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CAMPANIA. LE PROPOSTE DI MODIFICA DELLE AAVV

Di seguito la lettera delle  Associazioni Venatorie Regionali della Campania (Anuu-Arcicaccia-Enalcaccia-Eps-Federcaccia-Italcaccia-Libera Caccia) al Presidente del C.T.F.V.R.

Apprendiamo che l’ISPRA in data protocollo 15 giugno 2020 ha espresso il proprio parere al Calendario Venatorio 2020-2021 della Regione Campania, argomentando ulteriori restrizioni a quelli che sono i periodi di caccia per specie proposti, anche in funzione della validità dei piani faunistici venatori in essere.

Alla luce delle risultanze inviate dalla Regione Campania a codeste spett.li scriventi Associazioni Venatorie della Regione Campania, Si chiede espressamente di apportare alla predetta proposta le seguenti modifiche:

A) – Eliminazione del richiamo al principio di precauzione presente in premessa;

All’uopo, entrando nel merito si fa notare prioritariamente come non sia affatto condivisibile il ricorso in premessa al principio di precauzione presente nella proposta, perché privo di qualsiasi analisi dei rischi connessi alle scelte presenti nel calendario venatorio.

Non vi è descrizione di quali effetti potenzialmente negativi esistono sulle scelte che si vanno ad inserire in calendario, né la valutazione delle possibili conseguenze. I dati dei Key Concepts e la Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva 79/409CE sulla conservazione degli uccelli selvatici, correttamente applicati, escludono l’esistenza del rischio.

I dati disponibili di vari studi internazionali, nazionali e regionali dimostrano che la stagione venatoria condotta con le date della L. 157/92, art. 18, è del tutto compatibile con la conservazione favorevole delle specie cacciabili (ZENATELLO ET 2014 – NARDELLI ET AL 2015 – NAGJ ET AL 2014 – BIRDLIFE INTERNATIONAL 2015).

B) – Preapertura nei giorni 2 – 6 e 13 settembre 2020: cornacchia grigia, gazza, ghiandaia, merlo e colombaccio (solo da appostamento);

C) – Nei giorni 2 e 6 settembre – Tortora (solo da appostamento) Nei giorni 13 e 16 settembre 2020 è consentito l’esercizio venatorio alla specie quaglia (Coturnix coturnix)

D) – Portare la chiusura del prelievo alla specie “quaglia” al 30 novembre 2020;

E) – Portare la chiusura della specie “merlo” al 31 dicembre 2020;

F) – Per il prelievo della specie “fagiano” fino al 31 gennaio con la clausola che (dopo il 30 novembre il prelievo è consentito solo in presenza di adeguati piani di prelievo elaborati dagli AA.TT.CC.);

G) – Specie cacciabili dalla 3^ domenica di settembre 2020 al 31 gennaio 2021: alzavola, canapiglia, codone, folaga, porciglione, germano reale, gallinella d’acqua, marzaiola, fischione, mestolone, beccaccino e frullino (queste ultime due specie esclusivamente in caccia vagante)

H) – Portare la chiusura del prelievo alle specie “allodola” e “lepre comune” al 31 dicembre 2020,

I) – Portare la chiusura del prelievo alle specie “tordo bottaccio” e“tordo sassello” e “cesena” al 31 gennaio 2021,

L) – Specie cacciabile dal 10 ottobre 2020 al 10 febbraio 2021, aggiungere “colombaccio” con la limitazione di un prelievo massimo di 5 capi giornalieri nel periodo 2 gennaio – 10 febbraio 2021.

Aree di rete “Natura 2000”

Modificare così i periodi e le specie cacciabili nelle aree Psic – Sic e Zps:

1 – dal 1 ottobre 2020 all’8 novembre 2020: quaglia;

2 – dal 1 ottobre 2020 al 20 gennaio 2021: tordo bottaccio – tordo sassello – cesena;

3 – dal 1 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021 beccaccia.

Utilizzazione ed addestramento cani

Dopo il 2° capoverso modificare cosi: “Gli uffici competenti per territorio, avvalendosi del supporto dell’ATC di competenza, provvedono a verificare, improrogabilmente entro il 31 luglio 2020, l’assenza di esemplari di fauna selvatica terricola in fase di nidificazione o di dipendenza della prole dai genitori, e con proprio provvedimento autorizzano le attività di addestramento/allenamento dei cani da ferma, da cerca e da seguita a partire dal 10 agosto 2020.

CACCIA AL CINGHIALE

Avuto riguardo al consistente calo del contagio dovuto al Covid e all’insussistenza di impedimenti all’organizzazione della caccia in braccata, si chiede che la caccia al cinghiale sia prevista dal 1 ottobre 2020 al 31 dicembre 2020, esclusivamente in battute autorizzate. Su questo specifico punto l’Associazione ANLC propone di confermare il periodo previsto nella proposta di calendario della Regione Campania in discussione.

ORARIO DI CACCIA

L’attività venatoria può essere esercitata da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto, ai sensi del 2° comma dell’art. 24 della L. R. 26/2012 e s.m.i., tenendo conto dell’ora legale nel periodo di vigenza (in allegato sono riportate le tabelle di previsione per alba e tramonto).

Non costituisce esercizio venatorio la presenza sul posto di caccia, prima o dopo l’orario consentito, per attendere ai lavori preparatori di posizionamento e rimozione dell’appostamento temporaneo, sempre che l’arma sia scarica e in custodia. Non costituisce esercizio venatorio lo spostamento da o per il posto di caccia prima o dopo l’orario consentito se l’arma in possesso del cacciatore risulta scarica e in custodia.

