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BOLOGNA, LUPI: ATTACCO A GREGGE DI PECORE IN FATTORIA A 4 KM DELLA VIA EMILIA

Un attacco di lupi a quattro chilometri dalla via Emilia, in comune di Imola, località Tre Monti, alla Fattoria Romagnola, fattoria didattica dove due giorni fa c’erano 300 alunni della scuole venuti a vedere il gregge di pecore, i maialini, le anatre e le oche.

La scorsa notte i lupi si sono dimostrati subito degli intenditori ed hanno ucciso uno dei due arieti del gregge composto da 50 pecore. Insieme all’ariete, di cui hanno lasciato la carcassa, sono scomparsi anche due agnellini. Purtroppo non si tratta del primo attacco a questa azienda: la Fattoria Romagnola era stata depredata di pecore e agnelli già due volte lo scorso settembre. Questa volta i proprietari, Andrea Gentilini e Fabiola Zoffoli, si sentivano più al sicuro perché prima di mettere il gregge al pascolo circa un mese fa, aveva sostenuto la spesa per raddoppiare la rete di recinzione per i due ettari di terreno dove pascolano gli animali d’estate. Non è servito a niente. Anzi al danno si aggiunge anche la beffa perché i titolari della Fattoria Romagnola, pur avendo fatto domanda di risarcimento per le pecore sbranate lo scorso settembre, non hanno ricevuto neanche un centesimo.

“Gli allevatori non ne possono più di allevare pecore per alimentare i lupi – afferma il presidente di Coldiretti Bologna, Antonio Ferro – anche perché oltre al danno diretto, mai adeguatamente risarcito spesso molto più pesanti sono i danni collaterali. Gli animali, infatti, a causa dello stress provocato dagli attacchi riducono drasticamente la produzione di latte, con pesanti tagli al fatturato aziendale”.

Nel caso della Fattoria Romagnola – spiega Coldiretti – il danno non è solo produttivo, ma anche di immagine perché come fattoria didattica ed agriturismo, gli animali sono una attrazione per bambini che vengono qui per conoscerli ed accarezzarli.

Su tutta la dorsale appenninica – informa Coldiretti – scorrazzano ormai incontrollati branchi di lupi e di cani rinselvatichiti. In questo caso che si trattasse di lupi, questa volta è stato certificato dai veterinari dell’Asl, ma La presenza di questi predatori – afferma Coldiretti Bologna – sta scoraggiando sempre di più nelle aree di montagna (e anche più a valle, visto dove è avvenuto l’attacco nell’imolese) le attività di allevamento, mettendo a rischio non solo uno dei principali tessuti economici delle aree montane, ma lo stesso equilibrio ambientale e l’assetto idrogeologico che trova nella presenza delle attività umane un fattore di stabilità.

“È necessario da parte dell’ente pubblico – prosegue Ferro – garantire il sostegno economico-finanziario per una adeguata attività di prevenzione (indispensabile per ottenere il risarcimento dei danni) e assicurare efficienza ed efficacia nel sistema di accertamento e risarcimento dei danni per garantire un completo reintegro della perdita di reddito affinché la convivenza tra l’animale e l’uomo non porti all’abbandono dell’attività di allevamento. Non sarebbero solo gli allevatori a perderci, ma l’intera comunità poiché – conclude Ferro– i pastori attraverso la loro opera conservano e valorizzano la montagna e le sue tradizioni. Per questo bisognerà prevedere interventi adeguati per controllare la presenza dei branchi e renderla sostenibile con le attività di allevamento del territorio”.

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