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Workshop a Bruxelles

ANPAM E LE ASSOCIAZIONI EUROPEE DI SETTORE INSIEME PER DEFINIRE UNA STRATEGIA COMUNE CONTRO IL DIVIETO DI UTILIZZO DEL PIOMBO NELLE MUNIZIONI

Il piombo è uno dei metalli più nascosti ma allo stesso tempo più usati del nostro sistema di consumi: il suo impiego è riferibile per la quasi totalità alle batterie per automobili, oltre che alle condutture idrauliche, alle saldature, agli additivi al piombo nelle benzine e a smalti e pigmenti, mentre secondo le stime dell’International Lead Association [1] solo l’1,4% circa è impiegato per la produzione di munizioni.

IL WORKSHOP

Il workshopA Sectoral Approach to the EU Lead Ban: Strategic Workshop for Hunters, Sport Shooters, Collectors and Industry” che si è tenuto oggi a Bruxelles e organizzato dal World Forum on Shooting Activities ha avuto l’obiettivo di stabilire una strategia comune di tutte le associazioni europee e nazionali che operano nel settore sportivo – venatorio e della produzione (un network che conte oltre 100 associazioni) -, per rispondere alla proposta di divieto di utilizzo del piombo nelle munizioni avanzata dalla Commissione Europea.

Il workshop è stato incentrato sulle due proposte di restrizione a livello europeo concernenti l’uso delle munizioni a base di piombo nelle zone umide e terrestri. Per entrambi i processi, il workshop ha identificato i messaggi principali, gli obiettivi strategici, gli interlocutori coinvolti e potenziali per coordinare le azioni da intraprendere a livello nazionale.

“Abbiamo ritenuto indispensabile in questo momento storico riunirci per far fronte comunque a questo problema che, se dovesse risolversi in un divieto totale dell’utilizzo del piombo nelle munizioni, porterebbe a gravi danni di sicurezza e economici per tutti i professionisti del settore del tiro” ha dichiarato nell’occasione Mauro Silvis, Segretario Esecutivo WFSA.

Dichiarazione a cui ha fatto eco Stefano Fiocchi, Presidente ANPAM: “In ambiti specifici, come quello sportivo, non sussiste alcun problema per l’uomo e l’ambiente, essendo le munizioni a base di piombo interamente recuperate e smaltite; un eventuale divieto di utilizzo del piombo nelle munizioni comporterebbe perdite nell’ordine di 1,6 miliardi di euro l’anno nel settore, per un totale “allargato” di circa 3 miliardi di euro. In Europa si otterrebbe una riduzione di circa il 37% dell’intero fatturato, ovvero 6,7 miliardi di euro nel settore e un totale di quasi 15 miliardi di euro considerando anche l’indotto. Inoltre, si metterebbero a rischio 145.000 posti di lavoro in Europa, di cui 20.000 in Italia” [2].

LA SALUTE UMANA

Lo studio svedese “Lead in game meat” [3] evidenzia alcuni risultati riguardanti le quantità di piombo eventualmente ingerite a seguito del consumo di carne di selvaggina e che possono essere assorbite dal corpo umano. Lo studio mostra che non vi è alcun pericolo per la salute umana, in quanto i frammenti di piombo si concentrano in un raggio di 4,5 cm dal canale di passaggio del proiettile, con una quantità minore dispersa in un raggio tra i 4,5 e 10 centimetri: queste parti animali vengono regolarmente e completamente eliminate con le consuete pratiche di macellazione.

L’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) in uno studio degli anni scorsi [4] ha inoltre evidenziato fonti alimentari decisamente più comuni attraverso le quali la popolazione europea è esposta all’assunzione di piombo, come cereali, prodotti lattiero-caseari, verdure e acqua da bere.

LA SICUREZZA D’USO

Il piombo è un materiale dall’utilizzo sicuro che, con la sue caratteristiche, porta i proiettili a frammentazione o deformazione; Inoltre, porta a scongiurare il pericolo di rimbalzi, deviazioni o sovra penetrazioni, elementi imprescindibili per l’utilizzo in sicurezza. Queste caratteristiche confermano che, a dispetto di ogni progetto e previsione, il piombo non è sostituibile se non rinunciando ad aspetti fondamentali nella sua applicazione balistica.

LE ALTERNATIVE

Al momento non esistono materiali che possano sostituire su larga scala il piombo nelle munizioni da caccia e da tiro sportivo, non solo per ragioni di sicurezza, ma anche di performance balistica e sostenibilità economica. Tra le alternative più frequentemente citate figurano il più costoso tungsteno, il ferro e il rame che tuttavia non garantiscono pari prestazioni.


[1] http://www.ila-lead.org/

[2] https://a9bdafc9-266f-4ac0-bde4-ac366975cd51.filesusr.com/ugd/3fd127_259c650cf44b4201a94541d6880d1990.pdf

[3] https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2540062

[4] https://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/1570