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VENEZIANO (ARCICACCIA): UNA MANIFESTAZIONE SBAGLIATA PIENA DI DOPPIEZZE E AMBIGUITÀ

Postato il 08 Marzo 2010 da lddc

Osvaldo Veneziano

Osvaldo Veneziano

“Una manifestazione sbagliata e piena di ambiguità”: così è scritto in una riflessione di Osvaldo Veneziano, presidente dell’Arcicaccia, pubblicata sul sito dell’associazione, riferendosi alla manifestazione indetta per domani da un cartello di forze che intenderebbe  “difendere e promuovere la cultura rurale”.

“Domani scendono in piazza in nome della ruralità - continua la nota – ma le immagini che caratterizzano i manifesti di annuncio della manifestazione propongono ben altro: animali esotici, domatori di elefanti,  botticelle romane, toelettatori,  delfinari. Nascosti tra i promotori i grandi proprietari terrieri, i riservisti e  gli ultras venatori che non sono riusciti nemmeno nell’intento di proporre una foto di un cacciatore insieme a cotanta ruralità”. “Eppure saranno proprio quest’ultimi a rivendicare l’eventuale esito della manifestazione pronti a sostenere propagandisticamente che la piazza ha chiesto con forza tempi di caccia più lunghi, anche nei parchi, e più specie cacciabili quando tutti sanno che si tratta di rivendicazioni velleitarie che il Parlamento, come sostenuto dai ministri Prestigiacomo e Brambilla, mai approverà e che .di contro, spingono il Paese verso sentimenti di avversione nei confronti di quell’attività venatoria irresponsabile che ridà fiato a sbagliati propositi referendari ed abolizionisti”.

“Vedremo quante bandiere di Confagricoltura sventoleranno sotto il palco e con quali intendimenti (forse gli organismi geneticamente modificati sono utili agli elefanti da allevare nelle nostre campagne?),  o quanti lettori conquisterà Diana, antica rivista del mondo venatorio, che da una parte aderisce alla manifestazione e dall’altra si ispira, in uno dei suoi ultimi editoriali, alle parole di Carlo Petrini fondatore di Arci Gola, oggi leader riconosciuto di Sloow Food in Italia e nel Mondo, per riscoprire i valori della ruralità e per promuovere una qualità della vita negata oggi dal consumismo del mordi e fuggi”.

“Ai signori di Diana – continua Veneziano - consigliamo di leggere quanto ha scritto Carlo Petrini su Repubblica del 4 febbraio in ordine alle polemiche che hanno suscitato le proposte di modifica della stagione venatoria e delle leggi sulla caccia presentate dal centrodestra in Parlamento. Petrini, nell’articolo, tra l’altro, critica duramente lo stravolgimento del “gesto antico” della venazione e noi ci permettiamo di aggiungere la nostra critica verso amministratori, ambiti di caccia e associazioni che hanno boicottato la legge per i biechi interessi dei mercanti di selvaggina e di quei politici avvezzi al voto di scambio più che preoccupati della tutela faunistica e ambientale”.

Nell’articolo, Petrini, scrive chiaramente le esclusive finalità comprensibili per una nuova legge sulla caccia. Una caccia esperta che sappia su quali risorse incidere e su quali non deve incidere, una caccia attenta alla specie migratrici ma anche regolamentata per contrastare la proliferazione di specie oggi invasive e deleterie per l’attività agricola ( e per questo anche i cacciatori hanno la loro responsabilità; non è sempre casuale quel che avviene in natura). Una legge insensata – continua Petrini - rischia di fare danno all’ambiente e anche al significato stesso della caccia.

Detto articolo – sottolinea Veneziano – ha trovato il plauso del Ministro Prestigiacomo e oggi, leggiamo, di Diana. Bene verrebbe da dire ma allora perché andare in Piazza per chiedere l’opposto! Gli elefanti e le infelici marce di Pirro prendono in giro anche quanti manifestano. Le strumentalizzazioni, le manipolazioni, il linguaggio biforcuto lo si lasci a pifferai e bracconieri di voti che da anni di questo vivono ben pagati dalla politica senza che nulla cambi. Questa è l’unica certezza inconfutabile”.

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6 Commenti Per Questo Post

  1. NANNI ha scritto:

    Abbiamo sentito ancora una volta Veneziano, Arci caccia, spara le ultime cazz…. cartucce. Gli è rimasta la cartuccera quasi vuota.
    Speriamo che se ne accorgano anche i loro iscritti.
    Mi scusi ma Repubblica di quale parrocchia è?

  2. vasco ha scritto:

    SIG. Osvaldo Veneziano la prego smetta di pubblicare quello che nessuno ascolta. E tempo e salute persa. E un consiglio!!!!

  3. Baitel ha scritto:

    Questi sono i vostri “compagni” di merende…..andate pure a braccetto con questi personaggi….senza parole!

  4. Giulio Usai ha scritto:

    Noi cacciatori non abbiamo doppiezze o ambiguità da difendere, come invece hanno le AA.VV. come la sua che hanno boicottato - non riuscendoci - una manifestazione che è stata sicuramente un successo di partecipazione.
    Quando parla di ambiguità pensi alla sua associazione che antepone all’interesse della caccia e dei cacciatori le direttive di partito.

  5. Il Solengo ha scritto:

    Bravo il Veneziano, esempio vivente di doppiezza e di ambiguità.

  6. stefano ha scritto:

    E’UNA VERGOGNA NON ADERIRE A QUESTA MANIFESTAZIONE!PENSATE SOLO ALLE TESSERE E ALLE POLTRONE CHE VI HANNO PROMESSO ! VERGOGNA!

La caccia non ha eta
il cananale della dea su youtube
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Caccia e tiro - Il cacciatore italiano - periodici Greentime
Pescasport - Arco - periodici Greentime
Le video interviste de La Dea della caccia
NON SOLO CACCIA

Ringraziamo il maestro, psicologo e poeta Fausto Desideri per averci concesso di pubblicare qualche sua opera. Abbiamo scelto per voi una poesia scritta in romanesco.

L’UNICA COSA CHE NUN SD PO’ COMPRÀ
L’unica cose che nun se po’ comprà
Né coi sordi né cor baratto
In nessuna parte de ‘sto monno matto
E’ quella che l’omo chiama povertà

La legge è giusta e pe’ tutti uguale
E proibisce sia ar povero che ar ricco
A quell’intelligente o pure ar miccio
A chi comanna e a chi poco vale,

D’addormisse pe’strada o sotto i ponti
Da rubasse dar fornaro er pane
De chiede ‘po’ d’affetto come er cane
D’elemosinà pè fa quadrà li conti.

Fortuna c’è la giustizia ner creato
Che quanno se parla de li poveri
Te mette uguale l’omo d’ogni stato.

Ma li diritti è ’nutile che speri
So’ uguali solo drento i cimiteri.

Fausto Desideri