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UCCELLI E VELIVOLI: A BARI I FALCHI SORVEGLIANO L’AEROPORTO

Postato il 21 Gennaio 2010 da lddc

Oronzita, Avatar, Blade, Lucky, Iside e Devil. Non sono i componenti di una nuova boy-band, ma i nomi dei falchi che ogni giorno sorvegliano il cielo dell’aeroporto di Palese, a Bari.

Il loro compito? Fronteggiare il fenomeno del bird strike, ovvero l’impatto tra un uccello e un velivolo. È sufficiente dare un’occhiata in rete per verificare con i propri occhi quanto questo fenomeno, soprattutto nelle fasi di atterraggio e decollo, possa essere fatale. E dopo i tentativi  effettuati con i sistemi meccanici - cannoncini ad aria compressa e riproduttori sonori dei versi dei rapaci - che risultavano invasivi e oltremodo rumorosi, Aeroporti di Puglia ha optato per una squadra di falchi.

“Gli scali pugliesi - si legge su Il Corriere del Mezzogiorno Bari e Puglia del 14 gennaio - sono stati i primi in Italia ad avvalersi degli esemplari di aquila di Harris, girofalco, falco pellegrino e astore, che sotto la guida dei falconieri evitano quotidianamente gli impatti tra aerei e uccelli“.

Il 13 gennaio si è inoltre svolto il terzo workshop nazionale sull’argomento organizzato dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile.

“L’aeroporto di Bari è tra i più sicuri nella lotta al bird strike” ha dichiarato sul quotidiano Marco Franchini, direttore generale di Adp. In un mondo sempre più tecnologico, un’arte antica si rivela la più efficace.

Ariana Biagi

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2 Commenti Per Questo Post

  1. luciana ha scritto:

    mi date informazioni
    abito in un paese dove sempre più piccioni e cornacchie si
    posano sui balconi e lasciano loro escrementi su vestiti
    oltre che sui pavimenti esterni e vorrei proporlo all’ufficio
    ambiente
    grazie

  2. Mario Monetti ha scritto:

    Per la Sig. Luciana
    La prima cosa da fare è segnalare il problema all’ufficio all’uopo preposto della AUSL territorialmente competente. Infatti nel caso di specie la questione si pone prima di tutto sotto il profilo sanitario. Spero di esserLe stato di aiuto. UN SALUTO DALLA PUGLIA. CIAOOOO

    Mario Monetti
    VicePresidente FIDC Brindisi

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.