere con l’attività venatoria,poteva essere compiuto da chiunque basta leggere i giornali,però ora è facile cavalcare questa disgrazia.Cerchiamo,non mi stanco mai di ripeterlo,di essere tutti uniti altrimenti……..
adriano zanni genova
24 Maggio 2010 alle 22:24
non bisognava arrivare fino a quel punto non ha portato da nessuna parte. con la violenza non si risolve niente anzi ci sono delle famiglie cke piangono i loro cari al prezzo di cke.
1 Giugno 2010 alle 14:03
concordo con la maggior parte di voi….e inanzitutto cordoglio per le famiglie di entrambi…sono una guardia fidc e concordo con il fatto che una guardia venatoria come ad esempio sono io… debba sapere bene i suoi precisi compiti e precisi limiti
a cui fare riferimento!!!!!
il nostro compito è sempre stato la salvaguardia sia del territorio sia dei nostri cacciatori…..quindi noi dobbiamo essere il loro punto di riferimento per leggi,determine,limiti,distanze,informative di carattere venatorio….e in primis cercare di mantenere un rapporto umano con la collettività in generale….
a volte la guardia a mio parere deve essere vista sul territorio anche come punto di riferimento per necessità di bisogno urgente, tipo, malori, cadute….ferimenti…
questo in varie zone non succede magari a causa di colleghi come li chiamo io che magari tengono un atteggiamento quasi da sceriffi….
signori ci sono modi e modi per far capire le cose!!!!
è chiaro che se ci sono i presupposti per applicare una determinata sanzione in base a un illecito….bisogna sempre
capire che abbiamo davanti a noi una persona che in quel momento
viola un articolo di legge … ma nulla vieta che sia una persona di ottimissima condotta in altri momenti e luoghi….
quindi sempre la cortesia,competenza e rispetto per la persona che ci troviamo davanti in quel momento.