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mappa terreno venabile piemonte 2018

CACCIA: VIGNALE (MNS): IN PIEMONTE NON C’E’ MAI LIMITE AL PEGGIO…. 10.000 ETTARI DI TERRENO VENABILE SOTTRATTO ALLA CACCIA PER REALIZZARE NUOVI PARCHI. VIETATA LA CACCIA IN GRAN PARTE DEL PO

“La Giunta regionale, non contenta delle già tante limitazioni imposte al mondo venatorio, ha presentato alla commissione ambiente l’istituzione o l’ampliamento di nuovi parchi che andranno a sottrarre ulteriori 10.000 ettari di territorio ai cacciatoti piemontesi” lo fa sapere il presidente del Movimento Nazionale per la Sovranità in Consiglio regionale, Gian Luca Vignale.

“Come se non bastasse – ha aggiunto Vignale – la giunta regionale piemontese e tutto il centro sinistra alla maggioranza di questa regione vogliono anche chiudere la caccia tutte le domeniche. Infatti, dopo aver letto le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, sulla volontà di fare un appello alle Regioni perché vietino la caccia la domenica, il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, ha voluto rivolgergli un suggerimento non richiesto: ovvero emanare un decreto, che chiuda la caccia la domenica e che diventi immediatamente esecutivo.  Non pago, il presidente ha già dichiarato che che la Regione Piemonte non farà ricorso di costituzionalità”.

“Purtroppo – conclude – ogni commento è superfluo per giudicare un’amministrazione che dopo quasi cinque anni di governo non è stata ancora in grado di capire il grande valore, economico e ambientale, dell’attività venatoria”.

Ecco nel dettaglio cosa prevede il nuovo disegno di legge presentato dalla giunta regionale piemontese:

In provincia di Vercelli:

  • l’istituzione del Parco naturale delle Grange vercellesi, con un’estensione di 1908 ettari, che nasce dall’accorpamento del Parco naturale del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino con le Riserve naturali Fontana gigante e San Genuario, e della relativa area contigua, con un ampliamento di tali aree protette di 825 ettari.

Asta fluviale del PO tratto vercellese ed alessandrino:

  • la creazione di un’unica area protetta che assumerà la denominazione di Parco naturale del Po orientale, che -con un’estensione di 9553 ettari- rappresenterà il più grande parco lungo il Po nel nord di Italia. I tratti di collegamento tra le varie riserve preesistenti rappresentano un incremento di 2223 ettari.

In provincia di Alessandria:

  • l’istituzione del nuovo Parco naturale Alta val Borbera e della relativa area contigua di Carrega Ligure che avrà un’estensione di 3432 ettari.
  • In provincia di Cuneo:
  • l’ampliamento del Parco naturale del Monviso sul territorio del comune di Oncino, di Ostana e di Paesana per 819 ettari, con il raggiungimento di un’estensione complessiva di 9154 ettari,
  • l’istituzione della Riserva naturale del Bosco del Merlino, con un’estensione di 353 ettari,
  • l’ampliamento, per 182 ettari sul territorio del comune di Ormea, del Parco naturale del Marguareis che raggiunge così un’estensione di 8043 ettari,
  • l’implementazione delle superfici protette, sull’asta fluviale Gesso-Stura e la conseguente attribuzione alla attuale riserva della denominazione di Parco naturale Gesso e Stura, il Parco raggiungerà così un estensione di 1052 ettari, con un ampliamento di 772 ettari rispetto all’esistente riserva.

In provincia di Asti:

l’istituzione di 4 nuove riserve naturali e di altrettante Zone naturali di salvaguardia di collegamento, nella piana del Tanaro così denominate:

  • Riserva naturale degli Stagni di Belangero.
  • Riserva naturale delle Rocche di Antignano .
  • Riserva naturale del Rio Bragna.
  • Riserva naturale del paludo e dei Rivi di Moasca.
  • La rideterminazione dei confine della attuale Riserva naturale di Rocchetta Tanaro sulla base dei dati del nuovo Piano Forestale Aziendale.

In provincia di  Torino:

  • la trasformazione dell’area contigua della Riserva naturale dei Laghi di Avigliana in Zona naturale di salvaguardia,
  • la razionalizzazione delle aree naturali protette prospicenti il Po nell’area metropolitana torinese, per 5.167 ettari complessivi.

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