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TAVOLA ROTONDA AD AREZZO. DALL´OLIO: “UNITA´ SULLE COMPETENZE”

Postato il 30 Giugno 2010 da lddc

“È sulle competenze tecnico scientifiche che il mondo venatorio deve trovare unità e azione comune”.Così il presidente nazionale FIdC Gian Luca Dall’Olio alla tavola rotonda organizzata dalla provincia di Arezzo lo scorso sabato.
“Per contrastare i nostri avversari in modo fermo e deciso - ha proseguito - è necessario costruire una dinamica fatta di conoscenze scientifiche sulle quali siamo attualmente tutti in ritardo. Anche Federcaccia, che pure da qualche mese si è dotata di due uffici tecnico scientifici proprio a questo scopo.

Un ritardo che la caccia italiana sta pagando, soprattutto nel campo della migratoria, che è ancora l’interesse prioritario di almeno metà dei praticanti l’attività venatoria in Italia, così come in tutto il bacino del Mediterraneo.
In un disinteresse generale delle Istituzioni, tempi e specie sono rimasti immutati da 17 anni. Se nei prossimi anni non ci saremo dotati di osservatori ornitologici in grado di raccogliere ed elaborare dati da contrapporre all’Ispra non andremo da nessuna parte.
Il tutto aggravato da un clima di denigrazione della caccia e da una deriva animalista cui è assolutamente necessario porre fine e sul quale alcune Associazioni venatorie sarebbe bene rivedessero il loro assetto di alleanze.
La caccia, la sua cultura e le sue tradizioni fanno invece ancora profondamente parte del tessuto di questo Paese e lo dimostreremo attraverso una ricerca ben più corposa, articolata e tecnicamente fondata che sarà il primo passo per porre fine ad una caccia condizionata dall’ignoranza della società in materia”.
La tavola rotonda, che ha visto confrontarsi oltre a Gian Luca Dall’Olio, Osvaldo Veneziano, presidente nazionale Arcicaccia e il consigliere di presidenza Enalcaccia, avv. Evola, ha concluso una interessante mattinata, che ha presentato la realtà della provincia di Arezzo attraverso gli interventi del Presidente della Provincia Roberto Vasai, del Direttore Generale e Coordinatore Servizio Caccia, Gabriele Chianucci, dei presidenti degli Atc, dell’Urca Arezzo e delle Associazioni venatorie provinciali.

Un quadro, quello emerso soprattutto dall’intervento di Chianucci, che ha messo in luce gli ottimi risultati di una gestione attenta e condivisa fra tutti gli operatori sul territorio e che grazie ad un attento monitoraggio ambientale ha portato ad una significativa ricchezza di fauna, ad una diminuzione sensibile dei danni da selvatici e più in generale a una salvaguardia e valorizzazione delle risorse faunistiche e alla loro migliore fruizione nel rispetto delle leggi.
Un impegno che proseguirà nei prossimi anni con particolare attenzione alla ricchezza di ungulati, con una migliore gestione della piccola stanziale e affrontando con convinzione una vera sfida culturale per modificare l’atteggiamento generale nei confronti dell’attività venatoria.
www.federcaccia.org

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1 Commenti Per Questo Post

  1. fabrizio ha scritto:

    parole sante del presidente Dall’ Olio.

    speriamo che alle parole seuguano i fatti perche’ il tempo stringe……

    Fabrizio

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NON SOLO CACCIA

HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.