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VENETO: CACCIA IN DEROGA, I PARERI SUL TESTO UNIFICATO

Postato il 22 Luglio 2010 da lddc

Martedì 20 luglio si sono tenute le consultazioni indette dalla IV Commissione consiliare sulle tre proposte di legge concernenti l’applicazione del regime di deroga in Veneto per la stagione venatoria 2010/2011.

Al termine delle audizioni, la IV Commissione ha licenziato il testo unificato, che verrà posto in approvazione del Consiglio regionale del Veneto nella prima seduta utile prima della pausa estiva.

In merito alla redazione del documento, l’assessore regionale alla caccia, Daniele Stival, ha rilasciato una breve dichiarazione a ‘La Dea della Caccia’, spiegando quali sono stati i criteri adottati in sede di unificazione dei tre testi e quali i risultati ottenuti.

“L’orientamento al massimo dialogo sta portando i suoi frutti - ha dichiarato l’assessore - ovviamente nel proposito di offrire delle certezze ai cacciatori per il periodo in cui possono esercitare l’arte venatoria”. “Tra tutte le associazioni riconosciute a livello nazionale c’è una buona sintonia - ha proseguito - e uno scambio proficuo di idee e progetti non può che essere positivo. Restare uniti e fare squadra apporterà benefici al mondo venatorio, troppo spesso screditato agli occhi dell’opinione pubblica”.

Sentite le consultazioni con le associazioni di cacciatori e di ambientalisti è stata quindi operata una mediazione dei numeri, portati sotto il livello minimo di sicurezza per non incorrere in infrazioni o ricorsi. “Per il limite massimo di prelievo a livello regionale - spiega Stival - sono stati scelti i numeri più contenuti: le specie sono passate tutte e 6; le quantità su storno, fringuello, peppola e frosone sono rimaste invariate rispetto all’anno scorso, su prispola e prispolone è stata fatta una media tra la quantità massima e la minima proposte”. “Sostanzialmente - conclude l’assessore alla Caccia - è stata effettuata una sintesi dei 3 progetti stando sui numeri minimi, con la massima condivisione da parte dei cacciatori, inclusa Federcaccia”.

E proprioFedercaccia, nella persona del vicepresidente regionale Oscar Stella, conferma la sua soddisfazione: “Buona la partenza dell’assessore Stival: perché ha lavorato da subito con le associazioni venatorie, sia per il calendario regionale che per la caccia in deroga. Si è attivato per vedere se era possibile cacciare in deroga anche la tortora dal collare e altre specie, ma l’Ispra non ha dato pareri, ed è importante sottolineare che è dal 2006 che l’Ispra non fornisce pareri alla Regione Veneto. Il duo Donazzan-Berlato - prosegue il dirigente Fidc - non è riuscito, negli ultimi  anni di gestione della caccia in Veneto, a concretizzare l’istituzione dell’Istituto regionale della fauna selvatica. Si è trattato delle solite promesse disattese, ma in compenso l’assessore Stival si è impegnato a raggiungere questo obiettivo entro fine mandato”.

Anche l’Associazione Cacciatori veneti – Confavi, esprimendo le proprie posizioni in Commissione al momento delle consultazioni con le associazioni, prima dell’emanazione del testo unificato sulle deroghe, ha ribadito l’importanza dell’istituzione dell’Istituto regionale della fauna selvatica, definito indispensabile per fornire alla Regione e alle Province ipareri necessari per l’emanazione dei provvedimenti, altrimenti vincolati sempre ai pareri o, peggio ancora, ai ‘mancati pareri’ da parte dell’Ispra.

Tra le proposte della Confavi espresse in Commissione, figurano anche un leggero aumento del carniere giornaliero per alcune specie mantenendo invariato il carniere massimo stagionale e l’apertura della caccia al prispolone già dal primo settembre.

Dalle 11 specie richieste gli anni passati da Federcaccia quest’anno si è scesi a 6. Una scelta che ha trovato il benestare di tutte le associazioni venatorie riconosciute e dettata da esigenze contingenti. Quest’anno ci rendiamo conto che ci dobbiamo ridimensionare - precisa il vicepresidente regionale Fidc Oscar Stella - Non ci sono i numeri a supportare queste richieste del mondo venatorio e agricolo”. “E questo avviene - prosegue il dirigente Fidc - non per una mancanza del mondo venatorio, ma di quello politico. Non per colpa dell’assessore attuale, ma piuttosto di quelli che ci sono stati in passato”.

Risulta quindi strategico un atteggiamento collaborativo, mirato all’ottenimento di certezze e al riparo da ricorsi al Tar e da infrazioni di sorta, come avvenuto lo scorso anno quando per ben due volte le delibere dell’assessore Donazzan sono state sospese dal Tar.

Il vicepresidente della Federcaccia veneta si pronuncia in ultimo sull’atteggiamento della Confavi: “Troppo agguerrito, secondo il mio punto di vista. Operare delle forzature o atteggiarsi a guerrieri nei confronti dei cacciatori crea una forte contrapposizione col mondo ambientalista che fa solo il gioco di quest’ultimo schieramento e non permette di produrre risultati che durano nel tempo”.

“Inoltre - ha concluso Stella - bisogna contestualizzare il tutto. Pur essendo importante in Veneto, la Confavi è un’associazione a livello locale: credo che il suo atteggiamento eccessivamente combattivo non porti da nessuna parte e che anzi danneggi gli interessi dei cacciatori”.

L’ultima parola sul testo spetta ora al Consiglio regionale per l’approvazione definitiva, attesa, con ogni probabilità, per la prossima settimana.

A.B.

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.