TOP-MENU

assemblea fidc 2016

A ROMA LA 52^ ASSEMBLEA NAZIONALE STRAORDINARIA FEDERCACCIA

Si è tenuta sabato la consueta assise dei dirigenti della Federazione. L’apprezzata relazione del presidente dà nuovo slancio a un domani costruito su rafforzate competenze e maggiori professionalità. L’impegno della Federazione. Approvato il bilancio di previsione.

Una Federazione sempre più dinamica e al passo con i tempi, che investe su professionalità e competenze per costruire oggi la caccia di domani.

Questa l’immagine tratteggiata dal Presidente Dall’Olio ai dirigenti provinciali e regionali arrivati da tutta Italia a Roma per la consueta Assemblea nazionale di fine anno, significativamente ispirata al concetto che “è proprio quando il presente si fa incerto che serve un’idea di futuro”.

Un’idea che è qualcosa di più di una semplice visione, sulla quale si è da tempo iniziato a lavorare e che vedrà a breve una ulteriore evoluzione delle competenze e delle collaborazioni professionali già in essere, soprattutto in campo tecnico scientifico ambientale, e alla quale si accompagnerà una evoluzione del sistema attuale e un consolidamento organizzativo e strutturale.

Un incremento e una implementazione di servizi, formazione dei cacciatori e dei dirigenti, delle ricerche e degli studi intrapresi che coinvolgerà sempre più i Regionali, rafforzati nelle proprie competenze per dare più forza alle articolazioni sul territorio e quindi offrire maggiore assistenza e più tutela ai soci. Ma soprattutto per presentarsi sempre più preparati e con sempre maggiore autorità agli interlocutori istituzionali e agli altri portatori di interesse.

Un progetto concreto, una crescita reale, portata avanti – pur con la necessaria gradualità – con convinzione dal Presidente e sempre condivisa a ogni livello della struttura federale.

Tutto questo si realizzerà ancora più e meglio passando attraverso la valutazione attenta della possibile creazione di una società di servizi per attivare le necessarie competenze in campi dai quali il mondo venatorio non può essere estraneo, quali l’agricoltura, il controllo sanitario della fauna, il trattamento delle carni, la conservazione della biodiversità, la gestione della rete Natura 2000, la realizzazione di Life in campo ambientale e faunistico, così come la creazione di centri studio che concentrino le migliori intelligenze disponibili sulle questioni più importanti per la caccia e i cacciatori.

E per passare subito dal progettato al concreto, proprio un gruppo di giuristi e tecnici è stato creato da Federcaccia per affrontare la revisione della 394, la legge sui parchi, per evidenziare i punti critici e proporre i necessari emendamenti, soprattutto là dove i disegnati nuovi compiti degli Enti parco, con la possibilità di regolamentare direttamente la gestione delle zone contigue fino a scrivere di fatto il calendario venatorio, aprono scenari preoccupanti non solo per la caccia, ma addirittura sembrano ledere le competenze regionali stabilite costituzionalmente.

Un “think tank”, per usare una espressione ormai entrata nell’uso comune, un contenitore di competenze che sta preparando una articolata relazione che sarà sottoposta a tutti i deputati e agli enti interessati per mostrare non solo gli aspetti giuridici ma anche quella che è la realtà e l’estensione delle zone protette del nostro Paese, quasi sicuramente sconosciuto alla maggioranza di quelli che dovranno andare ad esprimere il loro voto.

Proprio sulla 394 nel Consiglio nazionale del giorno precedente, la Lombardia, per voce del suo vice Presidente regionale e Presidente di Bergamo Lorenzo Bertacchi, aveva annunciato l’assenza dei suoi Presidenti provinciali dalla Assemblea per manifestare l’insoddisfazione su come, a loro parere, il Nazionale aveva trattato la questione, mostrandosi poco incisivo anche dal punto di vista comunicazionale, invitando a una più forte presa di posizione.

Accogliendo le osservazioni il Presidente Dall’Olio aveva anticipato quanto poi riportato in Assemblea. Gli ha fatto eco anche il vice Presidente Massimo Buconi, che oltre a sottolineare come la Lombardia non sia assente dalle decisioni e iniziative del Consiglio di presidenza, in cui siede, ha ricordato come immediatamente subito dopo la brusca accelerazione avuta in aula dal procedimento di riforma della legge sui parchi, che da 4 anni giaceva semidimenticato da tutti, sia stata inviata una lettera a tutti i Regionali che avvisava della ripresa dei lavori, invitando ad attivarsi per sensibilizzare i propri rappresentanti di riferimento in Parlamento.

Nel corso dell’Assemblea è stato presentato il bilancio di previsione per il prossimo anno, nel quale l’individuazione di nuovi capitoli di entrate e una ulteriore rivisitazione e ottimizzazione di quelli di spesa consolidati, ha consentito di destinare le risorse necessarie agli ulteriori investimenti citati rimanendo in equilibrio.

