Nella categoria | Cinofilia

UMBRIA: PRIMO RADUNO CINOFILO “MONTE POZZONI”

Postato il 13 Luglio 2010 da lddc

Il direttivo della Zona addestramento cani (Zac) di “Monte Pozzoni”, cogestita dalle due sezioni comunali di Federcaccia Cascia e Norcia, invita tutti gli appassionati di cani da ferma a partecipare al Primo raduno cinofilo “Monte Pozzoni”, in programma domenica 18 luglio nella zona addestramento cani, situata sul valico di Civita di Cascia.

La manifestazione servirà a liberare un gran numero di starne, selvaggina principe per il cane da ferma e particolarmente adatta alle zone di collina e montagna della Valnerina, senza che nessun volatile venga abbattuto. L’intento, infatti, è quello di ripopolare la Zac divertendosi in compagnia, ammirando il lavoro dei cani da ferma e seguendo poi i voli degli animali immessi, che potranno così adattarsi in un’area protetta tutto l’anno e gestita direttamente dai cacciatori.

Senza gelosie né rivalità, i partecipanti potranno trascorrere una giornata insieme all’insegna della sana cinofilia, contribuendo in maniera diretta al ripopolamento di una zona montuosa di circa 170 ettari, già piuttosto ricca di selvaggina. L’appuntamento per il sorteggio dei turni è per le ore 5.30 del mattino, presso le antenne in cima alla Zona addestramento cani. I partecipanti avranno diritto ad un turno di circa 10 minuti, con due starne liberate sul terreno di prova.

I premi in palio, a dimostrazione del carattere puramente amatoriale della manifestazione, saranno in larga misura prodotti tipici di Cascia e Norcia, e verranno assegnati ai cinque ausiliari che più degli altri avranno dimostrato di possedere le doti tipiche della loro razza.

Al termine dei turni ricca merenda per tutti i partecipanti, compresa nel prezzo di iscrizione.

Per informazioni e prenotazioni telefonare ai numeri 3397936784 (Daniele Ubaldi) o 3394669084 (Eraldo Cervosi).

Norcia, 13 luglio 2010

Ufficio Stampa Federcaccia Umbra - per la Zona addestramento cani “Monte Pozzoni”

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NON SOLO CACCIA

HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.