Una tabella semplificativa con gli orari per iniziare e terminare le attività venatorie con la certezza di rientrare nell’intervallo consentito è riportata di seguito:

L’attività venatoria su Beccaccia (Scolopax rusticola) potrà essere esercitata solo dalle ore 7:30 alle ore 16,00.

BOSSOLI

Alla voce “bossoli”, aggiungere: “Nella caccia da appostamento, i bossoli vanno recuperati nel momento in cui si abbandona l’appostamento”.

In relazione alla nota prot, n. 39696 del 28.5.2020 a firma Zaghi Carlo, Direttore Generale del M.A.T.T.M., di pari oggetto, si desidera evidenziare quanto segue.

a) L’invito rivolto alle Regioni e alle Province autonome di escludere, in sede di approvazione dei calendari venatori per la stagione 2020/2021, la previsione del prelievo venatorio delle specie moriglione e pavoncella si pone in stridente contrasto con il comma 1 dell’art. 18 L. 157/1992, che il M.A.T.T.M. non ha alcuna legittimazione a modificare, tantomeno con una mera nota dirigenziale. Per questo sono necessari o l’intervento del Legislatore o la procedura di cui al comma 3 della stessa disposizione all’interno della quale lo stesso M.A.T.T.M. è solo interlocutore del M.A.P.F. cui è demandata la potestà propositiva. Le Regioni, in sede di pubblicazione dei propri calendari venatori stagionali, debbono rispettare il comma 1 dell’art. 18 della L. 157/1992 (e non anche il comma 1 bis) per quanto espressamente stabilito dal comma 4 della stessa disposizione.

b) Nei pareri resi dall’ISPRA nel corrente anno relativi alle proposte di calendari venatori 2020/2021 l’ISPRA si è espressa per la cacciabilità delle due specie in questione

c) Non risponde a realtà che i più recenti pronunciamenti dei giudici amministrativi relativi ai calendari venatori 2019/2020 abbiano “stigmatizzato l’inserimento delle specie in oggetto tra le specie cacciabili”. Al riguardo, a smentire la nota ministeriale del 28.5.2020, è sufficiente richiamare l’ordinanza del Consiglio di Stato, Sez. III del 18.10.2019 che ha ritenuto cacciabili moriglione e pavoncella fino al 19 gennaio.

d) L’inserimento di moriglione e pavoncella nell’allegato A dell’Accordo AEWA (rectius: nella colonna A della tabella 1 dell’allegato III dello stesso Accordo) non è riportata correttamente nella lettera del M.A.T.T.M., infatti le due specie sono assegnate a due categorie diverse. La pavoncella è inserita nella colonna A categoria 4, che riguarda le specie che possono essere oggetto di caccia con piano d’azione (in vigore a livello europeo), mentre il moriglione è nella colonna A categoria b, ma il fatto che non ne sarebbe consentito il prelievo senza uno specifico piano di azione, è del tutto irrilevante. Infatti tale Accordo può trovare applicazione nell’ordinamento italiano solo con le procedure previste da quest’ultimo e, in particolare, secondo la procedura di cui al comma 3 dell’art. 18 L. 157/1992 che nel caso di specie non è stata seguita. In realtà l’Accordo AEWA non ha ancora efficacia vincolante né nell’ordinamento comunitario né nell’ordinamento italiano giacché, in ordine alle modifiche della classificazione delle due specie moriglione e pavoncella, la Commissione Europea ha espresso riserva anche per gli Stati membri.

e) Il richiamo del caso EU-Pilot 6955/14 appare fuori luogo: il M.A.T.T.M. non dovrebbe ignorarne la natura meramente istruttoria, e tantomeno che la sua pendenza non integra alcun accertamento di mancato rispetto della normativa comunitaria, requisito necessario per l’apertura di una procedura di infrazione (così T.A.R. Liguria, sez. II, n. 10/2016 e T.A.R. Toscana, Sez. II, n. 390/2016 nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri).

f) Nella Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della Direttiva “Uccelli Selvatici” (cfr. punto 2.4.26) è previsto che i piani di gestione possano essere elaborati a differenti livelli territoriali – a livello comunitario, nazionale o locale – di talché è rimessa alla discrezionalità delle Regioni assumere, sulla base dei dati di prelievo, determinazioni che, tenuto conto della consistenza delle due specie sul proprio territorio, ne consentano il prelievo. La pavoncella è peraltro classificata “non a rischio” e in aumento in Europa e Italia, mentre la specie moriglione è classificata “vulnerabile”, ma le popolazioni svernanti in Italia sono in aumento negli anni dal 2015 al 2019-20. Per entrambe le specie il prelievo venatorio non è ritenuto una causa del declino.

Per tutto quanto precede si invitano La Regione Campania a non dar seguito alla nota prot. n. 39696 del 28.5.2020 a firma Zaghi Carlo Direttore Generale M.A.T.T.M. viste pure le risultanze del parere Ispra del 12 giugno 2020 al protocollo del 15 giugno 2020 in merito alla questione de quo.

I Presidenti Regionali AA VV della Campania:

FIDC Modestino BIANCO
Enalcaccia Francesco PASCARELLA
Liberacaccia Luca MORELLI
Italcaccia Raffaele DE CHIARA
Arcicaccia Enrico ROSIELLO
Anuu Giuseppe PARVOLO
EPS Filippo VENDITTI

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