TOP-MENU

fagiano

ATC E SELVAGGINA NOBILE STANZIALE. LA CCT NE PARLA A CECINA IL 25 MAGGIO

La crisi della piccola selvaggina stanziale una volta definita “nobile” tanto era il valore venatorio che le veniva attribuito, rappresenta sicuramente uno dei problemi più acuti e sentiti su cui dovranno misurarsi i comitati degli ATC Toscani.  Anche in questo caso, il nostro auspicio e il nostro impegno è quello di mettere da parte inutili polemiche e concentrare ogni sforzo sulle proposte gestionali consapevoli anche delle forti differenziazioni presenti nei vari territori. Tralasciamo per un momento l’approfondimento delle questioni di fondo che caratterizzano questa fase di vita degli ATC, che mai come oggi presentano sicuramente problemi di natura strutturale; diminuzione delle entrate, assenza di contributi pubblici, aumento dei danni da fauna selvatica e degli indennizzi, con conseguente diminuzione di risorse ad investimento, farraginosità delle procedure amministrative etc. Questi sono aspetti che ormai mettono in luce una crescente crisi di questo modello che per anni ha garantito un positivo rapporto tra i mondi interessati e salvato la caccia sociale e sostenibile. Di sicuro occorrerà al più presto riflettere e soprattutto ripensare il futuro modello da applicare alla caccia e alla gestione faunistica in questa regione e sicuramente a livello nazionale visto che l’attuale Legge Statale ha registrato numerosi “buchi applicativi” in diverse realtà italiane. Il punto però è cosa fare soprattutto nell’ immediato; le strategie di lungo periodo hanno i loro tempi, ma il problema del vuoto faunistico e della rarefazione della stanziale, i cacciatori Toscani ce l’hanno ora e subito. Inoltre, siamo alla scadenza del Piano Faunistico che sicuramente rappresenterà un passaggio necessario per ripensare, riperimetrare o sostituire i tanti istituti faunistici (ZRC, ZRV, etc.) e magari prevedere una diversa gestione della stanziale nel territorio a caccia programmata. Occorre però che anche con le poche risorse a disposizione e con una corretta strategia gestionale su ungulati ed antagonisti, si possa già da ora determinare risultati e sperimentazioni che invertano questa tendenza negativa.

La CCT, da mesi sta lavorando per affinare alcune proposte e confrontare le stesse con gli amministratori degli ATC. Su questa impostazione, diverse realtà territoriali si stanno muovendo con specifiche iniziative e tavoli di lavoro. La CCT Livornese farà il punto in una importante iniziativa che si terrà a Cecina il prossimo Venerdì 25 Maggio presso l’Auditorium Via Verdi  a partire dalle ore 17,30. “Una bella iniziativa e soprattutto di grande utilità che dimostra come l’unità del mondo venatorio rappresenti la via obbligata per risolvere i problemi quotidiani di tutti i cacciatori” ha dichiarato Franco Poli Coordinatore Provinciale della Confederazione. Discutere ed approfondire con competenza un tema così sentito dai cacciatori sarà compito del Dott. Francesco Santilli  tecnico Faunistico che introdurrà delle riflessioni e proposte utili al dibattito.

I temi trattati saranno tutti molto interessanti ed attuali. Oltre ad affrontare le principali criticità come il rapporto tra specie predatrici ed antagoniste, sperimentazione di tecniche nuove sull’ ambientamento dei galliformi e lagomorfi, il rapporto intraspecifico etc., si tratteranno anche temi attinenti ai miglioramenti ambientali, le lavorazioni agronomiche ed il loro impatto sulla fauna stanziale, la sostenibilità e l’equilibrio tra produzione agricola e salvaguardia della fauna selvatica.

Come riconciliare tra le altre cose le ragioni dell’agricoltura e la conservazione della fauna selvatica?

L’agricoltura biologica sta prendendo campo e andrebbe forse anche incentivata. Sembra rappresentare sicuramente una buona soluzione ma la sua implementazione su larga scala trova molte difficoltà. Inoltre, un agricoltura più ecologica, ma anche meno produttiva, può avere come effetto indesiderato, lo spostamento delle produzioni agricole in altri paesi. Occorre pertanto trovare e sperimentare tecniche agricole che consentano la salvaguardia della biodiversità, ma che siano anche facilmente applicabili e non determinino un eccessivo calo della produzione e del reddito aziendale. Ciò è stato recentemente trattato da una pubblicazione scientifica francese (Tillage and herbicide reduction mitigate the gap between conventional and organic farming effects on foraging activity of insectivorousbats. Ecology and Evolution, BarréK., Le Voil et al.) che ha analizzato l’effetto di varie tecniche agricole e valorizzato ai fini faunistici, la tecnica della cosidetta lavorazione minima (minimum tillage) che consiste essenzialmente in una riduzione della profondità della lavorazione stessa del terreno, evitando l’inversione degli strati, accompagnata inoltre da una riduzione di diserbanti. I risultati incoraggianti possono aprire nuovi fronti di applicazione, e soprattutto dimostrano che anche sotto il profilo economico sia possibile riconciliare, il rapporto tra agricoltura e biodiversità (con grandi vantaggi per la fauna selvatica), utilizzando e promuovendo tecniche agricole relativamente semplici e di facile applicazione.

Le conclusioni del Segretario Marco Romagnoli, saranno anticipate dall’intervento del Presidente dell’ATC  LI 9 Dr. Miriano Corsini che porterà all’attenzione dei presenti l’esperienza dell’ATC di Livorno e le proposte sulle quali stabilire un proficuo terreno di collaborazione.

, ,

Le foto presenti su La Dea della Caccia sono in parte prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione potranno segnalarlo alla redazione - info@ladeadellacaccia.it - che provvederá prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.