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Un mondo di prove

Postato il 01 Febbraio 2009 da DdC

Le manifestazioni cinofile sono sempre frequentate dagli appassionati, nonostante le difficoltà economiche e la scarsezza di terreni validi e di selvaggina. Fidc e Fidasc stanno mettendo in atto tutta una serie di iniziative per attirare i giovani e interessare ancor di più cacciatori e amanti dei cani in generale. E i risultati non mancano.

 

L’Enci (L’Ente nazionale per la Cinofilia Italiana) ha diffuso  i dati 2007 relativi alle iscrizioni ai Libri Genealogici (le denunce dei cuccioli nati nell’anno). Per le razze che interessano più da vicino il cacciatore, e cioè ferma, segugi e cerca, si può notare una certa inversione di tendenza, dopo sette anni di calo continuo a causa della pesante congiuntura economica e del cambiamento dell’ambiente dovuto alle mutate condizioni climatiche. Motivi di cui abbiamo già avuto modo di parlare su queste stesse pagine e su quelle del Cacciatore Italiano. In particolare lo scorso anno sono aumentati i cani da ferma (da 31.638 a 32.944: in ripresa setter e pointer) e quelli da cerca (da 15.238 a 16.269 bene gli springer) mentre sono diminuiti i segugi (da 14.032 a 13.297, stranieri in calo, bene il segugio italiano a pelo raso) che fino ad ora avevano tenuto. Avremo modo prossimamente di analizzare razza per razza, per conoscere stato e tendenze della caccia con il cane nel nostro Paese dove il mondo delle prove cinofile si sta battendo per mantenere i notevoli livelli di qualità raggiunti e naturalmente di quantità, questa essenziale alla sopravvivenza. Anzi, nel caso di Federcaccia e Fidasc, c’è da sottolineare la ricerca e l’adozione di numerose iniziative per diffondere questa passione, soprattutto fra i più giovani. C’è anche da rilevare lo sforzo di apportare correzioni tecniche al mondo della ferma che, finora, è apparso sin troppo impressionato e quindi ingessato da cani soltanto veloci. “Sui campi delle prove, c’è carenza di cani che cacciano, ma abbiamo costruito un eccellente parco cani da corsa - è il commento di Gian Luca Dall’Olio, vicepresidente nazionale Fidc - andando in tal modo a compromettere la qualità dei soggetti da caccia”. Il gap fra noi e certi Paesi è evidente, soprattutto nei Continentali (vedi per esempio il riporto!), ma ora qualcosa di simile sta accadendo anche negli inglesi, dove la nostra supremazia è stata finora quasi assoluta.

E così la Federcaccia, in tutti suoi programmi e iniziative nel settore cinofilo,  cerca oggi di ampliare le possibilità di prove con sparo, soprattutto di allenamento. Da noi si abbatte sempre di meno e invece “occorre farlo di più per acquisire maggiori esperienze, come avviene nel resto d’Europa, dove sono più avanti di noi e dove esiste un elevato rapporto di disciplina fra cacciatore e cane”. Rapporto venatorio, naturalmente. “E, sempre nei continentali, oltre al riporto, bisogna insistere con il farli correre in coppia”. Poi, i giovani e i giovanissimi per i quali sono state avviate in tutta Italia prove speciali dedicate “con validi risultati per qualità e quantità - riprende Dall’Olio - e contiamo di mantenere il contatto con questi giovani perché migliorino. Sul piano più generale è stata apprezzata la decisione di chiamare per la selezione dei prossimi Mondiali di caccia, a fine ottobre in Croazia, quanti sono entrati in classifica. La verifica potrebbe riservare piacevoli sorprese”. C’è forse un problema di rappresentanza: spesso, in prove fondamentali come la Coppa Italia, il numero dei concorrenti delle regioni centrali, Toscana in testa, è notevolmente superiore a quello delle altre. “Passione a parte, occorrerebbe che le selezioni fossero realizzate con più attenzione: un problema che porterò in Commissione - afferma Dall’Olio - perché si arrivi a rapporti numerici, come dire, più rappresentativi ed eventualmente a un allungamento del circuito”. Nessun problema, invece, con i cani da cerca, in cui pensiamo di essere i numeri uno. “E ciò che più fa piacere è il buon numero di giovani che pratica, con passione e successo, springer e cocker”. E veniamo alla seguita, lepre e cinghiale, nella quale è stato inserito due anni fa l’abbattimento. Sembra giusto anche a noi che ogni prova cinofila della Federcaccia debba avere come fine l’azione completa della caccia. E naturalmente la migliore possibile. “L’avvio non è stato privo di difficoltà, come è facile immaginare - racconta il vicepresidente nazionale Fidc - ma l’edizione di quest’anno ha visto una partecipazione superiore non soltanto per quanto riguarda i conduttori ma anche dei postaioli. E questo la dice lunga sulla bontà di questa scelta della nostra associazione. E un’ulteriore conferma è venuta dal buon numero di giovani cacciatori che si è affacciato su questo straordinario palcoscenico”. Infine, i rapporti con l’Enci. “Sufficientemente buoni. Avremmo però bisogno di un’unica gerarchia giudicante per avere omogeneità e rigore nelle relazioni. Abbiamo chiesto che i giudici Enci possano giudicare le prove non riconosciute, ma ancora non è stato fatto nulla. Eppure c’è tutto un patrimonio cinofilo da esaminare ed eventualmente da confermare”. Gli fa eco Domenico Coradeschi, vicepresidente della Fidasc, la costola Coni delle attività agonistiche con le armi da caccia e il cane da caccia. “In tutte le altre nazioni i giudici Fci giudicano alle prove non riconosciute. Da noi non si capisce perché non si possa fare…”. Seimila cartellini raggiunti, un livello insperato, reso possibile anche grazie a una grossa promozione fra i giovani cinofili attraverso Anni Verdi, che raccoglie dei campioni in erba dai 10 ai 16 anni. La Fidasc organizza prove e campionati per cani da ferma, da cerca e da seguita su lepre e cinghiale. Senza sparo, ovviamente, perché siamo nel settore dell’agonismo. “Vogliamo sviluppare al più presto anche i campionati per i retriever, razze di cani molto amate e popolarissime fra i giovani. Cani che vivono in casa ma che si possono tranquillamente lanciare al riporto, con grande piacere per tutti”. Dove oggetto del riporto è un salsicciotto artificiale, il riportello. “Un altro esperimento che sta dando buoni risultati in termini di partecipazione - afferma Coradeschi - è il campionato per cani da ferma riservato agli Amatori con cani che non abbiano avuto un Cac. Esperimento da estendere anche alla cerca”. Ottima la partecipazione alle prove con i cani da seguita: “E sul piano internazionale, quest’anno ripetiamo il triangolare Francia-Italia-Spagna in Provenza. - riprende Coradeschi - Quindi, per i cani da ferma, ecco la Coppa del Mediterraneo che si correrà a Zara, dopo i Campionati del Mondo di Caccia. Ci dobbiamo confrontare con l’Europa”. E dare anche un grosso aiuto alla caccia. Problemi, difficoltà? Certamente non mancano, come quelli relativi ai costi di un’attività così amatoriale in cui i ritorni sono pochi o nulli. “E a questo aggiungiamo anche la mancanza di palestre…” conclude Coradeschi. Come dire terreni idonei e selvaggina vera.

