TGV SETTEGIORNI DEL 19-03-10: GLI APPROFONDIMENTI
Postato il 22 Marzo 2010 da lddc
Come ogni settimana pubblichiamo alcuni articoli di approdondimento su alcuni argomenti trattati nel telegiornale venatorio TGV Settegiorni della Dea Tv.
˜ ˜ ˜ ˜
SVIZZERA: NO ALL’AVVOCATO PER ANIMALI
La Società svizzera per la protezione degli animali aveva proposto nei giorni scorsi, tramite un referendum, l’istituzione in ogni cantone di un “avvocato” d’ufficio per gli animali. Ma la stragrande maggioranza degli svizzeri ha preferito seguire le raccomandazioni del proprio governo e dei partiti di destra, bocciando così, in tutti i cantoni, la figura del difensore civico per animali maltrattati. “Il NO ha vinto in tutti i cantoni con il 70,5% - riporta il Secolo XIX - contro il 29,5% dei SÌ, al termine di un’intensa campagna in un Paese dove gli animali sono tra i più protetti al mondo”. Sarà quindi sufficiente la legge in vigore dal 2008, che già garantisce la protezione di mucche, cani, gatti, pesci rossi e altri animali, e che, secondo quanto riportato dal quotidiano, “vieta ai proprietari di pesci rossi di gettarli vivi nel gabinetto e prescrive che gli animali ‘sociali’ come i criceti o le cocorite vengano acquistati in coppia”. Risulta quindi più diffusa l’opinione che la spesa per l’avvocato degli animali sarebbe superflua. Dal momento che l’iniziativa non prevede alcun aggravio delle sanzioni, già molto severe, a che cosa servirebbe un difensore d’ufficio degli animali? Per la stragrande maggioranza degli svizzeri, insomma, ritiene che il progetto pilota che interessa Zurigo, dove effettivamente esiste tuttora la figura del difensore civico per animali, non sia un modello a cui uniformare la Svizzera.
A.B.
˜ ˜ ˜ ˜
ABRUZZO: IL CONSIGLIO DI STATO RESPINGE IL RICORSO ANIMALISTA
È stato respinto il ricorso dell’Associazione degli animalisti italiani e della Lega per l’abolizione della caccia contro la Regione Abruzzo, in merito alla delibera di adozione del calendario venatorio 2009-2010. L’ordinanza del Consiglio di Stato, concordemente con il Tar, ha stabilito che la legge non pone divieti all’uso dei richiami vivi di specie allevate non cacciabili, per cui l’utilizzo degli stessi è pienamente legittimo. “L’opinione di quanti sostenevano che l’intero calendario fosse stato bocciato - ha dichiarato l’assessore regionale alla caccia, Mauro Febbo, sul quotidiano abruzzese Il Centro - è stata completamente sconfessata visto che anche su questo punto è stato ritenuto pienamente legittimo l’operato della giunta regionale”. Non è d’accordo il consigliere regionale dei Verdi, Walter Caporale: “Il fatto che il Consiglio di Stato abbia ritenuto legittimo l’uso del piccione quale richiamo vivo, pratica crudele per fortuna poco usata in Abruzzo, inserita per pura arroganza da questa amministrazione, non significa che il calendario venatorio abruzzese sia stato redatto seguendo gli iter legislativi previsti”.
A.B.
˜ ˜ ˜ ˜
CADUTO PER UN CAPRIOLO: PAGANO REGIONE E PROVINCIA
Si è conclusa l’annosa vicenda che vede protagonisti un pensionato ultrasettantenne residente a Vernio e un capriolo. I fatti risalgono all’estate 2003, quando l’anziano ciclista, allora settantenne, stava percorrendo un tratto della strada regionale 325 all’altezza della località Terrigoli. Durante una discesa, sbucò improvvisamente un capriolo: impossibile evitare l’impatto, e il pensionato cadde rovinosamente a terra. Tra l’animale e il ciclista, infatti, ebbe la peggio il secondo, che nella caduta riportò un grave trauma cranico e sospette emorragie interne, tanto che fu trasportato all’ospedale di Careggi in elicottero. Giorni dopo, convinto che qualcuno dovesse pur essere responsabile di quello strambo incidente, il pensionato fece causa alla Regione, responsabile dei danni da fauna selvatica, e alla Provincia, competente per la manutenzione delle strade. Ed effettivamente, seppur con un ritardo di 7 anni, i fatti gli danno ragione. “Quando sono andato a parlare con quelli dell’assicurazione - ha dichiarato l’avvocato del pensionato in un articolo de Il Tirreno - mi hanno riso in faccia”. Ma ride bene chi ride ultimo: il giudice Micaela Lunghi, secondo quanto riportato dal quotidiano, avrebbe infatti condannato Regione Toscana e Provincia di Prato al risarcimento di 73.082 euro, oltre al pagamento di 9.072 euro di spese legali e altre somme per le consulenze tecniche. “Alla fine il conto supererà certamente i centomila euro”, si legge nell’articolo. Insomma, le tesi dell’accusa sono state integralmente accolte: non vi erano recinzioni lungo quel tratto di strada contraddistinto dall’abbondanza di fauna selvatica, e mancavano pure i cartelli di pericolo che ne segnalassero la presenza.
