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CIA. DA SOIL4LIFE UN MANIFESTO PER DIRETTIVA UE SU PROTEZIONE SUOLO

A un ventennio dalle prime proposte della Commissione Uesiamo ancora lontani dal traguardo di una direttiva sul suolo -commenta la nota Soil4Life. Proponiamo un percorso di società civile, inclusivo e che si allarghi fino a portare nelle sedi europee una chiamata alla responsabilità per il suolo.

Il Green Deal ha bisogno di suolo, fertile e pulito. Ha bisogno dei suoi servizi e delle sue funzioni, e di nuova consapevolezza su un dato elementare: il suolo è il primo asset su cui l’Europa può poggiare la battaglia per la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico. Ed è centrale anche per contrastare la perdita di biodiversità, l’altra grande sfida globale a cui l’Europa intende rispondere con il Green Deal.

Occorre investire sul suolo, sulla sua capacità generativa, sulla sua natura di grande fornitore di servizi ecosistemici, e sulla capacità di far convivere tutto ciò con la produzione di beni essenziali – il cibo e le materie prime agricole e forestali – oltre che con le funzioni insediative: il suolo ha potenziali per fare tutto ciò, a patto che venga compreso e rispettato.

L’Europa deve correggere la rotta sul suolo. La sua politica agricola, la Pac, ha puntato a massimizzare le produzioni, spesso a spese della biodiversità e della biochimica del suolo, oltre che del lavoro dignitoso e della vita delle comunità rurali. La riforma della Pac deve traghettare l’agricoltura europea verso un modello che superi le iniquità presenti negli attuali sussidi, incentivando pratiche virtuose e benefiche per il suolo, per l’ambiente e per il climaLe fondamentali strategie appena pubblicate dalla Commissione Europea, quella per la biodiversità e quella per sistemi alimentari sostenibili (farm to fork) non possono avere un reale respiro ‘strategico’ senza un forte radicamento all’origine della vita delle terre emerse: il suolo, appunto. E dunque senza un orizzonte e degli obbiettivi vincolanti per la sua tutela e recupero. La tutela del suolo, risorsa irrinunciabile alla comunità degli europei, non può più essere lasciata all’arbitrio di comportamenti speculativi: per fermare il degrado e il consumo del suolo occorre una condivisione di responsabilità, ma anche di norme certe e vincolanti per tutti. Il suolo non ha un proprio diritto, a livello europeo e nemmeno nella maggior parte degli Stati Membri, eppure è essenziale alla vita quanto lo sono l’acqua, l’aria pulita, la biodiversità.

Chiediamo che l’Europa protegga il suolo. Serve una direttiva sul suolo, coerente con gli impegni assunti a livello globale dai Paesi e dall’Unione e che contemplano, tra gli altri, l’obiettivo ‘land degradation neutrality’ da perseguire entro il 2030, a partire dall’obbligo di fermare il consumo di suolo, l’erosione e la perdita di sostanza organica nei suoli europei. Occorre incorporare nelle politiche e nelle norme europee una responsabilità globale, affinché l’Europa riduca la propria impronta globale derivante da usi del suolo e deforestazioni in Paesi Terzi da cui importa materie prime.

Vogliamo che il Green Deal rappresenti davvero un nuovo corso nell’economia e nella società, capace di contrastare le cause e di moderare gli effetti del cambiamento climatico senza compromettere il benessere e la salute di tutte e di tutti i cittadini europei. Ma ogni cambiamento ha bisogno di poggiare su basi solide: il buon uso del suolo è la base imprescindibile per il nuovo corso, non possiamo lasciarlo ai margini, dobbiamo proteggerlo. (Fonte CIA)

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