Gigi Foti

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3 Commenti Per Questo Post

  1. sergiole ha scritto:

    Cara “Dea della Caccia” ho letto con attenzione a firma di Foti, l’articolo inerente la cinofilia dal titolo “Un mondo di Prove”, devo dire che in gran parte condivido quanto scritto, anche se invito a riflettere circa alcune considerazioni fatte.
    In merito ad i numeri dei cani iscritti, la dove si dice che i segugi sono in calo, forse non si tiene di conto del fatto che sono in grande espansione il numero dei soggetti di Segugio Maremmano che sono rischiesti dai nostri cinofili specie praticanti della caccia al cinghiale,e questo in tutta Italia. Un cane autoctone delle Maremme Toscane che si stà diffondendo a macchia d’olio in tutte le provincie, basta vedere i soggetti riconosciuti da giudici Enci e registrati presso l’ente. E’ giusto non “considerarli” nelle statistiche da parte di ENCI, in quanto razza in fase di riconoscimento, ma come associazione Venatoria debbono essere considerati e mensionati. In quindici anni di riconoscimenti, sono stati inscritti al LIR provvisorio oltre 7.550 soggetti, e di recente è stato dato parere favorevole al riconoscimento da parte cella Commissione Tecnica Centrale per il riconoscimento della razza. Un fenomeno che come me, altri amici toscani, abbiamo sempre sostenuto ed in primis Mario Quadri e Sestilio Tonini che ne sono, a mio avviso, i padri putativi.La Fidc delle varie provincie, con i suoi rappresentanti ha sempre svolto un ruolo prominente e proponente. Non dobbiamo dimenticarlo ma soprattutto mantenere questo ruolo, con iniziative mirate ed accattivanti per mantenere i propri soci all’associazione di appartenenza.
    Trovo strano e incoerente la richiesta fatta di far giudicare prove non riconosciute a Giudici Enci, se non con l’obiettivo di potenziare l’organico del corpo giudicante con l’inserimento di giudici Federcaccia (ed altri), Giudici questi che hanno svariati anni di esperienza sul campo e talvolta (vedi regolamento Fidasc, Coppa Italia, ecc)portano alle finali Nazionali mute (nel caso della seguita)di categoria “A” e “B”, avendole selezionate nelle fasi Provinciali ed interregionali.
    Sarebbe opportuno rivalutare la figura del Giudice Federale?
    E’ questa la domanda che mi auguro, l’Associazione di cui mi onoro di appartenere dal 1960, sappia farsi carico.
    Inoltre quale sarebbe il ruolo del giudice Federale?.
    Cordiali Saluti
    Sergio Leonardi

  2. claudio ha scritto:

    parlando di cinofilia,vi vorrei proporre la zona cinofila addestramento cani di tipo “b” denominata “ODIAGO”.è da circa un mese che la provincia ha dato in affidamento a noi della federcaccia di pontida il compito di gestirla.
    la zona è compresa nei comuni di pontida, cisano bergamasco e villa d’adda ed ha una estensione territoriale di circa 900 ettari,caratterizzati da boschi zone umide,grandi estensioni di prati ed incolti, habitat ideali per beccaccie,starne, lepri e fagiani.
    il territorio è un ottimo banco di prova per i nostri cani.
    ieri in addestramento non mi era mai capitato ho visto 4 beccaccie è stata una bella esperienza.
    vi invito a venirci a trovare, se volete informazioni sarò lieto di rispondervi.
    è la prima volta che scrivo, ho scoperto il blog sul giornalino del cacciatore.
    saluti claudio

  3. pietro ha scritto:

    Buongiorno sig.claudio sono un appassionato cinofilo vorrei sapere a chi bisogna rivolgersi per addestrare ad odiago Grazie

I Cacciatori Italiani e la Caccia
Gli Italiani e la Caccia
Prodotti e Aziende
FIDC: Conoscere e Gestire
il cananale della dea su youtube
il cananale della dea su twitter
Caccia e tiro - Il cacciatore italiano - periodici Greentime
Pescasport - Arco - periodici Greentime
Professionisti arceria
NON SOLO CACCIA

HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.