Arianna Biagi
˜ ˜ ˜ ˜
REALITY SHOW DEI RAPACI A LA SAPIENZA DI ROMA
Lieta novella per la famiglia di falchi pellegrini che da anni è ospite all’Università La Sapienza di Roma, sul cornicione della facoltà di Economia. Nel nido di mamma Aria e papà Vento si contano già 3 uova, più una che viene covata a parte e che con ogni probabilità verrà deposta nei prossimi giorni vicino alle altre. I falchi pellegrini della Sapienza sono seguiti e protetti, anche tecnologicamente: il nido, infatti, è stato attrezzato con una web-cam, che permetterà ai curiosi e agli appassionati di volatili di sbirciare la vita dei rapaci minuto per minuto cliccando sul sito del progetto www.birdcam.it, che quest’anno vanta ben 5 web-cam attive sui nidi di falchi pellegrini presenti nelle città di Roma, Firenze e Bologna. “Aria e Vento, la coppia di falchi pellegrini della Sapienza - si legge su Il Corriere della Sera Roma - sono fra i primi della loro specie avvistati nei cieli della Capitale negli ultimi 30 anni”.
A.B.
˜ ˜ ˜ ˜
CACCIA: GIORNALISTI A CONFRONTO
“E noi qui, nel 2010, Anno internazionale della biodiversità a chiedere ai politici di non far tornare l’orologio biologico della storia a quegli anni bestiali in cui si sparava a primavera e in agosto”.A sollevare la polemica sulla caccia per periodi e per specie al vaglio della Camera è un lettore del quotidiano Repubblica, Francesco Maria Mantero, turbato dalla presenza, sul sito web di un’associazione venatoria, di un contatore che segnerebbe le ore mancanti alla riapertura della caccia. Risponde Corrado Augias nel quotidiano del 13 marzo: “La caccia è un rito, uccidere delle povere bestie con armi micidiali ne è solo una parte, il resto è rude “camaraderie”, complicità tra maschi che affonda molto indietro nel tempo e nel profondo di una primitiva psicologia virile”. Se lo sparo è solo un momento dell’attività venatoria, quindi, fatta soprattutto di cameratismo tra praticanti, la passione per la caccia, secondo Augias, sarebbe il retaggio psicologico di una virilità “primitiva”. “Sul piano pratico la lobby dei cacciatori è potente - prosegue Augias - appoggiata dai fabbricanti di armi e di equipaggiamenti e, ora, anche dalla disinvoltura legislativa della destra con un disegno di legge orribile che, approvato al Senato, deve passare alla Camera”. Immancabile la citazione del sondaggio Ipsos a sostegno dell’impopolarità della caccia in Italia. “Molti italiani - conclude Augias - sembrano aver capito, finalmente, che la caccia in un territorio piccolo, fragile e affollato come il nostro è un crudele non-senso”. Sempre il 13 marzo, questa volta su il quotidiano Il Foglio, è stata pubblicata come di consueto la “Preghiera quotidiana”, un breve intervento critico - generalmente dedicato ai temi caldi di politica, cultura o morale - presentato sotto forma di preghiera alla Madonna o a un santo, a cura del giornalista Camillo Langone. Anche qui si parla di caccia, ma in termini decisamente diversi. Protagoniste della “Preghiera” di Langone, sono, infatti,“le “femminucce” di Farefuturo e di governo (Brambilla, Prestigiacomo, Martini, Frattini), così ben definite da Sergio Berlato”, che sognerebbero “un referendum sentimentale per abolire la caccia. Naturalmente vincerebbero: gli italiani contemporanei - ha spiegato Langone - avendo un grande cuore e un piccolo cervello non riescono a capire che per un selvatico la morte di fucile è infinitamente più veloce e meno dolorosa di quella che gli riserverebbe la natura (mangiato vivo da un predatore, di norma). Ma se l’occhio non vede, il cuore delle femminucce non duole. Poveri animali - termina quindi la preghiera- dagli amici li guardi Iddio”.
