Archivio dei Tag | "regione toscana"

PER LA REGIONE TOSCANA L’ECCESSIVO NUMERO DI UNGULATI NON È PIÙ ACCETTABILE

PER LA REGIONE TOSCANA L’ECCESSIVO NUMERO DI UNGULATI NON È PIÙ ACCETTABILE

Questa la posizione della Regione sul problema ungulati secondo quanto riportato in un articolo apparso oggi su MET Il quotidiano delle pubbliche amministrazioni che riportiamo: “La Regione Toscana - dichiara l’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori - ha già dotato gli Enti preposti alla gestione delle popolazioni di cinghiali e degli altri ungulati, degli strumenti normativi necessari ad [...] [...continua]

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COLDIRETTI SIENA: UN CALENDARIO VENATORIO CHE PENSA AGLI AGRICOLTORI

COLDIRETTI SIENA: UN CALENDARIO VENATORIO CHE PENSA AGLI AGRICOLTORI

“La Regione Toscana e la Provincia di Siena hanno riscontrato l’eccezionalità di incidenti automobilistici e danni all’agricoltura. Con il metodo della concertazione con associazioni agricole, ambientaliste e venatori, e grazie agli incontri voluti dall’assessore provinciale all’Agricoltura Anna Maria Betti, abbiamo affrontato questi problemi ottenendo risultati molto importanti per tutelare terreni e colture, nel rispetto dell’equilibrio [...] [...continua]

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TOSCANA: OK ALLE NUOVE NORME

TOSCANA: OK ALLE NUOVE NORME

Numerose novità per la caccia in Toscana. Licenziate le nuove norme in materia venatoria: il testo sarà sottoposto al voto la prossima settimana. “La pianificazione del prelievo degli ungulati” si legge su Il Tirreno del 21 gennaio “sarà affidato alle province, con la possibilità di autorizzarne l’abbattimento in qualsiasi periodo dell’anno in caso di danni [...] [...continua]

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NON SOLO CACCIA

HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.