Il bilancio, sottoposto al voto dei presenti dal Presidente dell’Assemblea Alessandro Fugaroli, Presidente provinciale di Ferrara, è stato approvato all’unanimità, così come sempre all’unanimità è stata accettata la proposta di valutare nel corso del 2017 il nuovo modello di bilancio unificato messo a punto dal dottor Crescenzo Soriano. Un ufficio appositamente realizzato raccoglierà nel corso dell’anno osservazioni, suggerimenti e proposte avanzate dalla periferia e offrirà assistenza per spiegazioni e chiarimenti, per giungere a una soluzione totalmente condivisa.

Sempre all’insegna delle maggiori competenze e di una formazione permanente anche dei dirigenti, nei due giorni di lavori che li hanno visti impegnati sono state presentate anche una serie di relazioni, aperte dalla dottoressa Nicoletta Perco, che ha fornito gli ultimi aggiornamenti sulla situazione dell’Ibis Eremita, tornando a chiedere la collaborazione dei cacciatori, ritenuta indispensabile dai responsabili del progetto di reintroduzione ancor più a fronte degli episodi di bracconaggio che hanno colpito purtroppo duramente la specie durante questa stagione. Le ha fatto seguito il dottor Mauro Ferri, che ha trattato di sanità pubblica e gestione faunistico venatoria; il presidente di AICA, la settoriale Federcaccia degli arcieri i cacciatori, Danilo Rosini, ha presentato alcuni interessanti filmati sulla pratica di questa forma di caccia; Valter Trocchi ha parlato delle esigenze e delle iniziative legate alla piccola selvaggina stanziale, concentrandosi in particolare su starna e lepre.

Michele Sorrenti, infine, ha presentato la situazione attuale e le prospettive per la caccia alla migratoria in Italia e in Europa, sottolineando in particolare il buon grado di relazioni raggiunto a livello europeo fra il nostro Ufficio avifauna e la Face e attraverso questa con la Commissione europea, ma anche a livello nazionale negli ambiti istituzionali – ad esempio il tavolo di lavoro per il piano di gestione di allodola, starna e coturnice – dove i tecnici dell’Ufficio sono coinvolti, che riconoscono la correttezza e la fondatezza degli studi svolti e delle argomentazioni presentate.

Prendendo la parola, il vice Presidente Lorenzo Carnacina ha sottolineato l’importanza di questo nuovo modo di affrontare le tematiche venatorie, basato sulla ragione e non sugli slogan gridati in piazza. Un modo di lavorare, ha ricordato, che si deve ispirare a tre principi: conoscere, gestire, conservare gli ambienti. Tre linee guida che, ha affermato, devono diventare patrimonio comune di tutto il mondo venatorio. Un mondo venatorio che si deve unire nei confronti del bracconaggio, una lotta che deve essere patrimonio dei cacciatori prima che delle associazioni ambientaliste e animaliste.

Da parte sua, il vice Presidente Antonio D’Angelo ha espresso la solidarietà di tutta la Federcaccia, a ogni livello, nei confronti delle popolazioni colpite dagli eventi sismici dei mesi scorsi. Esprimendo il suo apprezzamento e convinta adesione alla strada dell’accrescimento delle competenze e delle professionalità percorsa dal Nazionale, ha poi concluso ricordando per quanto attiene le sue competenze nel settore sportivo, l’impegno della Federazione nei confronti dei giovani che si avvicinano alla cinofilia.

Presente all’Assemblea il Presidente nazionale Arcicaccia Sergio Sorrentino, mentre i presidenti di Enalcaccia Lamberto Cardia e di ANUUMigratoristi Marco Castellani, impossibilitati a presenziare per impegni, hanno inviato il loro saluto e augurio per i lavori.

Sorrentino ha espresso parole di apprezzamento per quanto detto dal Presidente Dall’Olio e sottolineando come la sua presenza fosse non un atto di cortesia, ma un evidente gesto a testimonianza del percorso comune intrapreso con Federcaccia e le altre associazioni venatorie, ha sottolineato la necessità di lavorare tutti insieme per la caccia e i cacciatori, perché così facendo si lavora per la società e il Paese.

Sulla Fenaveri il Presidente Dall’Olio ha sottolineato ancora una volta come la sua nascita rappresenti un passo irrinunciabile, perché irrinunciabile è il processo di unità che il mondo venatorio, pur nel rispetto delle singole storie, deve compiere per affrontare da protagonista non il domani, ma già l’oggi.

Concludendo, ha segnalato l’apertura sul sito internet di Federcaccia del modulo per la raccolta firme on line a difesa del suolo e l’inizio della raccolta delle stesse presso le sedi sul territorio, in risposta all’adesione all’iniziativa people4soil di cui più volte già si è parlato.

Uno spazio per gli interventi dei presidenti provinciali, che hanno espresso il loro appoggio e approvazione a quanto presentato, e lo scambio degli auguri per le imminenti festività natalizie hanno di fatto concluso anche questa Assemblea nazionale.

assemblea fidc 2016

,