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UNCZA: A SAUZE D’OULX FRA VITA ASSOCIATIVA E RICERCA

Postato il 09 Luglio 2012 da lddc

È stata come sempre una bella festa l’Assemblea nazionale dei cacciatori di montagna dell’Uncza, che quest’anno ha avuto come sede l’affascinante centro di Sauze d’Oulx (To), in val Susa, “invaso” per tre giorni dai tanti delegati, simpatizzanti e familiari qui giunti per celebrare questo importante momento di vita associativa.

Importante ancora più perché come da sua natura, oltre che occasione per rinsaldare lo spirito di appartenenza al sodalizio l’assemblea è sempre un momento di attento confronto tecnico e scientifico. Così, preceduto dall’inaugurazione e dall’apertura della mostra trofeistica del Comprensorio alpino To2, che ha curato anche l’organizzazione che ha visto il patrocinio di Provincia e Regione, il convegno del sabato ha affrontato quest’anno il tema “Il camoscio alpino, gestione e ricerca”.

Prima dell’inizio dei lavori non hanno voluto far mancare il loro saluto le istituzioni, da Mauro Meneguzzi, sindaco e presidente del CA To2 a Marco Balagna, assessore provinciale con delega alla Caccia, che ha definito l’Uncza come portatrice nel proprio Dna di quei valori di sostenibilità che possono rendere la caccia maggiormente accettata dalla società. È stata poi la volta dei dirigenti federali. Bruno Morena, presidente di Fidc Piemonte, ha indicato l’Unione come punto di riferimento per tutti i cacciatori, mentre Mauro Carena, presidente della Sezione provinciale di Torino, ha sottolineato come le sue assemblee riuniscano persone legate dagli stessi valori, passioni e preparazione tecnica.

Infine Sandro Flaim, presidente Uncza, introducendo il tema del convegno ha sottolineato come “parliamo di camoscio dopo 15 anni, forse perché la sua gestione sembra semplice, ma la differenza d’approccio da zona a zona che scopriamo ne impone uno più omogeneo. Oggi - ha proseguito - stiamo perdendo il rapporto culturale con la montagna, e anche se siamo più preparati di una volta, dobbiamo investire in cultura maggiori risorse”.

Il primo relatore tecnico, Silvano Toso dell’Ispra, ha compiuto un excursus storico della presenza del camoscio sull’arco alpino, evidenziando come oggi si sia raggiunta la quasi totale saturazione delle aree idonee e la popolazione italiana sia la più numerosa di tutte le Alpi e d’Europa, per esaminare poi alcuni aspetti più strettamente gestionali su tempi e classi di prelievo. Umberto Zamboni, direttore dell’Associazione Cacciatori Trentini, ha illustrato la gestione del camoscio nella sua provincia. Da parte sua Giuseppe Meneguz, dell’Università di Torino, ha ricostruito l’esperienza gestionale piemontese, dai difficili inizi al ruolo dei cacciatori nei censimenti, oggi base di ogni piano d’abbattimento.

Sempre dell’Università di Torino anche Andrea Dematteis, che ha portato l’esperienza di una ricerca basata sul prelievo di femmine allattanti. Di impronta sanitaria gli ultimi due interventi, di Massimo Benatti e Roberto Permunian. Il primo ha descritto l’andamento dell’epidemia di cheratocongiuntivite comparsa in alta val di Susa nel 2004; il secondo si è occupato di rogna sarcoptica.

Nel pomeriggio, spazio agli adempimenti associativi, con l’Assemblea vera e propria. Introducendo i lavori, il presidente nazionale Flaim ha ricordato che “l’Assemblea è un modo per ritrovarsi, confrontare realtà differenti e confrontarsi su problemi comuni. Il nostro compito di oggi è lo stesso dei nostri padri fondatori: la promozione della conoscenza tecnica, attività che vede gli scienziati effettuare le ricerche, ma che ha in noi cacciatori i principali divulgatori. Un fine che vede nel positivo andamento delle adesioni alla nostra Associazione il giusto riconoscimento per il lavoro svolto”.

E con la ricerca si è chiusa la 47a Assemblea. Sono stati consegnati, infatti, i premi Uncza per le tesi di laurea, quest’anno andati a: Roberta Covi, facoltà di Scienze naturali dell’Università di Siena, per il lavoro su “Genetica di popolazione e del paesaggio sulle Alpi: due tetraonidi a confronto (gallo forcello e pernice bianca)”; Dalila Taloni, della facoltà di Veterinaria dell’Università di Milano, che ha illustrato i risultati delle sue ricerche su “Andamento del quadro biometrico e metabolico nel quadriennio 2006/2009 nei camosci da 1 a 3 anni in val d’Ossola”.

E adesso appuntamento per il 2013 in Veneto, che ospiterà la prossima edizione.

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