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BRESCIA, LA PROTESTA DI MASSARDI PER IL MANIFESTO ANTI-CACCIA

Dopo la prima apparizione lo scorso anno a Lucca, questa volta il cartellone contro la caccia a firma “LEAL – Lega Antivivisezione”, che spicca più che per la frase – “la caccia sarebbe uno sport più interessante se anche gli animali avessero il fucile” – per la foto di due mani sporche di sangue, è comparso ieri a Brescia, quartiere Sant’Eufemia, suscitando ovviamente polemiche e reazioni, anche politiche.

Decisa la presa di posizione di Floriano Massardi, vicecapogruppo della Lega in Regione: “Sono del parere che il dibattito sulla caccia debba sempre mantenersi nei limiti del rispetto dell’opinione altrui e della decenza, senza sfociare in messaggi di tipo violento o aggressivo – ha sottolineato Massardi in una nota ripresa da numerosi organi di stampa -. Questo, a maggior ragione, in quanto solo nel nostro Paese assistiamo da anni a una demonizzazione della figura del cacciatore, mentre nel resto del mondo la percezione è ben differente, anche da parte delle associazioni ambientaliste.

Il cacciatore svolge da sempre un’attività a favore dell’ambiente, delle zone boschive e della loro conservazione, contribuendo a mantenere intatto l’ecosistema, a tutto vantaggio della flora e della fauna presenti. Il contenimento della fauna selvatica è essenziale anche per salvare vite umane dai ripetuti incidenti stradali, spesso mortali, causati da ungulati sempre più fuori controllo.

Inoltre, è ben nota l’attività benefica svolta dalle associazioni venatorie, mentre non trovo traccia di donazioni provenienti dall’opposto fronte animalista. Infatti nell’emergenza Covid19 la solidarietà dei cacciatori ha dato come risultato la raccolta di oltre 2.000.000 euro, donati alle strutture ospedaliere e sanitarie, con la provincia di Brescia che si è distinta quale la più generosa d’Italia. A coloro che hanno affisso quel manifesto li invito a rimuoverlo e ricordo che un loro parente o un amico potrebbe essersi salvato dal Covid grazie alla generosità dei cacciatori. Riflettiamo su questo prima di veicolare messaggi pericolosi, dai quali si deduce l’equazione cacciatori=assassini”.

Non c’è niente altro da aggiungere, secondo noi.

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