Arianna Biagi
˜ ˜ ˜ ˜
CATELNOVO BARIANO (RO): VOLONTARI CONTRO L’IMMONDIZIA
Si è conclusa positivamente la mattinata dedicata alla pulizia di Castelnovo Bariano, in provincia di Rovigo. Sabato 6 marzo, una quarantina di volontari hanno ripulito l’intero territorio comunale dai rifiuti. “In passato si puliva dai rifiuti l’argine del Po e zone limitrofe - ha dichiarato Galliano Ferioli, uno degli organizzatori, su Il Resto del Carlino di Rovigo - Quest’anno abbiamo fatto le cose in grande, eliminando immondizia dappertutto, avendo come asse operativo i fiumi Po e Canalbianco, oltre al canale Bentivoglio”. La grande pulizia - a cura dell’assessorato all’ambiente, di Federcaccia, di Ekoclub international e del neonato nucleo volontari della Protezione civile - ha “fruttato” ben 200 sacchi rsu, 100 quintali di materiali ingombranti e una cinquantina di pneumatici.
A.B.
˜ ˜ ˜ ˜
SAVONA: QUASI 8000 CINGHIALI ABBATTUTI, DIMINUITI I DANNI
Lunedì 15 marzo è stato presentato, presso la Sala Giunta di Palazzo Nervi, a Savona, il bilancio sulla stagione di caccia appena conclusa. “La caccia al cinghiale nella nostra provincia - ha dichiarato l’assessore provinciale alla caccia, Livio Bracco, in un articolo del Secolo XIX Savona - rappresenta, al di là della mera attività venatoria prevista dalla vigente normativa nazionale e regionale, l’unico mezzo di efficace controllo numerico della specie”. Alla luce dei censimenti effettuati dall’Università di Genova sulla popolazione di cinghiali, infatti, è stato determinato un piano di abbattimento di 8.509 capi. “Ad oggi possiamo dire - ha specificato Bracco - che il totale di cinghiali abbattuti è di 7.721 capi, conteggiando anche i 325 caduti nelle battute di controllo eseguite dalla Polizia provinciale”. Secondo l’assessore, l’andamento dei danni alle colture sarebbe diminuito sensibilmente, come riscontrato anche dall’ammontare dei sinistri interessati dal risarcimento; “da 175 nell’anno 2008 ai 168 del 2009, con una percentuale del 4%”.
Sempre per contrastare l’emergenza-cinghiali, la Regione Liguria ha appena approntato un atto che prevede una serie di misure per limitarne il numero. Tale atto, secondo quanto riportato da www.savonanews.it, è stato recepito dalla Provincia e sta diventando in questi giorni il nuovo regolamento per la caccia al cinghiale sul territorio. “Oltre ai cinghiali - si legge sul sito - la Provincia ha consentito la caccia al capriolo maschio dal 15 giugno al 13 luglio e dal 17 agosto al 28 settembre. Il capriolo femmina, invece, è cacciabile dal 2 gennaio al 15 marzo, per un totale di 1.461 capi. In Provincia di Savona, infine, dal 2009 è cacciabile anche il daino, ma solamente nell’area di Aussa, alle spalle di Alberga”.
A.B.
˜ ˜ ˜ ˜
PARCO VAL GRANDE: TRENTA CACCIATORI PER CONTENERE I CINGHIALI
“Dopo aver sperimentato il sistema delle gabbie si parte con la formazione di cacciatori in grado di catturare i cinghiali che stanno causando danni e mettono a rischio l’incolumità pubblica dei residenti delle frazioni che sorgono nel parco”. Così ha dichiarato Pier Leonardo Zaccheo, presidente dell’Ente parco nazionale della Val Grande, in merito al corso per istruire un gruppo di 30 persone (dotate di permesso di caccia) da adibire agli interventi di emergenza. La quota massima di abbattimenti, prevista dal piano di gestione della specie redatto dal consiglio direttivo del Parco, è di 100 capi in 3 anni. “Non un’azione di caccia - si legge su La Stampa Verbania del 16 marzo - ma un intervento selettivo per contenere i porcastri e soprattutto arginare i danni che causano nelle zone abitate ai confini del parco”. Il corso avrebbe quindi lo scopo di avere risorse in loco per fronteggiare le emergenze. Nel caso ci fossero troppi iscritti, la priorità verrà accordata ai residenti.
A.B.
˜ ˜ ˜ ˜
CATIGLIONE DEL LAGO (PG): CACCIATORI PULISCONO LA CITTÀ
“Puliamo Castiglione”. Si chiama così l’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale di Castiglione del Lago, in provincia di Perugia, dai gruppi venatori locali di Arcicaccia, Enalcaccia, Federcaccia e Liberacaccia e all’Associazione recupero barche interne tradizionali (Arbit). Dedicata alla tutela e alla salvaguardia del territorio, la giornata di sabato 20 marzo vedrà i volontari impegnati insieme alle scuole per la pulizia di alcune zone del comune, partendo dalla zona dell’ex mattatoio. “Quest’iniziativa - ha dichiarato il sindaco Sergio Batino a La Nazione Umbria - nasce per risvegliare il senso di comunità e del rispetto del territorio in tutta la popolazione”.
A.B.

















